In “Tutti gli altri” di Davide Zito, la musica racconta ciò che ci rende diversi e unici.
- Luigia Tamburro

- 29 dic 2025
- Tempo di lettura: 4 min

Cosa ci rende davvero diversi da tutti gli altri?
Non ciò che dichiariamo di essere, ma il modo in cui reagiamo a ciò che ci accade. È da questa riflessione intima e attualissima che nasce “Tutti gli altri”, il nuovo brano di Davide Zito, disponibile dal 19 dicembre, un viaggio emotivo che invita ad ascoltare prima di giudicare.
Il pezzo si muove sul confine tra identità ed empatia, trasformando la musica in uno spazio di dialogo: tra pensieri che cambiano, sguardi che si incrociano e reazioni che raccontano chi siamo davvero. In questo percorso, la collaborazione con SÒL diventa centrale: le due voci si alternano e si intrecciano come punti di vista diversi sullo stesso sentire, dando vita a un racconto condiviso, autentico e profondamente umano.
Con immagini chiare e una scrittura che punta dritta al cuore del quotidiano, Davide Zito ci ricorda che, in un mondo in continuo movimento, ciò che ci distingue non è l’apparenza ma la sensibilità con cui affrontiamo ciò che ci circonda.
“Tutti gli altri” non è solo un brano da ascoltare, ma un invito a fermarsi, riconoscersi e, forse, guardare gli altri con occhi nuovi.
1. “Tutti gli altri” nasce come un viaggio interiore: qual è stata la scintilla personale che ti ha fatto iniziare questo percorso di ricerca di te stesso?
La scintilla è arrivata per caso. Ero in macchina e ho cominciato a pensare a chi è sensibile e chi sorride guardando ad esempio due anziani per mano.
Questo momento è stato ovviamente causa di tanti altri momenti in precedenza che ho vissuto e che mi hanno portato a fare questo ragionamento
2. Nel brano parli di empatia come chiave per leggere il mondo: quanto è difficile oggi mettersi davvero nei panni degli altri?
È molto difficire mettersi nei panni altrui, oggi spesso prevale la superficialità e il pregiudizio. Con questo brano vorrei stimolare una riflessione su come siamo e di conseguenza le differenze tra noi stessi e gli altri.
3. C’è una frase del pezzo che secondo te riassume meglio il messaggio che vuoi lasciare a chi ascolta?
"non è cosa ho fatto ma chi sono che mi rende me"
4. Dici che “siamo unici non per ciò che dichiariamo, ma per come reagiamo”: c’è un episodio della tua vita che ha ispirato questo concetto?
Ci sono diversi episodi, ad esempio un giorno stavo scendendo dal treno e ho visto questa ragazza piangere. In quel momento cio che hanno pensato o provato le persone guardando quella ragazza è unico.
5. Com’è nato il dialogo musicale e umano con SÒL? Cosa ha aggiunto la sua voce e la sua sensibilità al brano?
Il dialogo con SÒL nasce grazie a Zibba che ci ha uniti e ci ha fatti conoscere. Il vero dialogo quindi nasce sul treno per andare in studio, la voce e sensibilità hanno dato al brano un'altra visione e lo hanno reso completo.
6. Le vostre voci si intrecciano come se fossero due punti di vista:
rappresentano due parti di te o due modi diversi di stare nel mondo?
Io mi riconosco nelle parole di SÒL quindi direi forse due parti di me, ma allo stesso tempo due modi diversi di interpretare pensiero e quindi di stare al mondo.
7. Il testo procede per immagini molto chiare:
scrivi partendo da emozioni, scene vissute o da riflessioni più razionali?
Scrivo partendo dall'immagine che ho del pensiero. Seduto davanti al mare la sera, dopo un periodo in cui tutto è andato veloce e ho bisogno di fermarmi a pensare.
8. In un mondo che cambia continuamente, secondo te cosa ci distingue davvero “da tutti gli altri”?
Una caratteristica che secondo me ci rende unici è il pensiero e l'empatia che abbiamo nei confronti delle altre persone. Quando vediamo qualcosa quali sono i ragionamenti che partono dalla nostra testa.
9. Hai iniziato a fare musica da giovanissimo e ti sei formato anche come produttore:
quanto conta oggi per te l’indipendenza artistica?
È importante secondo me sperimentare molto da soli, scoprire te stesso nella musica per poi uscire. Ovviamente il confronto successivo e l'aiuto di altre persone è fondamentale.
10. Dopo “Naturale”, questo nuovo singolo segna un’evoluzione:
in che modo “Tutti gli altri” racconta un Davide Zito diverso rispetto al passato?
Naturale trattava il pensiero nei confronti di noi stessi, quindi di cosa abbiamo bisogno. In "tutti gli altri" si sposta il focus sul nostro pensiero di fronte ad eventi e cosa ci rende unici rispetto agli altri.
11. Se dovessi descrivere il brano a chi non l’ha ancora ascoltato,
diresti che è più una carezza o una scossa emotiva?
che questo brano è stago scaturito da una scossa emotiva che ho avuto e poi manifestata in musica direi più la
seconda
12. Cosa speri succeda a chi ascolta “Tutti gli altri” per la prima volta, magari proprio qui in radio?
Spero che vengano trasportati dal mood e dalla melodia. Allo stesso tempo portati a riflettere e che rimanga anche solo una piccola frase dentro di loro.









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