Il primo EP dei RED CODE: Traces of Unease and Discomfort Pt.1
Dopo anni di esibizioni live i RED CODE presentano il loro primo lavoro in studio: con l’ EP “Traces of Unease and Discomfort Pt.1” ci fanno scoprire quanto profondo può diventare l’abisso nero della nostra anima perduta.
L’infinita lotta tra luce e ombre vede vincere l’oscurità e la morte di sentimenti e speranze congela il cuore che oramai non batte da tempo. I demoni hanno gioco facile con gli umani che stanchi si abbandonano all’abitudine di vivere lasciando scivolare giorni colmi di sofferenza e solitudine.
L’angoscia e il caos pervadono le vite diventate inutili di esseri dormienti, l’incubo le sveglia e l’infinito loop di miseria trattiene le anime in uno stato di rabbia repressa e apatia forzata.
La rinuncia all’azione è data dall’ indole debole di tutti coloro che hanno smesso di comunicare, lasciando che le parole perdano istantaneamente la loro voce nell’attimo nel quale si fanno suono flebile.
Così le urla disperate sono l’unica reazione plausibile a tanta rassegnazione dove la pietà non è contemplata. Il fiato è soffocato e anche i pensieri non hanno spazio per liberarsi, la totale disperazione porta al collasso della civiltà e nessuno potrà salvarci. La forza impetuosa e inarrestabile di un male invisibile circonda i più sfortunati, i prescelti per vivere tragedie inaudite dove l’unico scampo per porre fine a tale strazio è liberare il fuoco e accogliere in silenzio l’ultimo sogno a loro concesso.
Il male però in molti casi viene generato dall’autosabotaggio con idee malsane e pericolose. L’equilibro della mente vacilla fino a sprofondare in labirinti immaginari tanto realistici da farci venire le vertigini e provare un la sensazione di un peso che blocca i movimenti e le idee.
È la lotta con sé stessi quella più insidiosa, quella che ci rincorre, quella che è sempre pronta a farci fare i conti con i nostri demoni. Il destino in questo non aiuta e nessuno potrà salvarci veramente dai nostri pensieri inconfessabili. Non è questione di peccato o retta via, è piuttosto un modo di trasformare in musica quello che può essere il pensiero più nascosto e dimenticato di ciascuno di noi.
La tracklist di “Traces of Unease and Discomfort Pt. 1”
1. Toxic Karma
2. He knows
3. Checkmate
4. Quarantine
5. I stand alone ( Godsmack cover)
Come singolo vi proponiamo “Toxic Karma”, il video è uno dei tre capitoli di "An Archive of Us", cortometraggio sci-fi/thriller che usa un'ambientazione distopica per esplorare il bisogno di controllo.
Informazioni formazione
Negli anni la formazione ha calcato palchi di piccoli club, festival e raduni motociclistici, aprendo i concerti di Cristina Scabbia (Lacuna Coil), Exilia, Nicola Manzan (Bologna Violenta), Pierpaolo Capovilla (Il Teatro degli Orrori), Underwaves, Tystnaden, Logical Terror e Break Me Down. È stata inoltre ospite di Radio Rai.
Il loro sound unisce l'aggressività dell'alternative metal — con riferimenti come System of a Down e Godsmack — all'impronta strutturale di gruppi prog come Dream Theater e Fates Warning.











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