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I figli di Omero





Tranquilli, tranquilli!

Anche se a scuola andavate solo per "scaldare" il banco e il nome di Omero nel titolo vi mette paura non avete nulla da temere, non è un trattato sull'epica, è una vera e propria dichiarazione d'amore, la mia, nei confronti di quello che ritengo essere uno dei più bei dischi degli ultimi anni, sicuramente il migliore nell'ambito del Power/Epic metal.

La scelta del titolo non è casuale, i Sacred Outcry ( questo il nome della band) sono greci e, con questo lavoro, si sono certamente guadagnati un posto tra gli Dei dell'Olimpo... ma la scalata è stata davvero ardua, epica.

"Damned for all time" è il loro primo disco anche se risultano essersi formati ancor prima del 2000, assurdo!


In verità una versione seminale di questo lavoro fu rilasciata nel 2003, ma solo in pochissime copie dal momento che la band non era per niente soddisfatta del risultato ottenuto, da lì in poi il nulla, fino al 2015 quando, per volontà divina ( n.d.r), si rimettono a lavorare sullo stesso materiale fino a portare a compimento il lavoro che, per fortuna, possiamo ascoltare dal 2020.

Per dare alle stampe questo vero e proprio gioiello la band si è avvalsa, dietro al microfono, del superlativo Yannis Papadopoulos ( già cantante dei Beast in Black) che, calatosi alla perfezione nel ruolo, è riuscito a rendere immortale ognuna delle nove tracce dell'album grazie alla sua incontestabile capacità di unire il suo caldo e bellissimo timbro ad un'abilità interpretativa che lascia senza fiato, sia nelle ballate che nei pezzi più "tirati".


L'album dura poco meno di un'ora e scorre via in maniera fluidissima, una volta terminato viene subito voglia di riascoltarlo!

Non ci sono punti deboli, non c'è un singolo brano che possa, anche minimamente, far storcere il naso, le tastiere sono presenti ma mai invadenti, fungono da tappeto per creare atmosfere davvero incredibili, il basso riesce a ritagliarsi i giusti spazi, il lavoro di chitarre è molto più che pregevole e, in alcuni passaggi, ricercato, così come il drumming.


È il disco perfetto per certificare che il genere non è morto e che non servono chissà quali innovazioni per creare un vero e proprio gioiello, brani come "Lonely man" ti portano nel tuo "IO" più profondo per poi darti sollievo, la suite da cui l'album prende il nome, "Damned for all time", ha la capacità di durare oltre quattordici minuti e di farli sembrare la metà, " Crystal tears" è un vero e proprio inno, reso ancor più autorevole da una prestazione vocale maiuscola.

Potrei continuare per ore ma sarebbe inutile, questo disco, con o senza le mie parole, rimane una gemma preziosissima...


Ora immaginatevi soli, in un bosco, dal cielo arrivano le prime avvisaglie di un temporale imminente, siete pronti per la battaglia finale e tentate di scacciare i vostri demoni interiori brandendo una spada con una mano mentre, con l'altra, sorseggiare una coppa di Ambrosia...


ora, ascoltate...



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