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Happiness Bastards, il ritorno dei Black Crowes




Da poche ore è uscito il nuovo album dei Black Crowes, Happiness Bastards e, per parlarne, voglio provare a fare un esperimento.

Pronti?

Chiudete gli occhi ed immaginate il primo paio di Nike di cui avete memoria, fatto?

Benissimo, molto probabilmente avete rivisto le iconiche sneakers bianche con lo Swoosh (sì, si chiama così) azzurro...

Ora rispondete ad una domanda, quelle scarpe, sono vecchie o sono Vintage?

secondo me avete risposto Vintage e, qual è la differenza?

La differenza sta nella percezione, il vecchio è dimenticabile mentre ciò che è vintage è indimenticabile, porta con sé il passato e la storia risultando fresco e sostituendo il non poter essere "nuovo" con un fascino ed uno stile senza tempo.


Il disco dei fratelli Robinson è Vintage, non suona vecchio pur non contenendo nulla di nuovo, risulta fresco pur pescando a piene mani dal passato di una band che ha fatto la storia della musica rilasciando pochi, ma estremamente riusciti, album.


Ogni brano riporta alla memoria qualcuno dei loro grandi successi ma non si tratta di uno stantio copia/incolla, è piuttosto un ripercorrere, attualizzandolo, un repertorio fatto di Rock'n'Roll, Hard'n'Roll, R'n'B e persino qualche traccia di Boogie Rock e di Soul.


A conti fatti i Robinson, a differenza di molti altri che continuano a riproporre in maniera stanca e trascurabile la ricetta che li ha resi stellati, riescono a proporre un menù che, pur basandosi sugli stessi ingredienti di sempre, è ancora in grado di incuriosire le papille o, meglio, le nostre orecchie.


"Bedside Manners" apre il disco con il solito stile e ci ricorda quanto i Crowes abbiano ascoltato i Rolling Stones, quelli veri... Si prosegue con "Rats and Clowns", brano molto più Hard che ci riporta agli esordi dei Crowes.

A questo punto arriva "Cross Your Fingers" e, proprio mentre credi che stiano riproponendo la loro, straziante e bellissima, " Soul Singing" , ecco che diventa elettrica e quasi Funk, bella sorpresa!

E' il momento di "Wanting And Waiting", brano giustamente scelto come singolo di presentazione del disco che è il sunto perfetto del mood dei Black Crowes, Southern Blues mischiato ad un pizzico di psichedelia che ci riporta agli anni dei figli dei fiori, anche grazie alla presenza dei cori femminili, ottimo brano!



La seguente " Wilted Rose" , anche grazie alla presenza dietro al microfono della brava Lainey Wilson , strizza l'occhio al folk .


"Dirty Cold Sun" è forse il brano più attuale soprattutto per quanto riguarda il testo mentre con le successive "Bleed It Dry" e "Flesh Wound" torniamo ad immergerci nel mare degli anni '70.

In chiusura arrivano "Follow the Moon", probabilmente il brano più "stanco" e trascurabile della tracklist e la ballata "Kindred Friend" che ci conduce all'uscita di questo viaggio musicale in maniera soave ricordandoci quanto sia bello il suono di una semplicissima armonica a bocca.


La conclusione è che l'album non abbia affatto disatteso le attese, non è certo una pietra miliare del rock, non scuoterà il mondo musicale a differenza di quanto fece "Shake Your Money Maker" ormai più di trent'anni fa ma, nel panorama attuale, è un disco da tenere ben stretto e si merita un voto ben al di sopra della semplice sufficienza!

Che dire, ascoltatelo e...

Grazie Rich e Chris




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