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Focus su Emilio Valvo, autore della colonna sonora del film "La luna bugiarda"

Mille volte la luna è stata protagonista nelle canzoni! Poeti e compositori di ogni epoca hanno utilizzato i suoi raggi per creare atmosfere sentimentali, nostalgiche o magiche, per dare un velo di mistero, stupore, tenerezza, alle vicende umane e agli amori sfortunati.

E' per il film “La luna bugiarda” che il maestro Emilio Valvo, musicista, cantante e autore, ha realizzato una colonna sonora di forte impatto.

La visione del teaser ti cattura subito, non può lasciare indifferenti; fin dalle prime immagini e dalle prime note la musica intrigante fa intuire il dramma che si andrà a sviluppare.


Come è nato il progetto lo si scopre durante l'intervista che Anna Roscio e Claudio D’Ancona hanno fatto allo staff del film in una puntata di "Gocce di Stelle", dialogando con:

  • Angela ("Angelica") Mori, poetessa e scrittrice catanese autrice del romanzo “La bugiarda luna” (il titolo è proprio così, simile ma non uguale a quello del film),

  • Marco Ferrara, regista e direttore di Sikania Network,

  • Emilio Valvo, musicista, cantante, compositore, autore della colonna sonora del film.


I tre hanno raccontato ciascuno dal proprio punto di vista la genesi del film, con la semplicità e la disponibilità di chi veramente sa fare grandi cose.

Innanzitutto scopriamo che si sono incontrati quasi per caso; il regista ha letto, su suggerimento della moglie, la prima versione della storia che era in realtà una novella; inizialmente intenzionato a farne un cortometraggio ha contattato la scrittrice e, dall'incontro, la scintilla per un progetto di respiro più ampio. Angela Mori ha quindi aggiunto personaggi, arricchito l'intreccio in funzione di un lungometraggio, ampliata e riscritta la storia in modo da diventare un romanzo.

E' stata la scrittrice stessa a raccontare poi la storia al Maestro Valvo, fornendogli le suggestioni che lo hanno convinto a creare la musica.


Qui dedichiamo un piccolo focus di approfondimento proprio sul musicista e autore della colonna sonora del film.

Alla richiesta di raccontare qualcosa di se', il maestro Valvo lo fa, in modo sobrio, con poche e selezionate parole.

In breve si definisce musicista, pianista, cantante ma anche autore e compositore, da sempre scrive canzoni, le arrangia e le registra nel suo studio.

Raggiunto al telefono, riusciamo a sapere qualcosa di più. Ad esempio, è polistrumentista ma quando deve abbozzare nuove idee musicali preferisce farlo col pianoforte o con la chitarra; si avvale ovviamente delle tecnologie più attuali, in studio, ma ama suonare per davvero, ed eseguire tutte le singole parti dell’arrangiamento, senza ricorrere ai loop o alle altre facilitazioni che il computer consentirebbe.

Rispetto al suo rapporto con i videoclip dice che in passato non si è esposto molto e, infatti, non è facile reperire brani di cui sia anche interprete; come conferma lui stesso, finora ha soprattutto scritto per altri ma, con il progetto di “La luna bugiarda”, qualcosa in lui è cambiato, ha preso confidenza ad esporsi anche in prima persona e in futuro conta di farlo sempre di più. Speriamo di ascoltare presto suoi inediti.

Come è nata l’occasione di comporre la colonna sonora per “La luna bugiarda”?


Scopriamo che sono state le parole dell’autrice, incontrata in un bar prima delle riprese per il film e i dettagli della storia che lo hanno emozionato”magicamente”, suscitando in lui immaginazione e sentimenti tali da stimolare l’urgenza creativa; così ha composto il testo e la colonna sonora direttamente di getto, ancor prima della lettura del libro! Inoltre, molti anni addietro aveva già avuto occasione di incontrare Marco Ferrara. Un ulteriore segno, un motivo in più per provare a creare una musica per rendere più magico il film.



Qualche dettaglio della storia...

La storia è ambientata in Sicilia, in un paesino alle pendici dell'Etna affacciato sul Mar Ionio, negli anni '70 del Novecento. Lo spunto, racconta l'autrice Angela Mori, è venuto vedendo una coppietta di ragazzini durante una scampagnata: erano giovani, stavano seduti vicini al laghetto, parlando fitto fitto, innamoratini; formavano una coppietta dolce e pura; l'elemento insolito era lei, bionda come un angelo (a Catania non è così facile da trovare, "siamo tutti un po' più scuretti"); quella è stata l’ispirazione per il personaggio di Maria.

Le riprese sono finite, e in attesa che i film arrivi nei circuiti cinematografici, per chi vuole sapere "come va a finire" consigliamo di procurarsi il romanzo che è disponibile nei bookstore, ad esempio il sito dell'editore Akkuaria.

Il film è stato girato a Catania e in altri luoghi bellissimi della Sicilia, con la disponibilità delle amministrazioni comunali; paesaggi naturalistici e urbani mozzafiato e bellissimi, che fanno da sfondo a vicende intrise di passioni, inganni, tradimenti, con il risultato di mettere in maggior risalto il tono drammatico.

La musica del Maestro Valvo crea una sintesi di tutti questi elementi.


La luna è bugiarda ma la musica non mente!


La canzone, il cui testo è stato composto dal Maestro Valvo, che ne è anche interprete, è una bella poesia, di parole scelte, rime dal sapore classico.

Inizia così:


Quando la luna splende, in alto nel cielo

riflette dentro i tuoi occhi, il chiaror delle stelle

immagino di poterti accarezzare,

sfiorare pian piano il tuo viso e stringerti a me

ma la luna bugiarda non vuole che io venga da te...


La voce tenorile, piena e pulita, non appesantisce i significati ma apporta ad ogni frase la giusta importanza, come se le parole fossero dei gioielli da esporre in vetrina, lasciando il lavoro di interpretazione all'ascoltatore.

Ha voluto usare una singola voce, maschile, senza cori o riempitivi, perché dice:“qui si racconta una storia non servono effetti speciali".

La melodia cullante e cantabilissima ha un andamento semplice e pulito ma non banale, ammaliante come il canto di una sirena.

Inoltre chi sa un po' di musica apprezzerà l'impianto lento in due quarti e l'arpeggio in terzine di pianoforte, l'abbraccio degli archi e via via l'arricchirsi con il contrappunto dei flauti e dei bassi che fanno vibrare l’anima; tutto in una delicata tonalità di La minore.

Non occorre essere critici musicali per percepire che il dramma è presente in ogni nota, in modo tenute, come un velo fragile, un'inquietudine che non molla, ed è destinato a crescere di intensità. A tratti richiama certi cliché melodici degli anni 60-70, ma con sensibilità nuova, del tutto singolare e originale.

Dal punto di vista dell'atmosfera sonora, se vogliamo cercare similitudini con stili o autori, sempre in maniera del tutto arbitraria e soggettiva, può suggerire affinità con la malinconia di "Caruso" o il senso oscuro e drammatico del fado interpretato da Dulce Pontes o l'avvolgenza del respiro orchestrale di Ennio Morricone. Cosa ne pensate, pare anche a voi? trovate altre affinità?


Da dove nasce l'ispirazione, da dove prende le idee per musica e testo?

L'intervistatrice Anna Roscio è curiosa, quanto gli ascoltatori, di conoscere da dove il compositore trae l'ispirazione; ce lo facciamo raccontare meglio nel simpaticissimo colloquio telefonico. Intanto, dice che nel suo approccio al comporre bisogna "fare, non pensare". E comunque l’ispirazione - dice - può arrivare in qualsiasi momento, non necessariamente mentre si è in studio o davanti a uno strumento! Anzi, spesso le idee gli arrivano nei momenti più inaspettati, magari quando sta guidando in auto. E allora, nell’urgenza di fissare quel prezioso istante, prima che svanisca l’intuizione così importante per ogni artista, utilizza qualsiasi mezzo che può essere il cellulare, un pezzo di carta al fine di registrare embrioni di melodie, ritmi, annotare versi e strofe.

Di sé il Maestro Valvo dice: “sono molto critico verso me stesso”; non fa ascoltare i brani in anteprima a nessuno, vuole che siano perfetti, ogni composizione per essere condivisa con gli altri “deve essere fatta bene”; un atteggiamento che ricorda un po’ i pittori che quasi sempre tengono celata la tela alla quale lavorano e non la mostrano agli altri finché non è completa.


Anche nel caso della colonna sonora per il film “La luna bugiarda”, l'elemento musicale è nato "tutto da solo", non è qualcosa di organizzato, studiato, pianificato; origina dalle emozioni che ha provato quando Angela Mori gli ha parlato della storia. Dopodiché, in studio, al pianoforte, la stessa musica è venuta da sè.

Un dolce cullare delle parole, quella melodia che cerca di affascinare, il pianoforte che accompagna e poi la chitarra stile "quando si facevano le serenate", tutta una serie di cose che nascono da quello che il compositore prova dentro e che fa come l'attore che, quando recita, mette tutto se stesso.

Le impressioni di chi ascolta, sembrano confermare lo stesso sentire dell'artista: gli intervistatori per primi gli rivelano che cosa hanno provato, e parlano di “ dolcezza, romanticismo, passione ma anche dramma; un connubio perfetto".


Una chicca: ha composto tutti i brani della colonna sonora (sette musiche strumentali, per le sequenze e le scene più importanti, oltre le canzoni iniziale e finale) senza mai vedere il film, fatto piuttosto inusuale considerato anche il risultato!

Ci scherzano sopra lui e il regista, che dapprima stupito pensa sia stato possibile grazie al fatto che si sono profondamente compresi, da subito è nata fra loro empatia e una vera sintonia artistica.


Non è finita...

Del Maestro Emilio Valvo, in rete si può trovare anche il singolo "Negli occhi di un bambino", per un cortometraggio del regista Marco Ferrara, basato su una storia vera, sul tema del bullismo, che è in corso di presentazione a vari Festival.

Il Maestro Valvo sceglie uno stile narrativo e musicale molto diverso, affidando l’atmosfera a chitarra elettrica e percussioni, la voce amplia la propria palette di colori, a tratti si fa più timbrata (“negli occhi di un bambino che ha visto crude verità…”) a tratti si lancia verso l’alto come una richiesta di aiuto (“vorrei imparare a dimenticare tutto ciò che mi fa male…”).

Anche a questo progetto è molto affezionato, per l’attualità e l’importanza dell’argomento, al quale ha lavorato con il modo che gli è caratteristico: ha realizzato e provato, infatti, molte versioni della colonna sonora, ben dodici, prima di arrivare a quella definitiva, quella che sentiva la migliore.

Difficile dire di più. Fra battute spiritose del regista Marco Ferrara sul caffè come fonte di ispirazione, la simpatia di Anna Roscio, il fascino lunare di Angela Mori e la toccante lettura di Claudio D'Ancona, l'ascolto del brano del Maestro Valvo conclude la puntata, che si può rivedere per scoprire altri aspetti interessanti di questo progetto e dei suoi protagonisti.

E adesso, buio!

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