Amarsi fino a distruggersi: il duello eterno tra Eros e Thanatos in “Cime Tempestose” di Emerald Fennell.
- Luigia Tamburro

- 21 ore fa
- Tempo di lettura: 3 min

Cime tempestose di Emerald Fennell: Eros, Thanatos e il battito pop di Charli XCX
Con Cime tempestose, Emerald Fennell firma un adattamento che è tutto fuorché reverenziale. Il romanzo di Brontë diventa materia viva, carnale, attraversata da una tensione costante tra desiderio e distruzione. Non è solo una storia d’amore tragica: è un campo di battaglia tra Eros e Thanatos, tra impulso vitale e pulsione di morte. E in questo paesaggio emotivo estremo si innestano, con sorprendente coerenza, le canzoni di Charli XCX
L’incipit: un’ambiguità che dichiara il tema
La prima scena è già una dichiarazione di poetica. L’immagine dell’impiccagione – sospesa tra violenza e messa in scena quasi rituale – è accompagnata da lamenti che oscillano ambiguamente tra sofferenza e piacere. È un momento perturbante: il suono sembra evocare un’estasi corporea tanto quanto un’agonia.
Qui Fennell introduce la dicotomia Eros/Thanatos in modo frontale. La morte non è solo fine, ma vertigine; il dolore non è separabile dal desiderio. L’ambiguità sonora costringe lo spettatore a confrontarsi con l’intreccio indissolubile tra attrazione e annientamento che attraverserà tutto il film. L’amore tra Catherine e Heathcliff non sarà mai puro slancio romantico: sarà sempre contaminato da un impulso autodistruttivo.
Eros e Thanatos nelle brughiere
Questa natura incontrollabile di Catherine la osserviamo nel comportamento spontaneo ed esuberante e nell’espressione libera delle emozioni. La sua ambiguità interiore è dovuta da una formazione ed educazione rigida e violenta da parte del padre che trova nella relazione con Heathcliff la sua rivelazione più autentica.
La ragazza lo ama, ma la sua condizione sociale la porta inevitabilmente a tradire il suo cuore (come accadeva per la maggior parte delle donne date in sposa a uomini ricchi per evitare la dannazione eterna). Ed è proprio per quest’ultimo motivo che Catherine deciderà di sposare il ricco signor Edgar Lynthon e trasferirsi nel suo castello a Thrushcross Grange.
Nel film si radicalizzano gli aspetti che già nel libro erano passionali, selvaggi e anti-sociali, tanto che nemmeno il rapporto con il nobile edgar riuscirà
a cambiare la natura del legame tra i due protagonisti.
Le brughiere diventano uno spazio mentale dove il desiderio è tempesta e la morte è un’ombra costante, mentre il castello sfarzoso diventa il simbolo di una prigione, un labirinto artificioso di trappole Invisibili.
Eros si manifesta dalle pareti, dalla realtà che sarà sempre pulsante e vibrante per la donna.
La funzione delle canzoni di Charli XCX
La scelta di Charli XCX potrebbe sembrare un anacronismo provocatorio. In realtà è una chiave di lettura potentissima.
La voce di Charli XCX, fragile e insieme aggressiva, incarna perfettamente la tensione tra vulnerabilità e potenza. Le sue sonorità elettroniche amplificano l’energia viscerale dei personaggi, trasformando la loro ossessione amorosa in un’esperienza quasi fisica per lo spettatore.
Il pop iper-emotivo diventa il linguaggio sonoro di Eros: desiderio che pulsa, che esplode, che reclama spazio.
Ma nella musica di Charli XCX c’è anche un’eco di malinconia e di perdita. Le sue tracce, spesso costruite su beat ossessivi e sintetizzatori taglienti, evocano una tensione continua, come se la festa fosse sempre sul punto di finire.
Ogni picco emotivo sembra già contenere la propria caduta. Ogni slancio è già presagio di rovina.
Fennell usa un linguaggio pop non per modernizzare superficialmente il passato, ma per rivelarne la contemporaneità emotiva.
L’effetto è straniante ma coerente: il pubblico non guarda un dramma ottocentesco distante, ma riconosce nei personaggi la stessa intensità emotiva che attraversa la cultura di oggi. La tragedia romantica diventa club culture emotiva: sudore, lacrime, estasi e crollo.
Cime tempestose è un caso di studio perfetto su come il cinema possa dialogare con la musica pop senza ridurla a semplice bordone.
Le canzoni di Charli XCX non illustrano le scene, ma collegano come un il filo elettrico Ottocento e contemporaneità, romanticismo e cultura digitale. Il risultato è un film che non si limita a raccontare una passione estrema: la fa risuonare. E per chi fa radio, è un invito a esplorare il pop come spazio critico di riflessione e autoanalisi, dove desiderio e distruzione danzano sullo stesso ritmo.









Commenti