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THE SNIPER ED IL CORAGGIO DI RACCONTARSI DAVVERO ATTRAVERSO UN VIAGGIO CRUDO E VISCERALE COME NELL’ALBUM “COMPLESSITÀ ELEMENTARE”

Aggiornamento: 16 apr

THE SNIPER ED IL CORAGGIO DI RACCONTARSI DAVVERO ATTRAVERSO UN VIAGGIO CRUDO E VISCERALE COME NELL’ALBUM “COMPLESSITÀ ELEMENTARE”



“Complessità Elementare” non è solo un EP: è un’esperienza da attraversare, un percorso emotivo che scava a fondo nelle contraddizioni dell’essere umano. The Sniper costruisce un racconto crudo e autentico, trasformando i quattro elementi: fuoco, acqua, terra e aria in simboli concreti, quotidiani, quasi tangibili. Oggetti comuni diventano così metafore potenti di stati d’animo universali: la sconfitta che brucia, la fuga nelle dipendenze, il ritorno inevitabile alla materia, fino alla dimensione più impalpabile dell’esistenza.

Al centro del progetto c’è una forte componente autobiografica, ma mai autoreferenziale: l’artista apre il proprio vissuto per renderlo specchio di chi ascolta. La scelta di non mostrare subito il volto nel cortometraggio amplifica questa dinamica, annullando le distanze e invitando lo spettatore a riconoscersi nel viaggio, tra ebbrezza e smarrimento, fino al punto di rottura. Non è una semplice narrazione: è una provocazione, uno scossone necessario per innescare una rinascita.

The Sniper abbandona progressivamente l’esibizione tecnica per privilegiare un approccio più introspettivo e narrativo. Il suo linguaggio diventa diretto, viscerale, capace di restituire il peso della realtà senza filtri. In questo percorso, il legame con il Cilento emerge come una radice profonda: un territorio che ha inizialmente rappresentato un ostacolo, ma che ha finito per forgiare un’identità artistica forte e consapevole.

Fondamentale è anche il sodalizio con DJ West, che costruisce un impianto sonoro coerente e immersivo. Le produzioni anticipano il racconto, suggeriscono atmosfere e direzioni emotive che The Sniper completa con i testi. Brani come “Best Brau” e “OCB” incarnano perfettamente questa sinergia, offrendo momenti di forte impatto sia sonoro che autobiografico.

L’intero progetto si muove con una struttura quasi cinematografica: episodi, tensione, sospensione. Ogni elemento si inserisce in un ciclo, proprio come la vita, dove distruzione e rinascita convivono inevitabilmente. Non c’è una via di fuga definitiva, ma una nuova consapevolezza: ed è proprio questa la vera conquista.

In un’epoca dominata dallo streaming veloce e superficiale, “Complessità Elementare” sceglie consapevolmente di andare controcorrente. Invita ad ascoltare con attenzione, a fermarsi, a interpretare. Anche la scelta del vinile in edizione limitata rafforza questa visione: restituire valore fisico e simbolico alla musica, trasformandola in qualcosa da custodire, non solo da consumare.

The Sniper si presenta così come un artista che non cerca scorciatoie, ma verità; pertanto la sua musica non è pensata per essere semplicemente ascoltata, ma per essere vissuta. E chi decide di entrarci, difficilmente ne uscirà indifferente.



•“Complessità Elementare” trasforma i quattro elementi in oggetti quotidiani: quanto c’è di autobiografico in questa scelta così concreta e ‘terrena’?


Risposta: C'è tanto di mio in quello che rappresentano gli oggetti elencati, col tempo ho avuto modo di rapportarmi agli stati d'animo che li hanno caratterizzati, il fuoco del Clipper è il bruciore della sconfitta, la Best Brau è l'acqua cui annegare le proprie speranze, il Bobcat è la terra cui necessariamente dovremo tornare e le OCB l'etere cui tornerà il nostro essere.


•Il tuo personaggio nel cortometraggio attraversa una discesa molto intensa: è più una denuncia, una confessione o una provocazione?


È più una provocazione, è uno scossone che deve portare ad avere una rinascita dopo una bruttissima esperienza. Ma questo può avvenire soltanto con un cambio di visuale...


•Il fatto di non mostrare il volto fino a un certo punto crea distanza o empatia secondo te?


Deve creare empatia, chi guarda il video deve poter vivere le mie esperienze e trovarcisi dentro, provare l'ebbrezza e il malessere fino allo sfinimento per poi decidere di cambiare opinione.


•La frase “Ringrazio Dio che si oppone fermamente alla mia arte” è molto forte: cosa rappresenta per te oggi?


Devi sapere che ogni volta che decido di creare qualcosa ci si mette "il Padre Eterno" per fare si che nulla vada liscio... Il punto è che fino ad ora l'ho sempre spuntata in un modo o nell'altro!! È anche un modo per dire che il talento batte la fortuna.


•Dopo questo viaggio distruttivo raccontato nell’EP, pensi che il protagonista abbia trovato una via d’uscita o solo una nuova consapevolezza?


Assolutamente una nuova consapevolezza. Il viaggio doveva concludersi o con la fine o con la rinascita... L'ha spuntata la seconda.


•Il Cilento ha influenzato il tuo modo di scrivere e raccontare storie? Se sì, in che modo?


Il Cilento ha marchiato il mio stile, nel bene e nel male, all'inizio il rap era una sfida, poiché non era capito venivano emarginati, successivamente abbiamo dato una della prova di forza, riuscendo anche a monopolizzare per un certo periodo.


•Rispetto ai tuoi lavori precedenti, cosa hai messo in gioco di diverso a livello emotivo?


Da 3 lavori a questa parte sono divento molto più introspettivo, non mi interessa più la tecnica, voglio raccontare e raccontarmi. Chissà che quanto dico possa lasciare qualcosa.


•Hai lavorato con artisti come Murubutu e Claver Gold: cosa ti ha stimolato di più nella collaborazione con The Sniper?


Risposta di Dj West: Generalmente mi sono sempre rapportato ad un certo tipo di rap consciuous, in The Sniper ho visto tanta consapevolezza e voglia di esprimersi, tendo a non dare a tutti le mie produzioni ma in lui ho creduto e abbiamo dato questo connubio.


•Come hai tradotto musicalmente i quattro elementi all’interno delle produzioni?


Ho proposto a Sniper quelli che per me erano i beat più adatti alla sua idea, il resto lo ha sfornato lui con il suo lessico e la sua concezione


•C’è un brano dell’EP che senti più “tuo” dal punto di vista sonoro?


Sicuramente Best Brau è quello che mi ha dato di più.


•Quanto è stato importante creare una coerenza tra musica e storytelling visivo?


Assolutamente importante, anche perché per ogni clip c'è una rielaborazione del multitraccia dei singoli brani.


•In un progetto così narrativo, la produzione segue il testo o lo anticipa?


The Sniper: Lo anticipa, The Sniper ha proposto l'idea, West ha prodotto e The Sniper ha concluso con i testi.


•Perché oggi c’è bisogno di raccontare storie così crude, legate all’abuso e all’autodistruzione?


Perché purtroppo sono reali, tutti vorremmo vivere una vita di felicità perpetua, il problema è quando ci scontriamo con la realtà. Se non fossimo fogli del malessere non vivremmo nella frustrazione, non abuseremmo di sostanze e non ci faremmo del male.


•Il formato a episodi (quasi cinematografico) è una scelta artistica per coinvolgere maggiormente il pubblico?


È sicuramente oggetto di suspence, vuole lasciare un punto interrogativo nella testa dello spettatore e fargli cercare il resto, per poterlo capire, interpretare, criticare...


•Se dovessi associare un messaggio chiave a ogni elemento (fuoco, acqua, terra, aria), quale sarebbe?


Legandolo al progetto, sarebbe "ciclico", come la vita.


•L’incontro finale tra artista e produttore nel videoclip rappresenta una rinascita o una resa?


Una volontà da parte dell'altro di arrivare al punto di vista del primo.


•Quanto è importante oggi, nell’era dello streaming veloce, proporre un progetto così strutturato e concettuale?


È un voler andare controtendenza, voler reinsegnare a riflettere su quanto detto e farlo proprio. È diventato estremamente difficile soffermarsi sui significati delle cose, questo progetto vuole tornare ad insegnare.


•Il vinile in edizione limitata è una scelta nostalgica o un modo per dare valore fisico alla vostra arte?


È un modo per tornare a dare valore, i vinili oltre che un oggetto di culto per molti sono esteticamente più belli da vedere, oltre che merce per collezionisti.


•Qual è il brano perfetto per entrare nel vostro mondo al primo ascolto?


Io direi OCB, oltre che introspettivo è autobiografico.


•Che tipo di reazione vi aspettate da chi ascolterà l’EP per la prima volta?


Mi aspetto tensione.


•C’è una scena del cortometraggio che secondo voi resterà più impressa al pubblico?


Il cambio di prospettiva.


•Questo progetto è più da ascoltare o da “vivere”?


Da vivere, assolutamente da vivere.





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