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Marco Conte presenta "Frangia", un mix di sonorità ed atmosfere che rendono accattivante il brano.

Mi colpisce immediatamente la postazione da cui il nostro ospite si collega e presenta. Una stanza da cui si può scorgere un microfono e una parete insonorizzata. Questo ragazzo ha una presenza luminosa e radiosa, un sorriso travolgente. Lui è Marco Conte.

Un ragazzo tutto da scoprire e vediamo che cosa ha in serbo per noi.


Intervista a cura di Riccardo Russo.


R. Russo:

Tu sei un cantautore giovane che ha all'attivo dei brani che hanno avuto già un riscontro, giusto?


M. Conte:

Sì, è qualche anno che scrivo canzoni; ho provato a fare dei singoli, degli album...ho un passato musicale molto attivo.


R. Russo:

Dove possiamo ascoltare i tuoi brani?


M. Conte:

Ho sempre cercato di far fruire la mia musica un po' ovunque, perché ognuno ha le sue abitudini d'ascolto: c'è chi è appassionato di spotify per scoprire musica nuova, c'è chi usa apple music, perché ama l'iphone, oppure c'è a chi piace guardare il videoclip e quindi usa youtube. Digitando Marco Conte si trova la mia musica.


R. Russo:

E perché dovremmo ascoltare proprio la tua musica?


M. Conte:

Innanzitutto invito a farlo anche solo per scoprire musica nuova. Io quando creo un brano mi pongo sempre in sfida con me stesso, ovvero cerco sempre di strappare un sorriso a chi mi ascolta, anche trattando tematiche d'amore, sociali o che parlano della vita in generale. Cerco sia di far divertire, ma anche pensare.


R. Russo:

Ma nella carriera di un artista quanto conta avere un cognome così importante come il tuo?


M. Conte:

In musica particolarmente, perché c'è un cantautore prima di me e molto più famoso di me. Diciamo che da una parte è uno stimolo, dall'altra parte mi penalizza, perché sono emergente.


R. Russo:

Di cosa parlano i tuoi brani?


M. Conte:

Mi piace moltissimo cantare storie molto semplici, come ad esempio raccontare la relazione tra un papà ed un figlio, oppure un fatto di cronaca che mi ha colpito.


R. Russo:

La fiamma che fa scaturire un brano da dove arriva?


M. Conte:

Penso sia più un'esigenza, un impulso che deve uscire.


R. Russo:

Nella fase dell'elaborazione di un brano ti aiuti anche musicalmente?


M. Conte:

Sì, io principalmente nasco come un chitarrista, quindi scrivevo sempre le canzoni con la chitarra, per poi andare a fare gli arrangiamenti. Poi ho imparato a suonare anche il piano, che mi aiuta nella creazione iniziale del testo.


R. Russo:

Come avviene la produzione di un brano?


M. Conte:

La produzione è un mondo magico, bellissimo...io collaboro con altri arrangiatori che mi aiutano ad inserire altri strumenti nel brano.


R. Russo:

Dal punto di vista economico come fai? Ti autoproduci o collabori con qualche casa discografica?


M. Conte:

Io collaboro con un paio di registrazione, però sono indipendente per scelta, perché preferisco rimanere padrone delle mie scelte ed avere i miei tempi. Se capiterà un'occasione con qualche casa discografica interessante la coglierò al volo.


R. Russo:

Tu sei più un artista che produce per il web piuttosto che su altri canali come la televisione o la radio...


M. Conte:

Diciamo che ho capito, anche durante il tempo passato a casa durante il Covid, che internet può dare degli spunti e delle occasioni molto interessanti, senza essere per forza targettizzati come fa la radio o la televisione (talent, sanremo etc...).


R. Russo:

Dal punto di vista del genere musicale dove ti collochi?


M. Conte:

Io non ho un genere specifico, ma ho fatto diversi stili. Prima suonavo in una band dove facevamo punk rock, però ad un certo punto ho provato a fare un percorso solistico in italiano e lì mi hanno influenzato il rap e l'indie.




R. Russo:

Luce blu, fumo e luci bianche dietro, anche la ripresa in macchina...


M. Conte:

Si, questa è una scelta che abbiamo voluto fare, perché c'è il testo, c'è l'arrangiamento, ma poi esiste anche il videoclip che mi ha aiutato a girare Ivan Bottelli. Abbiamo provato ad immaginare il film che c'era dietro, le scene...


R. Russo:

La ragazza nel video non ha la frangia però...


M. Conte:

Questa è stata una scelta difficile, perché c'è la canzone che si chiama frangia e la protagonista del testo ha la frangia e poi nel video c'è una persona che è senza. In realtà torniamo al discorso di prima, dicendo che a me piace essere fuori dagli schemi, nel senso che siccome il messaggio della canzone era di tagliare, di rompere con questa relazione, anche nel video ho voluto mettere una ragazza senza frangia, perché è come se fossimo già andati oltre...


R. Russo:

Ci sono dei momenti in cui si sente il bip quando usi un linguaggio più colorito, come mai questa scelta?


M. Conte:

Ho voluto mettere il bip a significare una rabbia, quando la persona ti fa bruciare dentro.


R. Russo:

Cosa stai progettando nel tuo futuro?


M. Conte:

Sto lavorando a delle nuove canzoni, più positive anche come messaggio. Ho affrontato temi personali, ma anche temi di cui parlano molto i social, come la guerra, le donne e la salute mentale. Prestissimo ve li manderò da ascoltare. Sto pensando anche di organizzare un live.


R. Russo:

A che età hai iniziato a scrivere?


M. Conte:

A 25 anni. Il mio percorso è sia solistico, ma canto anche in un gruppo che si chiama I Simple Mint, un gruppo che fa rock aggressivo.


R. Russo:

Sei sempre così entusiasta, come ti vediamo adesso, oppure ci sono dei momenti anche in cui ti senti più giù?


M. Conte:

Ci sono dei momenti in cui mi sento più in basso, ad esempio quando non raggiungo gli obiettivi che mi ero prefissato, quando ad un talent c'è chi canta meglio di me, quando ad un live faccio una stonatura, ma alla fine penso sempre che la prossima volta posso rendere meglio e da quell'umore basso prendo la carica per ridarmi l'energia e risalire.


E noi salutiamo Marco Conte, che ci ha contagiato con il suo ottimismo e la sua solarità. Non vediamo l'ora di ascoltare i suoi progetti futuri e perché no, vederlo su un palco a cantare con tutta la sua splendida vitalità.









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