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Cover sì, cover no

Ieri, Venerdì 9 febbraio 2024, si è svolta la serata dedicata alle cover della 74esima edizione del Festival di Sanremo. Si è aggiudicato il primo posto nella top five finale Geolier con il medley “Strade” accompagnato da Guè, Luchè e Gigi D’Alessio.


A seguire Angelina Mango, Annalisa, Ghali e Alfa. Non volendomi soffermare sulla scelta finale informo che hanno votato tutte e tre le giurie: il pubblico con il televoto; la sala stampa, tv e web; le radio. Ci sarebbero state interpretazioni migliori ma le cose sono andate così e noi non possiamo farci niente se non esprimere il nostro disappunto.


Si può dire che sia stata una serata composta da intonazioni discutibili, puro trash, rari 30 e Lode e qualche esibizione divertente.


Annalisa con La rappresentante di Lista e il coro Artemia hanno eseguito “Sweet Dreams (Are made of this) – Eurythmics: mi è parso che i gorgheggi messi qua e là abbiamo appesantito il brano, già di per sé impegnativo.


Gazzelle e Fulminacci sono riusciti a cantare “Notte prima degli esami” – Antonello Venditti con uno stile semplice e pulito, mentre Alfa con Roberto Vecchioni mi ha stupito e gli do un bel 30 e Lode per la canzone “Sogna ragazzo sogna”.

Un altro 30 e Lode se lo è aggiudicato Irama che con Riccardo Cocciante ha emozionato il pubblico eseguendo “Quando finisce un amore”. Continuando meritati 30 e Lode vanno a Santi Francesi e Skin in “Hallelujah” – Leonard Cohen e ad Angelina Mango che con il quartetto d’archi dell’orchestra di Roma ha cantato “La Rondine” – Mango.

Ultimo 30 e Lode va ai Negramaro in coppia con Malika Ayane ne “La canzone del sole” - Lucio Battisti.

Gli ultimi brani citati, quelli che hanno ottenuto il mio personale giudizio pari a 30 e Lode, non sono stati stravolti dalle cover e in certi momenti ci sono stati degli attimi quasi di commozione.

Detto questo la serata delle cover ha lasciato ampio spazio a performance divertenti e anche a quelle trash.


Quando si sceglie una cover il rischio di rovinare la versione originale è dietro l’angolo come è successo a Mahmood con i Tenores di Bitti nella sua versione di “Come è profondo il mare” - Lucio Dalla.  Abbiamo fatto poi un tuffo nel passato con Gigi D’Agostino (ospite) sul palco della Costa Smeralda ed anche con Fred De Palma che, con gli Eiffel 65, ha scelto un medley degli Eiffel 65.


Mi hanno divertito Fiorella Mannoia e Francesco Gabbani in “Che sia benedetta” e “Occidentali’s Karma”, mentre Clara ed Ivana Spagna, con "Il cerchio della vita", canzone stupenda di per sé non mi hanno entusiasmato, anzi... Clara mi è parso che fosse quasi stonata o, forse, con la voce rotta dall’emozione. Il risultato, nonostante il contributo del  Coro delle voci bianche del Teatro Regio di Torino, non è stato quello che mi sarei aspettata.


Altra artista che non ha colto il senso della canzone che ha proposto è stata BigMama con Gaia, La Nina e Sissi in “Lady Marmalade”- Labelle: puro trash. Mi dispiace scriverlo ma anche Diodato, accompagnato da Jack Savoretti, non ha colto nel segno con “Amore  che vieni, amore che vai” – Fabrizio De André.


Concludo con Il Volo che con i Queen non hanno niente a che fare e, nonostante siano stati supportati da Stef Burns, “Who wants to live forever” non ha ottenuto una cover degna degli interpreti originali.

Infine altra scelta troppo azzardata è stata quella di Dargen D’Amico che ha voluto ricordare Ennio Morricone sulle note di “The Crisis”: “Modigliani” e “Dove si balla” devono rimanere al proprio posto.

 

Non mi resta che aspettare questa sera per assistere all’ultima serata del Festival di Sanremo 2024 e sperare che vinca una canzone non troppo piatta o banale, per non dire inutile.

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