Carmen Piccirillo: una persona divergente tra spiritualità e meditazione
Ha senso ancora scrivere di spiritualità oggi o è meglio tagliare corto? A volte ne vale la pena e aver parlato con Carmen Piccirillo, scrittrice e giornalista, mi ha fatto quasi credere che potrò condividere il mio pensiero critico - un giorno - con dei monaci tibetani.
La religione è una questione delicata per questo Carmen Piccirillo ed io abbiamo preferito concentrarci più su argomenti collaterali quali appunto meditazione, significato degli eventi e possibili risposte ai problemi che molti affrontano in questa vita.
Si definisce divergente rispetto alle regole sociali imposte nel mondo occidentale, “manovrati e manipolati dal sistema di una schematicità imperante” molti trovano una via di fuga nella scrittura, dove “la solitudine e la sofferenza puntano all’elevazione e alla non contaminazione dell’anima”.
Emotiva e introspettiva, Carmen Piccirillo ha scelto di dare ascolto anche al suo lato oscuro, quello più nascosto, iniziando a conoscere sé stessa senza filtri e restituendo il significato con l’arte della scrittura, espressione del proprio nucleo di verità.
Da dicembre 2025 si è avvicinata al Buddhismo Tibetano e la sua esperienza presso il monastero a San Marco La Catola a Foggia le ha permesso di approfondire e praticare una profonda meditazione attraverso un percorso spirituale e meditativo guidato dai monaci. Con i loro insegnamenti Carmen ha appreso concetti e fondamenti di psicologia orientale attraverso una prospettiva rivoluzionaria.
La compassione verso sé stessi e tutti gli esseri senzienti e il risveglio dall’ignoranza e dall’illusione del potere sono le vie principali verso la liberazione dalla sofferenza.
Il racconto “Kate, la sofferenza e i monaci tibetani” si basa sull’esperienza personale di Carmen Piccirillo, è a tratti autobiografico e porta il lettore al desiderio di trovare pace e comprensione.

Vivere il presente e accettare che tutto cambi diventano un atto liberatorio così come la guarigione dal dolore e dalle umiliazioni subite. La farfalla quindi per Carmen, non è solo un semplice tatuaggio, ma diventa simbolo di libertà, verità e autenticità, un’anima che, nonostante tutto, resiste e si rinnova.
Il rapporto con la natura ci riporta a qualcosa di arcaico, alle nostre origini, ricollegandoci così al nostro mondo primitivo.
Le lacrime purificano l’anima dal dolore e la costante rinascita a volte ci eleva ad uno stato mentale che ci fa scorgere ed avvicinare all’intangibile.
A questo punto faccio riferimento a “Dove finisce il cielo”, libro composto da quattro parti:
1. Profondità astratte
2. Andare oltre
3. L’anima osserva
4. Transizione
Di eseguito due poesie tratte dall’opera.
La banalità m'attanaglia
Mi attrae l'astratto!
Ciò che non esiste
riaccende il cosmo interiore:
un elefante volante,
un usignolo che racconta una fiaba
mai letta
con parole nuove e mai ascoltate
e un cielo mai visto
in una camera mai abitata:
proprio lì cade una stella
sul letto
non so se è mia,
cogliendola
entro nell'infinito.
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Ho una passione
arde
e mi fa volare lontano
nel mondo di un sogno
che cura un cuore
mai attraversato dalla pace.
E non mi fermerà l’invidia
dell’atarassico.
E non mi tenterà
quel diavolo,
che è la mia ombra
quando mi segue,
e mi sussurra di essere
inadatta.
E non fallirò, a causa
di chi ride di me
quando ha la chiave di
una sola porta.
La scrittura,
sempre, mi guarirà
dalla ferita profonda
di un’anima troppo Viva.
Cosa c’è quindi oltre il cielo secondo Carmen Piccirillo?
“Misticismo, cripticità e dimensione ultraterrena”.

Carmen Piccirillo attualmente collabora con la testata “Oltre la Notizia” scrivendo articoli di attualità, cultura, approfondimenti, misticismo e politica curando inoltre interviste a personaggi più o meno noti del panorama contemporaneo.
È inoltre assistente e ufficio stampa di Enrico Frandino conosciuto tramite il collegamento su Linkedin e la successiva intervista in occasione della pubblicazione del libro “L’uomo di cenere”.
Concludendo nel mese di giugno 2026, con la silloge “Strade senza logica: illuminazioni emozionali”, ha vinto il premio “Voce delle poesia contemporanea italiana”, consegnato da Giuseppe Aletti.







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