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Irene Rogna, in arte Dollsaway, si racconta con "How", che affronta l'inesorabilità del destino.

Irene Rogna, in arte Dollsaway, si presenta a Webradioitaliane con un sorriso smagliante, un tono di voce chiaro e deciso ed una camicia che ricorda una tavolozza di colori dalle mille sfaccettature. L'incontro con questa artista mi suscita molta curiosità già dalla copertina con cui presenta il suo brano How. Un volto che sembra una macchia di colore che vibra, che risuona, echeggia dentro ogni centimetro di universo.

E allora, viaggiamo più in profondità.


Intervista a cura di Riccardo Russo.


R:

Perché Dollsaway?


I:

Ho scelto questo nome, in quanto è l'unione di due parole, "bambole" e "via", come per dire che non voglio che mi seguano su Instagram o che mi ascoltino persone che si definiscono o che sono nella personalità delle "piccole bamboline".


R:

Che genere fai?


I:

Io mi concentro sul creare degli immaginari; quella che voglio dare è una dimensione un po' dreamy, melanconico, blue, ispirandomi all'artista Lana Del Rey in parte.


R:

Di che parlano i tuoi testi?


I:

Lucro da situazioni difficili che incontro. Sono per lo più relazioni che vanno a sfociare nel negativo.


R:

Da quanto tempo scrivi?


I:

Io scrivo da quando ho 5 anni. La mia prima canzoncina aveva come tema il fatto che non vedessi più la mia ombra quando faceva buio. Questa cosa mi terrorizzava.


R:

Come avviene il processo creativo per le tue canzoni?


I:

nell'ultimo brano mi è venuta in mente prima la melodia; quindi mi sono prima lasciata ispirare dalla musica. Poi volevo aggiungere qualcosa da costruire intorno, per creare un certo tipo di atmosfera ambientale. Così ero in treno e con il rumore che emetteva ho inventato il beat, si collegava perfettamente alle batterie della canzone. Dopo è stato molto più facile scrivere il testo della canzone.


R:

Quando hai l'idea globale del progetto, come provi la canzone che hai creato? Te la canti, ti registri...spiegaci un po'.


I:

Un tempo suonavo al pianoforte e cercavo una melodia da canticchiare. Adesso chiamo il mio produttore, gli dico che ho un'idea e si mette su qualcosa insieme. Di solito funziona che se ho già in mente una bozza gli invio un mio file, oppure al contrario, è lui che mi manda una sua proposta. E poi ci vediamo, ma in maniera molto sporadica.


R:

Ho come l'impressione che tu sia apparentemente riservata nell'aprire agli altri il tuo mondo...


I:

C'è da dire che studio anche filosofia...


R:

Come concili la filosofia con la scrittura dei testi?


I:

E' difficile perché giudico alcune volte in maniera negativa ciò che scrivo.


R:

Come vedi l'artista e la persona? Convivono o restano separati?


I:

Secondo me è necessario che la persona si distingua dall'artista. Ciò che una persona passa può decidere o meno di farlo trapassare all'interno dell'artista.


R:

Ti è mai capitato di scrivere per qualcun altro?


I:

Mi è capitato di scrivere canzoni per compleanni.


R:

Se ti venisse commissionato di scrivere un testo per un'altra persona, faresti a modo tuo o cercheresti di capire il mondo dell'altro? Come ti rapporteresti?


I:

Sarebbe una sfida. Entrare nell'universo di qualcun altro è difficile, già non riesco a comprendere appieno il mio.


R:

Perché ti piace scrivere canzoni?


I:

E' un bisogno, una necessità.


R:

Presentaci il tuo brano.


I:

Questo pezzo l'ho scritto per una persona che è andata via. Le ultime parole le ho scritte in italiano ed è la prima volta che scrivo e pubblico qualcosa in italiano. Il titolo è How.




R:

Mi è piaciuto molto il sound con questa voce che risuona come se fosse un'eco e questo stile musicale un po' low-fi. Questa è una scelta del produttore oppure decidete insieme?


I:

Mi impongo spesso di mettere il riverbero nella mia voce, perché mi sembra che sia più angelica, eterea. Il mio produttore è sempre contento di soddisfare questa richiesta.


R:

Perché hai sentito l'esigenza di scrivere quelle ultime frasi in italiano?


I:

Forse probabilmente è grazie a quelle che questa persona è rientrata nella mia vita; pertanto per tutti quelli che l'ascoltano, fatelo, perché porterà solo cose buone.


R:

Dove possiamo seguirti sui social?


I:

Io mi chiamo Dollsaway ovunque. Uso prevalentemente Instagram; su Youtube pubblico solo le mie canzoni al momento.





APPROFONDIMENTI:


- Quando dici di non voler avvicinare fan che siano bamboline, di che tipo di personalità intendi?


Con bamboline, intendo persone che sui social si dimostrano perfette, senza alcun difetto. Avevo solo 14 anni quando inventai il mio nickname, al tempo mi sembrava avesse qualche rilevanza


- Raccontaci il tuo percorso artistico, dagli inizi fino ad ora.


Ho iniziato a cantare sin da quando ho imparato a parlare. L’inizio dello studio vero e proprio è avvenuto a cinque anni. Iniziai a studiare canto e pianoforte. Il vero risvolto è stato quando a 14 anni iniziai a fare Musical. Devo molto a tutti gli studi effettuati.


- Chi ti ha spinto a cantare o scrivere canzoni? Te stessa o ti ha ispirato qualcuno?


Ho sempre scritto canzoni. La mia prima canzone era sulla paura che avevo nel non ritrovare la mia ombra al buio. Posso dire di essere stata spinta da me stessa a scrivere canzoni. Naturalmente le influenze sono milioni, da artisti a ciò che mi circonda



- Perché hai scelto il genere “Dreamy”? Che cosa rappresenta per te?


Il genere “Dreamy” rappresenta per me qualcosa di etereo, mi piace pensare di creare qualcosa di spensierato


- La filosofia è una materia di studio che ti aiuta nella scrittura delle tue canzoni? Al pensiero di quale filosofo ti avvicini?


La filosofia mi aiuta nei momenti in cui ho mancanza di ispirazione. Per le canzoni non credo influisca così tanto. Ma immagino che il suo lo faccia. Non c’è un vero e proprio pensiero filosofico al quale mi avvicino. Ma c’è un filosofo che mi ha aiutata molto il cui nome è Emil Cioran.


- Ti servi di altre forme d’arte per scrivere ( arti visive etc…).


Mi piace pensare di essere affascinata dalla natura. Le arti visive non mi hanno mai aiutato a scrivere, finora. Sono curiosa di provarci, però.


- Mi incuriosisce molto lo stile del disegno con cui ti rappresenti. Molto espressionistico mi vien da dire. Che cosa vuoi descrivere?


Lo stile con cui mi rappresento cerca di, perdonatemi la ripetizione, rappresentarmi al meglio. Si può definire sì, espressionistico.


- Perché hai scelto how come titolo del brano?


Cantando, le parole mi sono uscite come un flusso di coscienza. How fa parte del sottofondo della canzone. Il significato letterale in italiano è “come”. Si riferisce alla persona alla quale è dedicata la canzone. Come si superano certe situazioni? Solo “come”.


- Dove ti piacerebbe fare un concerto live?


Mi piacerebbe fare un live dove vivo, che sia Genova o Torino


- Hai mai partecipato ad un contest musicale? Raccontaci l’esperienza.


Non ho mai partecipato ad alcun contest. Né saprei se vi ci parteciperei mai.




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