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Il mio primo respiro è stato il canto: Silvia Mezzanotte.

Aggiornamento: 3 mar 2022


Mi emoziono ancora all'idea di aver intervistato Silvia Mezzanotte.

Un idolo per me sin da quando ero bambina che mi ipnotizzavo a guardarla sul palcoscenico; così raffinata, elegante e con una voce che mi trascinava con sé.

Ma chi è Silvia Mezzanotte? Chi si cela dietro la figura di questa poliedrica artista dalla personalità coinvolgente?

Già dal suo sorriso e da come pronuncia poeticamente le parole, possiamo comprendere che lei è molto di più di ciò che abbiamo visto sino ad ora.

Sento che c'è una parte di lei che è saggiamente segreta, come se avesse un'aura intorno a lei, un'energia che rende magnetico tutto ciò che dice.

Una capacità di rinnovarsi continuamente e mettersi in gioco, creando ogni volta una nuova performance, un nuovo contatto con il pubblico, originale e primigenio.


Intervista a cura di Riccardo Russo.


R. Russo:

Il primo Sanremo a poco più di vent'anni, poi ne hai vinto uno con una formazione che è storia in Italia con i Matia Bazar, che ha permesso un ritorno del successo del gruppo.

Rappresenti, inoltre, una buona parte della musica pop italiana nel mondo.

Ti sei creata un ruolo molto importante.

Come sostieni tutto questo?


S. Mezzanotte:

Io sono e sarò per sempre la sostituta ed è una cosa che comunque devi portare e se impari a vivere la meraviglia di aver ereditato un ruolo e un repertorio meravigliosi capisci di aver dato del tuo con amore e dedizione, partendo dal presupposto che Antonella Ruggiero, icona storica dei Matia Bazar è sempre stata una delle mie straordinarie regine. Quando io sono entrata nei Matia mi sembrava tutto un miracolo. Sono entrata con la consapevolezza di poter portare anche la mia vocalità e la mia personalità ed è poi quello che è successo.


R. Russo:

Tu adesso stai portando in giro uno spettacolo con Carlo Marrale, colui che ha scritto tante canzoni dei Matia Bazar con un entusiasmo pazzesco dei fan. Cosa rappresenta oggi questo progetto?


S. Mezzanotte:

Il progetto è nato in modo apparentemente casuale, Carlo dice sempre questo, nel senso che ci siamo incontrati una sera nella hall di un albergo, dopo i nostri rispettivi concerti. Ci siamo salutati con affetto, seppur io e lui non avevamo mai lavorato insieme. Mi sono seduta accanto a lui che aveva la chitarra che lo accompagna sempre e ad un certo punto, dopo un bicchiere di un qualcosa che non ricordo, si è messo a suonare ed io a cantare brani che conoscevo molto bene nella sua tonalità. Io non potrò mai dimenticare l'alchimia che si è creata in quel momento, rapiti dal riconoscimento di ciò che stavamo facendo, rapiti da una vibrazione che abbiamo portato con noi per molto tempo. Ci siamo così risentiti e abbiamo lanciato l'ipotesi di poter fare un concerto insieme, riportando alla loro naturale bellezza tanti brani che ha scritto lui e tanti che ho portato io nel mio repertorio. Volevamo raccontare la storia dei Matia Bazar, una storia gloriosa che appartiene alla gente. Durante il concerto raccontiamo anche gli aneddoti che accompagnano la creazione delle canzoni. Le persone ridono, sono felici, anche sotto le mascherine.


R. Russo:

Vanti duetti veramente pazzeschi...


Silvia Mezzanotte:

Ah proposito di duetti qualcuno forse ricorderà quello con Massimo Ranieri, che è uno dei miei idoli, poi con Michael Bolton in Canada per una trasmissione televisiva sulla Rai; posso citare Dionne Warwick con la quale ho un progetto ancora inedito; poi c'è un progetto per l'estero con Albano in Russia.


R.Russo:

Hai interpretato la canzone Brava di Mina nel programma Tale e quale show. Ci vuoi raccontare questo aneddoto?


S. Mezzanotte:

Ricordo che quando mi hanno chiamato per interpretare questo brano io ero terrorizzata. Quando la trasmissione ha cominciato ad assegnarmi brani di una certa importanza, da Dalidà ad Anna Oxa, Kate Bush, la mia vocal coach, Dada Loi mi ha detto: Silvia perché non interpretiamo un personaggio come Mina?

Io gli ho risposto che non se ne parlava. Pure la mia truccatrice mi disse che fare Mina non avrebbe portato bene.

E Dada mi ha risposto che non voleva farmi fare un'imitazione coreografica della cantante, mi voleva portare verso una canzone come Brava.

Così ha messo una base su youtube della canzone ed io ci ho cantato sopra. Dada ha mandato la registrazione alla trasmissione ed il venerdì successivo ho visto comparire Mina nella ruota delle imitazioni ed ho iniziato a lavorarci su.

Ho cercato di non imitare in maniera caricaturale la sua figura...volevo che fosse un omaggio. Così mi sono messa a studiare anche la sua gestualità e ho scoperto un mondo.

Ho vinto quella serata e quell'edizione del programma.


R. Russo:

Tu spazi dal pop ad Astol Piazzolla, poi al jazz...come convivono in te tutte queste sfaccettature?


S. Mezzanotte:

Forse queste sono le diverse sfaccettature della mia personalità. Io sono una vocalista, una che studia e che sente la necessità di mettersi alla prova su tutto e quando mi viene proposto un progetto cerco di capire se sono in grado si farlo. Quando mi fu proposto di fare il primo concerto come ospite di duettanbo su Astol Piazzolla dovevo preparare solo cinque canzoni. Quando mi fu proposto io conoscevo il suo repertorio in maniera superficiale. Ho detto di sì senza andare a vedere di cosa si trattava. Quando mi hanno mandato il repertorio ho chiamato il mio manager, Stefano Baldrini, ed ho detto che non lo potevo fare. Lui mi ha risposto che già aveva firmato il contratto. Ho detto di no perchè ne avevo paura.

Sono entrata in questo mondo con meraviglia e sorpresa, scoprendo che in realtà è qualcosa che mi appartiene.


R. Russo:

Facciamo un po' di gossip...che cos'è successo in Sicilia?


S. Mezzanotte:

Ero a Mazara del Vallo per uno spettacolo e dopo qualche mese di frequentazione online con Massimiliano abbiamo deciso di iniziare a vederci e da lì ho iniziato a conoscere meglio la Sicilia.

Quando scendo a Mazara mi rilasso, perché non cambia nulla se faccio qualche minuto di ritardo. Grazie a Massimiliano ho conosciuto anche te e da lì è partita tutta una parte della mia attività che adesso è diventata un'azienda vera e propria, la The Vocal Academy, Accademia di canto che nasce nel 2015 e ha dieci sedi sparse in tutta Italia più una che sta aprendo in Svizzera.


R. Russo:

So che abbiamo anche un video da vedere...


S. Mezzanotte:

Si, è un video nato nel periodo del lockdown: ho chiesto ai miei allievi di inviarmi un loro video, cantando insieme a me una delle canzoni che fanno parte del penultimo album che si chiama Aspetta un attimo. Era l'unico modo per sentirci di nuovo una comunità.



R. Russo:

Che cosa possiamo consigliare a chi approccia oggi al canto?


S. Mezzanotte:

La tecnica e la preparazione sono fondamentali perchè sulla fortuna io non posso incidere. Ognuno di noi la propria fortuna se la deve cercare e creare. Buttarsi e non chiudersi dietro ad un computer. Cantare di fronte ad un pubblico. Solo così si può testare cosa piace e cosa non piace, cosa funziona e non. Personalmente io ogni sera salgo sul palco e ricomincio sempre tutto da capo. Non do mai nulla per scontato e questo mi mette ansia, ma non ho paura di mettere sempre tutto in discussione.


R. Russo:

Il tuo segreto per essere Silvia Mezzanotte qual'è?


S. Mezzanotte:

L'urgenza...il fatto che io canto per esprimere me stessa.

Con la voce riesco ad esprimere più cose. Mi è stato dato un dono e probabilmente da anima ad anima riesco ad accendere una fiammella.


La timidezza ed il senso di inadeguatezza che ci confida l'artista di aver avuto da bambina l'hanno portata a sentire il bisogno di poter abbracciare e di poter levigare in maniera più profonda e sensibile la sua umanità.

Una donna spontanea, genuina e originale in tutti i suoi aspetti, oltre che un'artista indimenticabile, che ha ancora sogni ed obiettivi da condividere con tutti noi.








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