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I The Kolors a Pantelleria: un concerto di colori, emozioni e libertà. Intervista a Stash.

Sono trascorsi più di due mesi, è cambiata la temperatura, la lunghezza delle giornate, i colori della natura, ma nella mente vive ancora, come fosse ieri, quella sera in cui tutto si è colorato di libertà. Ve la ricordate? C'eravate anche voi? Mi riferisco alla sera dell'11 settembre in cui i The Kolors sono stati in concerto a Pantelleria!

Non è un caso se scrivo questo articolo a distanza di due mesi, sarebbe stato scontato farlo subito, con il rischio che le emozioni vissute, ancora fresche, avrebbero influenzato quelle suscitate dall' articolo. Sono state emozioni forti e qualcuno di voi ne sa qualcosa. Emozioni che cercherò di farvi rivivere impreziosendole con l'intervista che ho avuto l'onore di fare personalmente a Stash. Ma facciamo un passo indietro...

Pantelleria isola del Mediterraneo, nella sua più totale bellezza estiva, si prepara per il tanto atteso concerto del 21 Agosto dei The Kolors, ma qualcosa non va secondo i piani: il concerto viene rinviato a Settembre per cause metereologiche che hanno impossibilitato l'arrivo dell' attrezzatura con le navi.

L'11 Settembre, invece, è tutto pronto! La piazza del paese, fin dal primo pomeriggio, si trasforma. Tutto inizia a prendere forma, un qualcosa di bello che sta per accadere. Un palco allestito all' altezza della situazione, transenne in ogni dove che fanno presupporre già la grandezza dell' evento. Tutto è ancora vuoto, spento, c'è silenzio, ma nell' aria inizia a vibrare qualcosa. Un qualcosa che viene "pregustato" al momento del soundcheck... ci siamo quasi!

Sono le 19.30, tra qualche ora tutto cambierà. Il tempo di far calare Il sole, concedere qualche intervista, attenzionare gli ultimi dettagli e arriva, finalmente, il tanto agognato evento.


La piazza è stracolma di gente, accalcata per non perdersi neanche un secondo: cellulare in mano e adrenalina a tremila. Si sente urlare la gente, pochi secondi di silenzio ed arriva un boato di voci all'unisono... ecco prima il batterista, poi il tastierista e infine lui, bello come il sole, Stash.








Pochi secondi ancora e sarà delirio: gli occhi delle persone sono pieni di felicità, sono di tutte le età, le loro bocche urlano, cantano e i loro corpi si allungano quando Stash scende tra il pubblico, tentando di sfiorarlo. Tutto questo sotto un cielo, tra luci ed effetti speciali, in cui anche le stelle hanno dato il loro contributo spettacolare.



Brani inediti e cover riarrangiate molto originali, tra cui anche la prima canzone che hanno inciso e che, all'inizio del loro percorso musicale avevano presentato a diverse case discografiche. Tre ragazzi che hanno dimostrato il loro valore partendo da Napoli per trasferirsi a Milano con l'obiettivo di avverare i loro sogni. Credo proprio ci siano riusciti!.












Alla fine del concerto Stash ha concesso qualche selfie e alcuni autografi ai fan.









Ma passiamo all'intervista! Cosa ci avrà raccontato il bello Stash? Scopritelo!!!


  • 1) Innanzitutto benvenuto su quest'isola! Un' isola che si è fatta subito conoscere per le sue difficoltà dei trasporti marittimi, ma finalmente eccovi qui. Arrivando su quest'isola che impressioni ti ha fatto Pantelleria?

Sicuramente avverto il calore del Sud Italia, che è un po', anche la mia terra. Non mi riferisco solo alla nostra Campania ma anche alla cugina Sicilia e di conseguenza anche a Pantelleria. È la prima volta che vengo e devo dire che sono rimasto molto colpito, anche se oggi il mare non è staton praticabile. Con il mio team avremmo voluto prendere subito un motoscafo o qualcosa come un gommone, per viverci la giornata di mare, perché sicuramente sarebbe stata un'esperienza spettacolare, ma alla fine me lo sono goduto dalla stanza dell'hotel che ha la vista sul mare. Devo dire che Pantelleria è molto diversa da Lampedusa, in cui sono stato qualche anno fa, ha un fascino e un'identità più selvaggia. Ho avvertito un' autenticità del posto e delle persone che mi ha colpito. Sono molto felice di aver scoperto un posto così bello.

  • 2) Ho letto su Vanity Fair la tua intervista e mi ha colpito la parte in cui parli della bellezza dello stato d'animo, di questo equilibrio della bellezza esteriore ed interiore. Cosa che oggi non c'è.

Sai, non è un discorso relativo solo allo stato d'animo, non è un concetto associabile ad un qualcosa di solamente estetico. Io ho sempre detto, citando la canzone di un mio carissimo amico che è Tropico, che "la bellezza non la puoi vedere, la bellezza la senti, l'avverti". L' avverti attraverso qualcosa magaŕi che gli esseri umani non hanno ancora scoperto, non hanno decifrato. Quella cosa che spesso si chiama carisma, magnetismo, alchimia. Io sono un cacciatore di quel tipo di bellezza, soprattutto ai concerti. Per me è molto più bella magari una persona che ha qualcosa da dire piuttosto di una persona perfetta esteticamente, mi piace, mi affascina di più. Il concetto di bellezza per me non è per niente associabile all'estetica.


  • 3) Quando hai detto o hai pensato "questa è la mia professione, d'ora in poi si fa sul serio". È successo qualche cosa oppure è accaduto tutto così per caso?


  • Sono cresciuto in una famiglia in cui in ogni angolo della casa c'era un basso, un sassofono, una chitarra, una batteria, perché mio papà ed il papà di Ale, che sono fratelli, suonavano insieme, avevano una band. Rispettivamente mio padre e il padre del batterista erano chitarra e voce, e batteria in un'altra band, e quindi siamo cresciuti così. Non c'è stato mai un momento in cui ho detto faccio questo di professione. E la cosa bella, e anche la cosa brutta di questo tipo di attitudine, dell'essere musicista, è che non hai mai certezze, non c'è mai "ok, ho un contratto a tempo indeterminato ", ma è anche il bello, la cosa che ti stimola di più.


  • 4) Quindi possiamo dire che è la musica che ha scelto te, non che tu abbia scelto la musica.

Probabilmente sì!

  • 6) Ci sono, invece, quelli che dicono: "lo devo fare a tutti i costi" senza poi arrivarci e invece, c'è chi è investito dalla musica come te e, si ritrova a fare questo percorso.

Io penso che in musica, come in edilizia, se hai un obiettivo chiaro o un sogno nel cassetto, farai di tutto per raggiungerlo. Se tu hai in mente di spaccare con la tua musica, con il tuo messaggio, se veramente ci credi, ce la farai. Questa cosa qui è la vera benzina che ci fa andare avanti, per cui l'importante è sempre, secondo me, avere chiaro l'obiettivo, poi il resto è tutto coincidenza di percorso.


E per finire vi sblocco un ricordo 😉







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