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Marisa Magurno tra mistero e scoperta ci rivela la storia oltre il racconto

“Il preludio dell’Arcadia – Templari e Priorato di Sion nella Calabria medievale. Il caso di Altomonte” e “Il cerchio dell’inganno. Dentro la spirale di una psicosetta” sono i due libri scritti da Marisa Magurno, ricercatrice storica e studiosa di simbologia, oggi anche redattrice freelance di testi accademici.


Mentre il primo è un saggio storico il secondo è a tutti gli effetti un thriller psicologico investigativo, ciò che li accomuna può essere l’analisi simbolica di alcuni elementi e la ricerca di andare oltre l’apparenza attraverso la ricostruzione scientifica e logica della storia e della realtà.


Il preludio dell’Arcadia -Templari e Priorato di Sion nella Calabria medievale. Il caso di Altomonte




Il preludio dell’Arcadia” è il risultato dell’approfondita ricerca storica svolta in totale autonomia da parte dell’autrice Marisa Magurno da sempre affascinata da una regione ancora per certi versi da scoprire. Le sue doti di ricercatrice l’hanno portata a redigere tale saggio in modo fluido e ben articolato. Rimane in ogni caso un’opera per addetti ai lavori, per studiosi e per tutti coloro che hanno una buona base di cultura storica, in particolare quella antica e medievale. Leggerlo dal nulla può risultare alquanto ostico.


Marisa Magurno ha adottato un metodo scientifico e ben collaudato: dal reperimento alla raccolta delle fonti è seguito un lavoro di cernita dei dati e lo sviluppo di un filo conduttore, da qui la scelta degli argomenti importanti e necessari per il suo saggio.

La storia e l’archeologia insieme alla simbologia sono i tratti essenziali sui quali si basa “Il preludio dell’Arcadia”, il libro che fa riscoprire una Calabria diversa da come viene spesso raccontata. Non deve essere studiata unicamente con riferimento alla Magna Grecia e al medioevo bizantino ma anche e soprattutto come terra di transito di popoli quali Longobardi, Ebrei e Armeni.

“Il preludio dell’Arcadia” è una rilettura storica di un argomento controverso, il Priorato di Sion dove l’aspetto esoterico lascia il posto all’aspetto storico originario e dimostrato attraverso ricerche e studi specifici. Da ricordare infatti che la storiografia fino a non molto tempo fa non riconosceva il Priorato di Sion come ordine iniziatico: Marisa Magurno ha portato in luce dati e testimonianze che elevano a scoperta storica la sua ricerca.


Comprensibilmente molto soddisfatta del suo lavoro l’autrice, conscia del fatto che in Calabria la ricerca non è supportata sufficientemente da organi istituzionali, continua il suo lavoro di approfondimento del territorio e valorizzazione di esso.


Il cerchio dell’inganno. Dentro la spirale di una psicosetta





Cambiando genere con “Il cerchio dell’inganno” Marisa Magurno ci fa addentrare in un mondo dove Laura, la protagonista, si ritrova a fare i conti con una realtà ben diversa da quella che si aspettava.

La psicosetta descritta nel romanzo ha tutti gli elementi di un gruppo criminale che si spaccia per qualcosa di alto a livello emozionale, dove la condivisione del dolore e delle esperienze porta gli adepti a una forma molto profonda di comprensione e sostegno spirituale.


Dipendenza e manipolazione psichica e fisica delle persone che entrano in contatto con tale organizzazione sono i tratti emblematici sui quali si fonda l’intera associazione criminale. Agisce in momenti di vulnerabilità e tragedie personali dei futuri adepti, adescandoli con subdoli inganni e promesse di guarigione spirituale. I punti deboli di Laura sono gli strumenti della psicosetta con i quali agisce senza scrupoli.


Ispirato da una storia vera “Il cerchio dell’inganno” è l’analisi di un dramma che troppo spesso viene tralasciato dal pensiero generale, troppo impegnato su altre questioni. I segreti e le confidenze vengono strumentalizzati e i ricatti sono all’ordine del giorno. Apparentemente senza via d’uscita Laura, nel momento più difficile della sua vita, inizierà a un certo punto a intravedere qualcosa di diverso. Riuscirà a scoprire i principi effettivi sui quali si basa il gruppo di “filantropi” al quale lei si è legata. Dalla promessa all’ascesa spirituale alla discesa negli inferi il passo è breve.

Entrarci è un passaggio quasi immediato, uscirne per Laura sembra impossibile. Atti atroci come omicidi sono commessi dalla setta in nome del mantenimento dell’ordine e del segreto che, in nessun caso, può essere svelato. Qualcosa però prenderà una direzione inaspettata quando entrerà in gioco l’ispettore Pietro Falchi, scaltro, intuitivo, risoluto.


Le psicosette sono un fenomeno molto più capillare di quanto si immagini e spesso le principali vittime sono le donne. Donne che chi per un motivo chi per l’altro si sono fidate, si sono confidate, hanno stretto legami forti, lasciando inconsapevolmente la propria vita in mano a gente che si spaccia come un guru illuminato.  


Sono nuclei ben diramati ma che agiscono lontano dal brusio cittadino, in lughi per lo più ben isolati e nascosti. Sono gruppi di persone catalogabili secondo i più come associazioni di stampo olistico e simili, sulla carta probabilmente è tutto in regola, nei fatti un po’ meno.

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