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Brigitte Calls Me Baby, in bilico tra Elvis e Smiths: la malinconia della new wave in Irreversibile

6 minuti fa
Tempo di lettura: 2 min

Il disco di esordio, The Future Is Our Way Out, pubblicato due anni fa per l’etichetta newyorkese ATO Records, aveva fatto conoscere al mondo una nuova realtà musicale chiamata Brigitte Calls Me Baby, giovanissima band di Chicago fondata nel 2021 e guidata dal vocalist Wes Leavins, ciuffo ribelle ed espressione ammiccante, dal look anni 50 che, in epoca moderna, appare alquanto stravagante ma decisamente affascinante. Immaginario retrò, voce raffinata e profonda che ricorda il leggendario Roy Orbison, amore smisurato per la melodia di un tempo. Tutto torna: la musica dei Brigitte Calls Me Baby rimanda direttamente a un’epoca lontana, al buon vecchio rock 'n' roll, filtrandolo però con l’oscurità del post punk e con la malinconia della new wave. 


Irreversible, ATO Records, 2026
Irreversible, ATO Records, 2026

Con Irreversible, secondo lavoro, uscito sempre sotto l’egida della label indipendente ATO, la band palesa la propria passione per il romanticismo malinconico dei primi anni Ottanta. Nel disco, sicuramente uno dei più interessanti di questo 2026, almeno in ambito alternative rock, Leavins assume i panni di crooner, dalla voce sensuale e tenebrosa, supportato da una band preparata che miscela alla perfezione le sonorità di Elvis con quelle degli Smiths, forse gli artisti che più di tutti ispirano il sound dei Brigitte Calls Me Baby. Da Morrissey ai Cure, passando per i New Order e il già citato Roy Orbison, in Irreversibile, la proposta del gruppo americano si fa ancora più convincente rispetto a quanto mostrato nell’esordio, grazie a una produzione eccellente, brani più dinamici, costruiti su chitarre scintillanti, bassi pulsanti e sintetizzatori che avvolgono l’ascoltatore, proiettandolo in un'epoca lontana. Un disco incredibilmente bello che, nonostante i costanti richiami al passato, alle melodie anni Sessanta e alla sezione ritmica legata agli anni Ottanta, risulta fresco e brillante.



Dai brani più intimi, come Slumber Party e Truth Is Stranger Than Fiction, passando per la meravigliosa The Pit, dalla melodia impossibile da dimenticare, fino al singolo danzereccio I Danced With Another Love in My Dreams, che ricorda le hit di Billy Idol, gli anni Ottanta sono racchiusi in undici pezzi, per un minutaggio che sfiora i 40 minuti. Un album elegante, melodico e attraversato da una nostalgia che non diventa mai semplice esercizio revivalistico. Se The Future Is Our Way Out era un album improntato maggiormente sulla figura del cantante, risultando quasi un disco da crooner degli anni Sessanta, Irreversibile lascia maggiore spazio alla band e agli strumenti, risultando ancora più efficace. Forse, il limite principale rimane la dipendenza da certi modelli, con l’ombra degli Smiths onnipresente, ma di fronte a brani così ispirati è quasi impossibile muovere critiche. Chi ama la new wave più romantica, le sonorità ottantiane, i ritornelli malinconici e struggenti, non può e non deve ignorare un album del genere. Un gruppo dal talento incredibile e che potrebbe rappresentare il futuro del rock.

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