Sanremo 2026: Le pagelle della seconda serata
- Francesco Mazzini

- 26 feb
- Tempo di lettura: 4 min

Visto che ormai siamo entrati tutti pienamente nello spirito di Carlo Conti, tagliamo corto e andiamo direttamente alle pagelle.
01 Patty Pravo: Opera - Voto 7
Chiunque dica che è ancora la Patty Pravo di una volta mente, non cosciente di mentire, ma semplicemente per l’incapacità di elaborare un lutto. Però cavolo ha una voce bassa, avvolgente e che sa ancora abbracciare l’ascoltatore. La poesia messa in musica da Caccamo ci trasporta in un mondo onirico che alla fine non è altro che il nostro riflesso. In questo contesto qualche errore e qualche imprecisione la perdono.
02 LDA & Aka7 - Poesie clandestine - Voto 6
Un brano latineggiante, loro si divertono a cantarlo, senza pretese ma che si lascia ascoltare. Così come può entrare facilmente in testa, tanto facilmente può uscirne.
03 Enrico Nigiotti - Ogni volta che non so volare - Voto 8
Pensieri e riflessioni racchiusi in un testo che parla per immagini sparpagliate, come i pensieri che affollano la mente l’istante prima di addormentarsi. In quell’istante il tempo, che corre veloce nelle nostre giornate, si ripiega su se stesso portando al presente il passato (dei ricordi) e il futuro (delle speranze). Non ci si può però rifugiare in eterno in quell’istante, ma bisogna tornare alla realtà sapendo, però, guardarsi nello specchio dei propri sogni “Specchio, forse i sogni non finiscono dove comincia la realtà”.
04 Tommaso Paradiso - I romantici - Voto 4.5
L’insignificanza di Tommaso Paradiso credo non abbia eguali. Attenzione non sto dicendo che è una canzone brutta, come non lo sono le altre canzoni uguali a questa, semplicemente insignificante.
05 Elettra Lamborghini - Voilà - Voto 4
Si potrebbe riempire l’intera pagina dell’articolo con tutte le citazioni di canzoni diverse assemblate a creare una continua sensazione di “Ah ma questa la conosco!”. Come si spiegava nella prima serata è una grande trovata radiofonica e di marketing in quanto il cervello si sente più tranquillo quando percepisce qualcosa di già conosciuto, rendendo il brano un perfetto prodotto pop. Comunque il collage lo lascerei al mondo dell’arte figurativa e non alla composizione di brani.
06 Ermal Meta - Stella stellina - Voto 10
Il brano si commenta da solo, con le sue sonorità arabe e con un’interpretazione da parte di Ermal pazzesca. Il testo è una poetica e struggente ninna nanna dedicata a una bambina morta sotto i bombardamenti. La melodia scorre e fluisce in modo lineare ma costantemente spezzata dal ritmo dell’arrangiamento di Durdust. Credo che quest’ultimo sia ormai ufficialmente uno dei migliori arrangiatori e produttori contemporanei. Immensi.
07 Levante: Sei tu - Voto 10
E’ un brano intimo che racchiude in sé una grande forza. Dal punto di vista vocale è tecnicamente difficile passando da un voce dolce e pulita a una che va a prendere degli impeccabili acuti con un effetto “graffiato”. anche la composizione non è per niente semplice e la voce si deva adattare a diversi cambi di ritmo. La composizione in 12/8 rende pure tutto sempre spostato e imprevedibile. E’ un equilibrio perfettamente disequilibrato. Lei, la perfezione
08 Bambole di pezza - Resta con me - Voto 3
Risentirle questa sera ha fatto ancora peggio rispetto a ieri. Il punk che si svende malamente. Una canzone inutile e piena di banalità. Ci si aspettava che sfasciassero il palco (come ho visto loro fare diverse volte dal vivo) e invece hanno fatto il compitino commercialino. Nasci incendiario e muori pompiere. Il Punk è morto e voi lo avete ucciso.
09 Chiello: Ti penso sempre - Voto 5.5 (perché mi sta simpatico)
Colui che sarebbe potuto diventare il nuovo Bugo. Non è certamente una canzone che rimarrà negli annali, ma ha quel sound un po’ british che mi piace. Mi ha destabilizzato quando così, de botto, senza senso, ha tirato fuori la voce.
10 J-Ax: Italia Starter Pack - voto 6,5
Un sound inusuale per J-ax che comunque si porta a casa un pezzo carino, abbastanza “impegnato” ma anche un po’ banalotto… Da radio.
11 Nayt: Prima che - Voto N/C (nel senso di Non Capito)
Che la gente gli faccia schifo lo si capisce dalla gioia che prova a stare su quel palco… a questo punto, però, se fosse rimasto a casa avrebbe fatto un favore a noi e a sé stesso. Per il resto della canzone… Boh. Sentito per la seconda volta (la terza contando che la mattina dopo la prima serata me li sono riascoltati tutti) e non ci ho capito nulla. Perplesso.
12 Fulminacci: Stupida sfortuna - Voto 4
Non credo si possano spendere troppe parole su Fulminacci, ne basta una: inutilità
13 Fedez & Masini: Male necessario - Voto 8
Un pezzo potente. Ripeto quanto scritto ieri: Fedez da quando ha avuto i suoi problemi ha cominciato a cacciare fuori dei brani che sono molto introspettivi ma che non cadono in frasi fatte o inutili banalità. Masini dà al brano il giusto apporto emotivo/disperato e si riconferma ancora una volta “quel pazzo che grida nei dischi”. Oserei dire che dall’anno scorso questi due sono una coppia perfetta.
14 Dargen d’Amico: Ai Ai - 7
E’ un brano di Dargen d’Amico, da lui non ci si aspetta altro. Follia pura che si trascina dietro un testo più serio di quello che sembra. Un ottimo (e intelligente) brano da spingere in radio.
15 Ditonellapiaga: Che fastidio - Voto 7
Il timbro della sua voce mi piace molto e la canzone si lascia ascoltare. Un brano ironico su tutti i cliché della “vita di mondo” contemporanea. Tutte le cose che quasi tutti non sopportano ma che se non fai sei “out”.









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