Eurovision Song Contest 2026: la prima semifinale
- Lucia Zoldan

- 13 mag
- Tempo di lettura: 2 min
Passare circa due ore a guardare la tv non mi è dispiaciuto.
L’ Eurovision Song Contest è iniziato ufficialmente con la prima semifinale che vede come città ospitante Vienna.
Per la settantesima edizione dell’Eurovision Song Contest si parte con uno show non del tutto piatto, a tratti mi è parso quasi coerente con quella che dovrebbe essere l’idea originale: fare spettacolo e regalare dei momenti spensierati.
Non sono molte le esibizioni che salvo ma, nonostante ciò, posso affermare che quasi tutte le scenografie sono state scelte e studiate in modo intelligente, puntando su luci, effetti, coreografie e atmosfere.
A livello vocale i/le cantanti non mi hanno entusiasmato, ad eccezione di pochissime. Non che io me ne intenda più di tanto di intonazione e vocalizzi, seguo semplicemente il mio gusto.
Il tempo è volato e il mix delle canzoni e del significato dei testi commentato da Gabriele Corsi ed Elettra Lamborghini, seppur in modo sintetico, mi ha aiutato a capire e cercare di andare oltre la performance in sé.
Senza cercare troppo di spiegare nello specifico le performance limito la mia analisi a qualche pensiero su alcune di esse.
Felicia per la Svezia canta “My System”: disco pop tipico usato e mixato nelle discoteche.
La Grecia vede Akylas cantare “Ferto”: non si prende troppo sul serio e sembra quasi improvvisare dove andare e cosa fare.
Il Portogallo ha scelto “Rosa” de Bandidos do Cante dove il minimalismo estetico si contrappone a voci piene e vibranti.
Sal Da Vinci per l’Italia, chiaramente emozionato, ha saputo coinvolgere tutti con la sua “Per sempre sì”. Un applauso particolare ai ballerini.
Linda Lampenius x Pete Parkkonen dalla Finlandia con “Liekinheitin” ricercano una teatralità melodrammatica dove il fuoco infiamma l’anima.
Altra canzone impegnata è quella del Montenegro: Tamara Živković con “Nova Zora” canta la ribellione in nome della libertà.
Tra le mie preferite c’è la Germania: “Fire” di Sarah Engels infuoca l’Eurovision Song Contest e la determinazione vince sulle bugie.
La celebrazione della forza interiore femminile è poi cantata da Alicja che per la Polonia propone “Pray”: non si può dire che non abbia un timbro particolare.
La struggente disperazione dell’alienazione umana è messa in scena dalla Lituania: “Sólo Quiero Más” cantata da Lion Ceccah è enfatizzata da movimenti perfetti e una esibizione dove il dolore probabilmente ritrova una lontana speranza.
Non poteva mancare un pezzo che sperimenta in parte il metal di natura gotica: la Serbia propone i Lavina con Kraj Mene, qui va in scena la più crudele tragedia di tutto l’Eurovision Song Contest 2026.
Al di là di chi è stato eliminato in questa prima semifinale e di chi invece ritroveremo alla finale di sabato 16 maggio credo che questa prima serata dell’Eurovision Song Contest 2026 debba essere apprezzata, perlomeno per lo sforzo e l’intenzione, si spera nobili, di fare show e divertire le persone.









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