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Grida dall'Est



Si dice che sia la prima impressione quella che conta e, in questo caso, devo dire che è tremendamente vero.

Alcuni giorni fa, navigando nei meandri dell'underground metallico come d'abitudine, mi sono imbattuto in questo disco che mi ha subito colpito sia per l'artwork di copertina (immagine che potete vedere sotto al titolo di questo post) sia per la durata del lavoro stesso, ossia un'ora e sette minuti.


Se l'Artwork va a gusto personale, può piacere o meno, la durata è già uno spartiacque, e mi spiego, album di oltre un'ora sono praticamente inesistenti per una band semisconosciuta e, perciò, delle due l'una, o sono dei fenomeni e lo sanno o sono dei pazzi totali e, in entrambi i casi, meritano la mia attenzione anche se il rischio di una delusione totale è altissimo.

Per fortuna non mi hanno deluso, anzi!

Gli Scream Maker sono al loro quarto album, ( i primi tre me li sono completamente persi, ma rimedierò, lo giuro) arrivano dalla Polonia e sono anche stati organizzatori di alcuni Festival e di concorsi per nuove band o, almeno, questo è ciò che si riesce a trovare in rete sul loro conto.


Blood King, l'album di cui sto parlando, è un gioiellino da non farsi sfuggire, un lavoro molto valido che, senza rincorrere inutili ( e talvolta patetici) tentativi di innovazione, riporta al metal classico con rimandi ai sottogenere Power e Trash ed anche, soprattutto per meriti della voce del cantante, ad alcuni passaggi del Prog, in particolar modo a quello dei Queensryche di Geoff Tate ( cantante stellare N.d.R).


La release è ben confezionata in ogni suo aspetto, dalla produzione al missaggio, le tastiere sono presenti ma mai predominanti, le chitarre si sentono alla grande ed i riff sono davvero azzeccati così come la sessione ritmica che esce davvero bene e si fa vivamente apprezzare.

Il disco scorre via in maniera molto fluida, a partire dall'intro, estremamente metallico con temporale, tuoni e colpi di martello a forgiare spade... da qui in poi è un piacere per le orecchie sia dei vecchi metallari che dei nuovi adepti del nero signore.

Ogni singolo brano è ben oltre la sufficienza e non c'è una sola traccia che faccia storcere il naso, non c'è una traccia che si possa definire "debole" e, ritorniamo alla durata, per un disco da settanta minuti non è certo una cosa scontata.

Altro plus è sicuramente il gusto per la melodia della band, ogni traccia infatti, anche la più "cattiva", anche la più "rabbiosa", ha un senso melodico davvero ben sviluppato.


Insomma, si può dire tranquillamente che i nostri amici d'oltrecortina hanno fatto centro, non è certo il capolavoro più incredibile che sia mai stato dato alle stampe ma è, sicuramente, un disco che in una scala da 1 a 100 meriterebbe almeno 80 punti... Tanta roba!

Vi lascio i link di quelli che, a mio parere, sono i brani migliori e, ovviamente,

per chi volesse andare All In, vi linko anche il Full Album...

Mi raccomando, ascoltatelo in bianco e nero, coi capelli rigorosamente sciolti e mossi dal vento...









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