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D COME DELITTO – IL NUOVO THRILLER DI MASSIMO PALLOTTINO

Aggiornamento: 14 mag

Errare è umano e anche il più abile serial killer, preda di un delirio megalomane, commette degli sbagli.


Nel nuovo romanzo di Massimo Pallottino niente è come sembra e le coincidenze fortuite tengono il lettore in uno stato di curiosità attenta.

D come Delitto” è un thriller a tutti gli effetti in grado di procurare un senso di paura e tensione che alla fine si risolve nella scoperta di un’agghiacciante verità.


Il protagonista, l’ex investigatore privato Sergio Stoppani, si ritroverà casualmente a far luce su una serie di omicidi avvenuti tra Firenze e Roma ad opera di un/una killer seriale. Le vittime scelte sono sempre donne benestanti accomunate da una tragica fine.

Stoppani, amico fidato di Riccardo Conti, coprotagonista che sarà sempre al suo fianco, riuscirà attraverso l’intuito, il sangue freddo e i trucchi del mestiere, a collegare i fatti accaduti e a far confessare la persona più insospettabile.

Stoppani e Conti sono quindi due amici, due pensionati che, ancora una volta, vivono il brivido del rischio in un momento della vita apparentemente tranquillo.

Riccardo Conti infatti, suo malgrado, si ritroverà invischiato in una serie di eventi difficili, quasi impossibili da spiegare.


Nel romanzo “D come Delitto” c’è una costante contrapposizione tra ciò che appare e ciò che è; così l’analisi psicologica dei personaggi fa risaltare comportamenti e caratteri ben definiti. Si descrivono stati d’animo, atteggiamenti e condizionamenti dettati dal sentimento e moderati dalla razionalità.

È un continuo gioco dove la logica perversa del serial killer ha un ruolo decisivo fatta di indizi e depistamenti. Sarà anche attraverso il suo modus operandi che Stoppani riuscirà a tendergli una trappola: il killer non avrebbe mai pensato di imbattersi in una mente così brillante e perspicace.

L’indagine all’interno del disegno criminale del killer viene delineata con quell’analisi critica e quel senso logico che fanno di Sergio Stoppani il migliore investigatore di Firenze.


Ruolo decisivo in “D come Delitto” è quello di una associazione zen composta da gente per bene e dedita alla meditazione. È un’associazione nella quale è facile entrare ma, forse, uscirne non lo è altrettanto… Alla fine cosa può avere in comune con una organizzazione criminale internazionale?

Il movente del killer ovviamente viene svelato solo alla fine quando segreti, delitti e interessi vengono a galla durante una confessione ottenuta con molta fatica e con un’accurata strategia da parte di Stoppani. Gli omicidi così tra di loro collegati alla fine del romanzo vengono analizzati con le dovute distinzioni e il caso, solo a quel punto, potrà dirsi concluso.

Non c’è spazio per la completa comprensione di tanta atrocità se non mettendosi nei panni di un/una criminale che si è lasciato/a prendere troppo la mano a causa di delirio di onnipotenza.


Massimo Pallottino, con “D come Delitto”, riesce a farci vedere come i rapporti umani possano essere fatti di una profonda amicizia ma anche alimentati da interessi e mire per le quali gli omicidi sono la soluzione più sicura e immediata affinché alcune persone continuino a perseguire i propri scopi illeciti.

È interessante sapere che l’idea iniziale di questo romanzo sia nata in Massimo Pallottino anni fa  e che nel tempo abbia preso forma man mano che scriveva, pagina dopo pagina.

È un thriller ad alto tasso di suspence e i sentimenti che provoca passano dalla rabbia alla compassione in un attimo.


Di seguito potete vedere la video intervista a Massimo Pallottino a cura di Anna Roscio nel format “ 4 Chiacchiere e un Prosecco”.



 

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