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Sanremo 2022: la seconda serata è senza "brividi".




Se dovessi fare un bilancio di questa seconda serata, detto molto sinceramente, mi aspettavo molto, ma molto di più, soprattutto da alcuni artisti, ma partiamo dall'inizio.

Questa volta però voglio iniziare prima dagli ospiti.


OSPITE:

LORENA CESARINI

Il monologo sul razzismo l'ho trovato forzato, retorico e ridondante.

Vi spiego perché.

E' sicuramente onorevole parlare di un argomento come questo e sensibilizzare le persone ad adottare comportamenti diversi da quelli che hanno assunto finora, raccontando una storia o un'esperienza personale, ma secondo me non è in un giorno che si può cambiare il mondo, né praticando buone parole o fare una lezione su quanto in realtà gli essere umani siano uguali tra di loro.

Ripeto, lo scopo di tale discorso è degno di rispetto, ma rimarrà, purtroppo, solo un discorso.

La mia famiglia, ad esempio, non mi ha mai fatto una lezione sul razzismo, per questo non mi sono mai posta il problema di esserlo, così come per altre cose.

Il razzismo verrà realmente eliminato quando, appunto, si finirà di parlarne e di definirlo argomento di discussione.


OSPITE:

CHECCO ZALONE:

L'ho trovato divertente e per niente fuori luogo come molti hanno detto per il suo sketch comico. Penso e ritengo che non abbia offeso nessuno e che il suo intento era semplicemente mettere in luce e far ragionare proprio sul cliché e sullo stereotipo che nasce dal pensiero transfobico di considerare un trans un emarginato sociale di origine straniera che pratica la prostituzione per sopravvivere.

Qui, al contrario del discorso di Lorena, Zalone ha voluto raccontare, con il suo stile ironico, una realtà sociale vista dal punto di vista dei transfobici e non, che etichetta il trans solo in quel modo.

A questo proposito vi consiglio di vedervi la serie tv Pose per conoscere meglio tale argomento e farvi un'idea a riguardo.


SANGIOVANNI

Sangiovanni si presenta a Sanremo con un look che identifica un po' la sua poetica ed il suo stile nella lotta agli stereotipi di genere. Egli, infatti, non a caso si veste di rosa, un colore che di solito viene associato al mondo femminile.

VOTO: 2

Il testo e la musica non mi hanno colpito.


GIOVANNI TRUPPI:


Giovanni Truppi ha un look sobrio, semplice, essenziale. Penso che quello che ha voluto dirci è che lui è così, va a sviscerare le cose nel profondo, andando alla radice delle cose per scovare la più nuda verità. Io ho apprezzato molto questa scelta di stile. Sicuramente in un mondo pieno di sovrabbondanza e di stravaganza un po' di misura e moderazione non guastano.

VOTO: 7

Un testo delicato e sensibile che mostra nel suo contenimento ed equilibrio una bellezza da assaporare ascolto dopo ascolto. Per apprezzare al meglio questa canzone raccontata così intimamente, consiglio di sentirla in silenzio, nella vostra stanza.


VIBRAZIONI:

Ho trovato il cantante delle Vibrazioni veramente sottotono con una voce che faceva veramente fatica a prendere le note più alte del brano. La performance risulta pesante e poco energica come siamo di solito abituati a vedere. C'è, inoltre, un verso prima del ritornello, che è stato ripreso tale e quale dalla canzone di Max Pezzali che appunto si intitola Quello che comunemente chiamiamo amore. Citazione o scopiazzatura?

VOTO: 4


EMMA


Elegantissima nel suo lungo vestito di velluto.

Nella canzone che interpretato si riconosce il suo stile, soprattutto nel ritornello. Non ho notato niente di nuovo che mi abbia sorpreso, se non il gesto "femminista" che, guarda caso, ha focalizzato l'attenzione su di lei in maniera virale.

VOTO: 6


MATTEO ROMANO

Giovane, fresco, vestito in giacca e pantaloni eleganti con una grande grinta. Ha portato un brano orecchiabile, piacevole in tutti i sensi. Un bel timbro vocale.

VOTO: 6


IVA ZANICCHI

Bella, simpatica e ironica anche a 82 anni con una voce che non ha perso di intensità e potenza vocale. D'altronde non potevamo aspettarci un testo ed un'interpretazione all'avanguardia da lei, ma comunque apprezziamo la tecnica vocale e l'intonazione.

VOTO: 5


DITONELLAPIAGA E RETTORE

Stile eccentrico da parte della Rettore (secondo me si è ispirata al look della stilosissima Crudelia Demon!), Ditonellapiaga punta più sul classico tailleur bianco. Il loro brano sicuramente porta una ventata di adrenalina ad una seconda serata un po' moscia e a risparmio energetico, ma mi aspettavo molto di più da entrambe. Povero il ritornello che ho trovato stucchevole e ripetitivo.

VOTO:5


ELISA

Ed eccoci arrivati...la delusione più grande arriva da lei. Ho riposto grandissime aspettative nel suo arrivo e nella sua canzone. Il look di colore bianco ci riporta allo stesso colore dell'abito che aveva indossato il giorno della sua vittoria a Sanremo 2001.

Sapete perché riponevo su di lei grandi speranze? Perché ho visto la sua evoluzione in fatto di stile, ho visto quanto lei sta sperimentando con sonorità sempre più innovative. L'ho osservata molto in questo periodo e so di che talento sto parlando.

Ma allora mi domando...per quale motivo portare a Sanremo un brano così scialbo, privo di slancio? Questo brano non ha mai un momento dove decolla e prende il volo.

Mi meraviglio che sia prima in classifica. Elisa, questa non sei tu.

VOTO: 6


FABRIZIO MORO

Ammetto che non sono mai stata una sua fan. Classico moro, in stile classico, con una sua classica canzone.

VOTO: 6


TANANAI

In Tailleur color lilla, Tananai canta l'inascoltabile (no, non è il titolo della canzone).

VOTO: 1


IRAMA

Con una maglia che ricorda una rete da pesca, che probabilmente è in sintonia con la canzone stessa Ovunque sarai (...ti pescherò, questa l'ho voluta aggiungere io), Irama canta stupendamente, trasmettendo emozioni molto forti con la sua voce bella e potente che arriva dritto al cuore. Mi è piaciuto molto.

VOTO: 9


AKA7EVEN

Un look a tinte esotiche, Aka7even canta un pezzo noiosissimo che non regge e lo valorizza.

VOTO: 3


HU E HIGHSNOB

Sonorità e stile coerenti con loro e con quello che li ha resi famosi fino ad ora tra il pubblico social.

VOTO: 6


Per concludere posso dire che in questa seconda serata, secondo me, c'è stato un generale abbassamento della qualità dei brani, come se fossero stati creati approssimativamente senza entrare nel profondo dei sentimenti. Tra tutti questi brani solo quello di Irama raggiunge un certo tipo di spessore emotivo. Sicuramente una seconda serata che fa riflettere. Adesso non ci resta che aspettare stasera, con la serata delle cover.



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