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Il ragazzo vintage del flow: Nicolò Parrelli in arte Parre.

Aggiornamento: 4 mar 2022


Oggi vi proponiamo un artista particolare, il suo nome è Parre, nome d'arte di Nicolò Parrelli. Nasce a Pietra Ligure nel 2002. Mi incuriosisce sapere cosa ha spinto questo giovane ragazzo ad intraprendere la strada della musica, perché oggi più che mai abbiamo bisogno di una nuova generazione di idee, di stimoli artistici e culturali. Così quando vedo volti giovani motivati non posso che esserne soddisfatta. Tutto questo incrementa anche la mia volontà come un flusso di energia che cambia e si rinnova ogni volta.


Intervista a cura di Riccardo Russo.


R. Russo:

Sappiamo che la tua passione nasce sotto le influenze familiari...perché?


Parre:

Perché mio nonno materno era in passato un fisarmonicista abbastanza affermato e quest'aria di musica è sempre rimasta nella nostra famiglia, anche dopo che mio nonno è venuto a mancare. Abbiamo sempre ascoltato musica in macchina, durante i viaggi e questa cosa mi ha influenzato veramente tanto.


R. Russo:

Tu hai iniziato a scrivere presto. Tu sei un rapper giusto?


Parre:

Giusto.


R.Russo:

Che differenza c'è tra un rapper ed un trapper?


Parre:

Questa è una domanda che si fa spesso, ma la risposta è semplice, cambia la velocità del tempo e la sonorità che ha il pezzo. Il rapper di solito è molto più acustico, invece il trapper utilizza suoni elettronici anche sulla voce.


R.Russo:

C'è una differenza tra le due categorie artistiche?


Parre:

Sì. Nel rap ci può essere non solo il contenuto eclettico, quello offensivo di denuncia sociale, ma ci possono essere anche contenuti a tema sentimentale; mentre nel trap di solito si parla molto del tema sociale di cui si parla in maniera negativa.


R.Russo:

Cos'è che spinge un giovane oggi a voler mettere su carta dei pensieri?


Parre:

Io penso che in quest'epoca ci sia troppo marasma di qualsiasi cosa, parlo secondo la mia opinione ovviamente. Il tuo cervello non è mai in stand-by, ti arrivano ogni giorno notizie su notizie, anche quando scorri il cellulare su instagram o facebook, il tuo cervello non è mai rilassato, perché devi essere comunque attento ed io penso che prendere una penna e scrivere frasi, qualsiasi cosa, penso che questo ti liberi da qualsiasi cosa.


R. Russo:

Secondo te l'arte può generare un movimento sociale di pensiero?


Parre:

Nel mio piccolo c'è già qualche ragazzo che si avvicina e mi dice: ma lo sai che quella canzone parla della mia situazione sentimentale?


R.Russo:

Una volta che hai scritto il testo la musica come viene?


Parre:

Si può dire che quando scrivi un testo la musica strumentale c'è l'hai già in testa, perché se tu canticchi il ritornello, la senti già anche se non c'è. Allora cerchi quello che fa per te, contatti amici che suonano o persone che si occupano di beatmaking...


R. Russo:

Spiegaci un po'...


Parre:

Il beatmaking è fare le basi in digitale con basi già registrate e che tu mixi come vuoi.


R.Russo:

Una volta finito di produrre passate in studio di registrazione?


Parre:

no...prima si passa per la cameretta. Proprio questa in cui sono ora. Si provano i flow e se realmente funzionano sui beat e poi si passa allo studio per la registrazione definitiva.


R.Russo:

Secondo te un ragazzo oggi che vuole fare il tuo stesso percorso musicale, come si deve muovere?


Parre:

Devi metterti innanzitutto in testa che non diventa qualcuno dall'oggi al domani e che se succede non ha ripercussioni solo positive. Bisogna essere costanti, allenarsi sempre nella tecnica di vivere in un mondo fatto di questo. Io ho amici che vive di musica dalla mattina alla sera, che vuole fare quello nella vita. Devi entrare in un ambiente in cui tutto gira intorno a questo. Più persone conosci, più il tuo nome si spargerà ovunque. Il passaparola è un mezzo potente. Bisogna lavorare tanto su quello che vuoi esprimere con la musica.


R. Russo:

Tu dalla Liguria sei passato a Milano. Oggi un ragazzo di provincia può riuscire a fare qualcosa non spostandosi fisicamente?


Parre:

Internet facilita lo spargersi del pezzo e della canzone, però dato che tutti possono farlo, devi far in modo di farlo meglio degli altri. Il fatto di spostarti in un'altra città ti aiuta.


R. Russo:

Presentaci il brano che ci hai portato oggi.


Parre:

Questo è un brano che parla di me e di quello che rappresenta il mondo dei giovani oggi in questa società.




R. Russo:

Ti volevo chiedere della tua etichetta, perché a noi ci ha fatti conoscere Andrea Rucci...


Parre:

Io dopo questo singolo sono entrato a far parte della Roosted delle stanze dischi. I ragazzi hanno apprezzato il mio modo di rappare su basi acustiche. Pensano che abbia del talento e mi hanno proposto di entrare nel progetto.


R.Russo:

Cosa c'è nel futuro di Parre?


Parre:

C'è ancora qualche singolo e poi ci si avvicinerà ad un progetto più esteso come un EP.


R. Russo:

Specifichiamo che un EP è una raccolta di 5/6 brani.


E salutiamo questo giovane ragazzo pieno di entusiasmo di cui ci colpisce la scelta di rappare su un brano costituito da strumenti acustici e non elettronici come siamo abituati a sentire per gli artisti della sua categoria.

Sarà forse il rinnovato trionfo degli strumenti e dei sentimenti puri come nel flow di Parre?





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