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Scrivo di attimi intensi, come gli sguardi fugaci nell'ombra che sanno di vita: lui è Igor Minghetti

Igor si collega direttamente dal suo studio di registrazione: si intravedono un computer, due tastiere ed un leggìo.




R:

Tu sei un cantautore, un producer, ovvero registri e produci i tuoi brani da solo...iniziamo subito a parlare di come funziona il tuo processo creativo.


I:

Quando sento il bisogno e la necessità di raccontare qualcosa agli altri, di far vedere, di far capire qualcosa agli altri, che molto spesso, presi dalla velocità del vivere, sono distratti dal comprendere il vero significato delle cose. Basta quindi guardarsi intorno per avere l'ispirazione di scrivere un testo. A volte una frase, un'idea, un concetto possono diventare un testo. Di solito mi metto nel mio studio con la chitarra in mano e mi metto a cucire "il vestito". Io lo chiamo così.


R:

Quindi dai la priorità di raccontare qualcosa?


I:

Io nei miei brani racconto sempre qualcosa; infatti cerco di esporre sempre fatti quotidiani, affinché gli altri possano immedesimarsi in una singola parola, messa in musica e creare così un momento di riflessione. Quello che dico sempre è che è necessario, in questo caos quotidiano, di sedersi due minuti e pensare.


R:

Di solito ti attieni alle regole di mercato e realizzi un brano di canonici tre minuti, oppure no?


I:

Se devono essere cinque minuti, che siano anche cinque minuti. Io sono per l'andare sempre controcorrente. Trovo sempre il giusto connubio tra bilanciare la durata con quello che ho da dire. Esprimere un concetto in poco tempo (tre minuti) permette di lasciare l'ascoltatore con la voglia di capire e ascoltare di nuovo il brano. Consente all'immaginazione di prendere vita.


R:

Che collocazione hai dal punto di vista del genere?


I:

Io sono del genere pop rock e mi definisco un cantautore di vecchia scuola. Sono di quella generazione che ascolta Ivan Graziani, Ivano Fossato, Antonello Venditti...


R:

Di cosa ti avvali per la produzione di un brano?


I:

Mi avvalgo di effettistica esterna, sintetizzatori e tante altre chicche di chi è amante del vintage. Per quanto riguarda la ritmica, anche in questo caso faccio uso di batterie vere campionate.


R:

Presentaci il tuo brano.


I:

Questo brano si intitola Ogni singola ragione ed è una canzone molto intima. All'interno del videoclip ci sono immagini che spero in molti ci si ritroveranno.





R:

Come ti formi musicalmente?


I:

Fin quando ero bambino il mio doposcuola era passare il mio tempo dietro le quinte di un teatro. Per un bambino è come vivere in uno spazio. Da lì nasce la mia passione per il mondo dell'arte in generale. Successivamente ho studiato pianoforte e sax.


R:

Che canali utilizzi per pubblicizzarti?


I:

Sono su Instagram, Facebook, Youtube e su tutti i digital store.


R:

Quali sono i tuoi progetti futuri?


I:

Il mio progetto futuro è quello di poter avere più voce e grido grazie a strumenti e occasioni come la vostra intervista. Spero di avere maggiori opportunità in contesti live e di ampliare il mio range di follower/fan.





APPROFONDIMENTI:


Raccontaci il tuo background culturale. Che studi hai compiuto prima di diventare cantautore?


Ho iniziato a studiare pianoforte all'età di 12 anni con il maestro Mario Torosantucci presso la scuola di musica “Cherubini” in Roma partendo dalle basi del solfeggio e proseguendo con i primi libri di studio come il Beyer e l'Hanon per poi arrivare ai classici di Bach. Intorno i primi anni 2000, con il maestro Paolo Cabras, oltre alla ginnastica per le dita, ho affrontato sia brani classici che del repertorio contemporaneo italiano, lo studio dell'armonia e la composizione. Prima di trasferirmi in Toscana, l’ultimo periodo di studi, si è svolto a Roma presso la “John Coltrane Music School of Rome” presso la quale, con l'insegnante Manuela Persichetti ho intrapreso un percorso finalizzato al Jazz. Ho studiato anche altri strumenti come il sax , il flauto traverso, la chitarra,il basso non per diventare necessariamente un poli strumentista ma come esperienza personale di arricchimento del mio bagaglio culturale fermo restando che, il mio strumento preferito, quello che meglio mi rappresenta, è il pianoforte. Oltre alla mia passione per la musica, sono diplomato in elettronica e telecomunicazioni, sono un educatore cinofilo AICS, unità cinofila da soccorso e istruttore per unità cinofile da soccorso nautico presso la Società nazionale di salvamento “Genova “ svolgendo anche attività di soccorso in protezione civile.


Quando hai capito che cantare e scrivere canzoni erano la tua strada? C’è stato un evento in particolare che te l’ha fatto capire?


Se faccio un salto indietro negli anni, sicuramente avere avuto genitori che hanno lavorato nell’ambito dello spettacolo, mi ha dato la possibilità di crescere fra cinema e teatro, passando interi pomeriggi nei camerini con gli artisti ed in sala con i tecnici. In quel periodo ho capito che la musica, sicuramente, mi avrebbe accompagnato per tutta la vita. Iniziare a scrivere e ad interpretare le mie canzoni è stata una necessità che ho sentito quando, stanco di ascoltare musica fatta con lo stampo e prodotti commerciali, ho dato libero sfogo al bisogno di raccontare storie vere, le mie storie, di tutto ciò che vedevo intorno a me, la vita di tutti soprattutto cercando di farlo in un modo semplice e diretto. Diciamo che ho sentito la necessità di far “ascoltare musica” e non “sentire musica”, due frasi, due concetti che potrebbero sembrare identici ma che sono ben diversi fra loro.


C’è una commissione a cui hai collaborato che ti è rimasta impressa maggiormente?


Sicuramente è l'esperienza che ho vissuto insieme a Marcella Andreini, scrittrice Grossetana e mia carissima amica. Abbiamo collaborato insieme ad alcuni brani, lei aveva da tempo il desiderio di musicare un brano, Vecchia sposa, estratto da uno dei suoi libri . Tarli senza cornici, testo tra l'altro entrato a far parte in un’ antologia del CET di Mogol. Ecco, sicuramente arrangiare quel testo è stata un’esperienza che mi è rimasta molto impressa perché ha segnato in me l'inizio di un nuovo percorso artistico. Mi ha dato molti stimoli anche per riallestire il mio studio tanto che poi abbiamo proseguito questa collaborazione lavorando su altri brani come: Preghiera alla notte , Ti nasconderò e La perfezione non esiste.


Di cosa parla “ogni singola ragione”? C’è un’esperienza, una storia dietro?

Dietro ogni canzone c'è sempre una storia e c'è sempre un’esperienza soprattutto se si guarda la vita fuori da certi cliché. Ogni singola ragione è uno spaccato di mondo, vuole ricordarci, parlarci di quell'orgoglio che vive in noi , in ogni essere umano e che troppo spesso facciamo fatica a metterlo da parte finendo sempre col rovinare certi rapporti o determinate situazioni come la fine di un'amicizia o di un amore. Paradossalmente, anche l'attuale guerra che stiamo vivendo è frutto dell'orgoglio, per colpa di qualcuno che non riesce a mettere da parte le sue sporche ragioni, i suoi pretesti e guardare oltre, guardare alla vita umana, a ciò che conta veramente. L'orgoglio sarà la fine del mondo, la fine dell'amore e di ogni singola ragione. L'orgoglio sarà la nostra guerra... Un mio pensiero ricorrente e credo anche abbastanza comune a molti è che questa vita è troppo breve per portare rancore, poi certo sicuramente non è facile mettere in pratica certi concetti ma proprio a questo servono le canzoni, per ricordarci certe cose che spesso dimentichiamo o che perdiamo di vista.


Nel videoclip ho notato che hai messo in evidenza e dato attenzione agli sguardi, agli occhi, agli attimi espressivi in maniera molto intensa. Che messaggio volevi trasmettere?


Gli occhi sono lo specchio della nostra anima e, attraverso lo sguardo, in una persona si possono cogliere attimi della sua vita, il suo stato d'animo. Uno sguardo vale più di mille parole ma spesso facciamo fatica a guardarci in faccia proprio per l'orgoglio che ci veste, per il coraggio che non abbiamo. Lo sguardo, gli occhi, sono l'immagine esteriore dei nostri pensieri. Lo sguardo dà forza al brano e, le evidenze che hai notato nel videoclip, sono frutto della ricerca di un messaggio visivo per ricordarci tutte le volte che non abbiamo avuto il coraggio di guardare qualcuno negli occhi. Ci sprona ad essere coerenti con noi stessi e ad un esame di coscienza per vincere l'orgoglio che ci veste.


Hai mai partecipato ad un contest musicale? Se si quale? Raccontaci l’esperienza.


Ho partecipato più volte a diversi contest quando vivevo ancora nella capitale, con i vari gruppi in cui suonavo. Allora era abbastanza facile partecipare a contest live. Poi dal momento in cui ho smesso di suonare in gruppi e mi sono dedicato ad un percorso artistico personale ho partecipato ad altri contest in web scrivendo anche colonne sonore per cortometraggi o audiovisivi in genere. L'ultimo a cui ho partecipato è stato proprio per la fine del 2022 creato da Saverio Grandi un noto songwriter del panorama italiano ed è stato proprio attraverso la partecipazione a questo contest che ho scritto “Ogni singola ragione”. Lo scopo finale era quello di ricercare nuovi autori per essere poi presentati in caso di vittoria, alle major discografiche. Per partecipare bisognava presentare un brano inedito con la possibilità di indicare anche un artista a cui avremmo voluto dare il brano. Come dicevo prima è stato proprio attraverso la partecipazione a questo contest che ho scritto Ogni singola ragione, scrivendolo per Fiorella Mannoia. E' un artista che fa parte del mio bagaglio culturale musicale e che avrei avuto molto piacere nel farle arrivare il brano. I brani presentati sono stati più di 400.. un numero fuori dal comune e come in tante cose della vita non si può sempre arrivare primi. Sicuramente è stata un esperienza che mi ha dato modo di conoscere altri autori , di ascoltare cose nuove, di ragionare sul futuro, un modo per confrontarmi ancora una volta con una realtà, quella musicale, fatta di mille volti nascosti.


Un brano che vorresti scrivere…di che tema parlerebbe?


Un brano che vorrei scrivere e su cui già sto lavorando, parlerebbe sicuramente di Santina. Una donna di borgata , una donna semplice, onesta, una di quelle donne, madri, che oltre a crescere i propri figli hanno tirato su anche i figli degli altri, quei figli a volte dimenticati e o lasciati a se stessi. Diciamo un tema molto popolare... 9) hai mai fatto un live? O ti piacerebbe farlo? Sì. Come ti dicevo già prima, negli anni della mia carriera musicale come tastierista ho fatto molti live suonando in club e teatri e due eventi in particolare che ricordo sempre con molto piacere sono un concerto al teatro S.Rita di Roma con il gruppo rock PattiXfetti dove ricevemmo il “Cavallo d’argento Rai” premio indetto da RAI – Radio Corriere TV e nel 2007 con gli Unica partecipammo alla XVII edizione del festival di San Marino. Attualmente non ho live in programma ma è un punto su cui sto lavorando per ritornare sui palchi come cantautore, ho un’ idea ben precisa di ciò che vorrei realizzare ma ho ancora bisogno di tempo per portarla a termine.





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