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Il brano di Salvatore Turturici “Quando sarò grande” descrive la paura di essere se stessi.


È un incastro di emozioni tra passato, presente e futuro il brano di Salvatore Turturici, Quando sarò grande.

Già dalle prime note ci rendiamo conto di entrare in un intreccio di ricordi che, complice l'arrangiamento al pianoforte, crea un'atmosfera sospesa e nostalgica.

L'ascoltatore è spinto a confrontarsi con il sé del passato, a rivedere le decisioni prese e magari a creare una nuova strada per il domani.

Un testo che tocca le paure più profonde dell'animo umano, come il pericolo che sentiamo nel metterci in discussione ogni volta che siamo messi di fronte a delle scelte; tuttavia alla paura si contrappone anche il coraggio di voler cambiare in nome dell'amore per la vita.




1) di dove sei e come la tua città ti ha influenzato artisticamente.


Sono nato a Memmingen, in Germania, dove ho frequentato asilo e i primi due anni di elementari. Poi mi sono trasferito in Italia a Tuturano (BR) dove ho vissuto fino al 1995.

Nel 1995 sono tornato a Memmingen dove ho vissuto fino alla fine del 2000. Da gennaio 2001 vivo in provincia di Verona. Aver lasciato Memmingen per me è stato abbastanza traumatizzante perché ho dovuto lasciare scuola, amici ecc…. .La sofferenza che avevo dentro per la mancanza di Memmingen mi ha avvicinato alla scrittura. E’ in quell’occasione che ho scoperto che scrivere canzoni mi faceva stare meglio.


2) nell’intervista ho notato che ti sei collegato da una stanza nella quale, dietro di te, appare in primo piano un quadro molto suggestivo! Che cosa rappresenta per te?


Il quadro è verde. Il verde è il mio colore preferito. Lo stile artistico che preferisco è l’impressionismo.


3) com’è la giornata tipo di Salvatore artista e persona?

 

Sveglia alle 05:15, doccia, colazione e alle 06:20 sono a lavoro. Dopo il lavoro se possibile vado in palestra tre volte alla settimana. Una volta alla settimana faccio musica in due diverse case di riposo per anziani come volontario. Se possibile mi chiudo in camera e lavoro sulle tastiere. Poi c’è anche la famiglia naturalmente.


4) quando è nata l’idea di cantare per eventi?


Quando ho iniziato a suonare le tastiere mi hanno contattato diversi gruppi che avevano bisogno di un tastierista. Poi ho cominciato a suonare da solo ai matrimoni e facevo anche pianobar. Oggi pur lavorando trovo comunque del tempo da dedicare alla musica.

 

5) qual è il compito di un cantautore?


La cosa più importante per un cantautore è essere se stesso. Il compito di un cantautore, secondo me, è quello di far percepire a chi lo ascolta quello che lui prova in quel momento.


6) perché si ha paura di essere se stessi?


Perché spesso essere se stessi vuole dire mettere a nudo quello che si è. Essere se stessi non ti fa avere molti amici e questo per alcune persone è un problema. Non per me, meglio pochi amici che ti apprezzano per quello che sei.

 

7) c’è un aneddoto divertente che riguarda il tuo percorso musicale che vuoi condividere con noi?

Più che un aneddoto vorrei condividere con voi il piacere e la gioia che provo quando faccio musica nei centri per anziani. In questi anni si sono create amicizie e legami veramente molto forti. E’ un’esperienza che consiglio di fare.


8) il brano “Quando sarò grande” quali paure e aspettative racchiude?


La paura più grande che racchiude il brano è la paura di essere se stessi e le conseguenze che questo può avere.

 





9) spiegaci la copertina del brano.


Sulla copertina ci sono i due “me” che si guardano negli occhi. Perché quando sarò grande sarò io a decidere chi fare alzare dalla panchina per continuare la mia esistenza.


10) mandaci i tuoi saluti.

 

Un saluti a WEB RADIO ITALIANE da Salvatore.

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