Sanremo 26, le impressioni finali
- Giuseppe Truddaiu

- 47 minuti fa
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L'edizione numero 76 del Festival della canzone italiana si è chiusa con la vittoria di Sal Da Vinci
che ha preceduto Sayf e Ditonellapiaga, una vittoria, e un podio, che in pochi avevano pronosticato ma che, tutto sommato, non è poi così criticabile.
Non è criticabile perché rispecchia il gusto medio dell'ascoltatore di Sanremo che, evidentemente, è alla ricerca di Fast Music, ossia di musica che sia rassicurante, orecchiabile e canticchiabile, e pazienza se non porta con sé contenuti di spessore o sia destinata a durare lo spazio di pochi mesi, in tal senso il vincitore è perfetto e il suo brano pure, solito testo sull'amore, cantato su di una melodia molto italica che strizza l'occhio al neomelodico che tanto piace in questo periodo.
Fa un po' eccezione Ditonellapiaga, terza classificata, che aveva un brano meno sanrenmese dei suoi compagni di podio, un po' più sperimentale e con un testo meno leggero di quanto sembri.
Tra i favoriti della vigilia è Serena Brancale ad ottenere il risultato peggiore con un nono posto che, forse, è realmente troppo penalizzante, mentre la coppia Fedez/Masini, anch'essa tra i papabili di vittoria secondo i bookmakers , finisce al quinto posto... Se invertissimo le loro posizioni la sostanza non cambierebbe ma, almeno a mio avviso, sarebbe più giusto.
Giustissimo invece è l'ultima posizione di Eddie Brock, il peggiore per distacco.
La manifestazione è stata quasi un copia incolla di quella dello scorso anno, l'imprinting di Carlo Conti, conduttore e direttore artistico uscente, è questo: tempi serrati, perdite di tempo ridotte allo zero e poco spazio a monologhi o a qualunque cosa possa oscurare la gara.
Buone le intenzioni ma, forse, per evitare il rischio che qualcosa possa oscurare la gara sarebbe meglio far concorrere meno artisti cercando di alzare l'asticella della qualità, vedremo se il prossimo conduttore e direttore artistico, Stefano De Martino, investito del ruolo proprio da Conti nel corso della diretta finale, andrà in questa direzione, io ho grossi dubbi.
La musica
Anche il livello medio dei brani di questa edizione è paritetico a quello della scorsa, tantissimi hanno impressa una data di scadenza e cadranno nel dimenticatoio in pochissimo tempo, parliamoci chiaro, chi, fra due settimane, si ricorderà della partecipazione di Mara Sattei, Leo Gassman e persino di quella di Patty Pravo?
Non ci si ricorderà nemmeno di Enrico Nigiotti che, comunque, ha avuto il merito di portare una canzone non certo eccelsa ma quantomeno naif vista la scelta di presentare, a Sanremo, un brano senza ritornello.
Tra chi meriterebbe di essere ricordato a lungo ci sono Ermal Meta (brano dal testo toccante cantato su di una musica che sa di leggerissima ninna nanna), Levante (brano con difficoltà tecniche molto elevate) e Arisa ( brano sognante che la sua voce incredibile rende magico).
Su quest'edizione abbiamo detto tutto, ci vediamo alla prossima.






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