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L’artista Max Monty ci racconta con“Claustrofobia” il disagio di essere troppo sensibili in un mondo che ha perso la propria umanità.




“Claustrofobia” è un bellissimo esempio di rock ballad in cui l’autore parla delle sue paure, dei suoi disagi, dei dubbi ed insicurezze dettate da un mondo sempre più privo di empatia e sensibilità nei confronti dell’altro.

Chi conserva un barlume di umanità e speranza è visto come un alieno, un essere illuso, che vive su un altro pianeta per l’appunto.

Ed è così che l’artista, incompreso e solitario, cerca nella musica una fonte di coraggio per far sentire la propria voce in fondo al tunnel, sperando finalmente di non sentire più quel senso di claustrofobia che tanto lo rende vulnerabile, a testimonianza della sua rara umanità.






- di dove sei e come la tua città ha contribuito a sviluppare una tua sensibilità artistica?


Ciao a tutti sono Max Monty e vengo da un paese nella provincia di Fermo chiamato Monte Urano, un paese di circa 8000 abitanti. Dal punto di vista della sensibilità artistica purtroppo il mio paese non ha contribuito per niente alla sua crescita. Non mi sono mai ritrovato nell' ambiente musicale e di vita del mio paese e mi sono rifugiato fin da piccolo nella mia chitarra  e nella mia musica. Diciamo che in un certo senso era diventata ed è una valvola di sfogo, un amica, un amico ed un modo di fuggire dalla realtà. Quindi tutto ciò ha creato una mia sensibilità ma me la sono creato da solo...I stimoli all'esterno non ce ne sono.


- Raccontaci il tuo percorso musicale dalle origini fino ad oggi.


Allora io ho iniziato a suonare la chitarra fin da piccolo dall' età di 11 anni con i corsi istituiti dalle scuole medie dove studiavo. Era il 1996. Iniziai quasi per gioco anche se ero attratto dal fascino delle sei corde. E per me è stata una folgorazione. Sicché già dall anno dopo comprai una chitarra elettrica e da li iniziai a prendere lezioni di chitarra elettrica. Da li dopo qualche anno fondai i primi gruppi tra cui un gruppo di cui reputo fondamentale per la mia crescita professionale e musicale. Nel 2005 insieme ad un mio amico cantante Leandro Hladkovicz fondammo i Rainfire, un gruppo che ci ha accompagnato per 10 anni della nostra vita facendo serate live e vincendo concorsi. Poi nel 2011 iniziai il mio progetto solista facendo uscire gratuitamente su Youtube un EP di 4 Brani chiamato "BLUES FOR LOVE". Poi nel 2014 usci' "HELL AND LOVE" il mio primo disco ufficiale e da li seguirono "WILD LONELINESS"(2016) , THE DARK SIDE EP ( 2018) , "PER TE" (2019), "EFFETTO SHOEGAZE" (2021) ed i singolo "D.O.RA" (2023) e l' ultimo singolo "CLAUSTROFOBIA" (2024) che precede l uscita del nuovo album che uscirà dopo l'estate.

- Quando hai capito di voler fare questo mestiere/di avere questa passione?


Ma diciamo di avere questa passione l’ho capito fin da subito. Passavo e passo ore ore sopra lo strumento e ogni volta io mi sento bene e appagato. Ho capito di voler fare questo mestiere anche qui fin da sempre...io ho sempre voluto fare il musicista. Per me il mio lavoro è la mia passione


- Come è nato il brano “claustrofobia”?Raccontaci perché proprio questo titolo e l’iter del processo creativo ( da quando hai trovato l’ispirazione fino alla produzione finale).


Allora "CLAUSTROFOBIA" è nata in una notte in cui mi trovavo in studio a diciamo giocare con la chitarra acustica. Ed ho inziato a fare giri armonici con la chitarra cercando di muoverlo con cambi di tonalità ed è venuto fuori il giro del ritornello del brano. Da li ho iniziato a sviluppare il testo. Di solito con le mie canzoni cerco di farle suonare bene in acustico chitarra e voce. Perché se è già buono così il 90% del brano è fatto perché qualsiasi arrangiamento o vestito tu gli metti va sempre bene tutto. Il brano l ho intitolato "CLAUSTROFOBIA" perché la canzone parla di questo mondo oramai "claustrofobico" che non riesce a far respirare, di questa profonda inquetudine e solitudine che viviamo tutti giorni. Un mondo sempre più incentrato sull'egoismo e la cattiveria. Però c'e una fiamma di speranza sempre accesa che possa cambiare le cose.



- In quali occasioni senti maggiormente questo senso di claustrofobia?


Quando accendo la tv e sento le guerre, le tragedie e tutta la cattiveria che vediamo e  subiamo tutti i giorni.


- Come e dove sono stati realizzati gli interni e gli esterni delle scene nel videoclip.


Il video di "CLAUSTROFOBIA" è stato girato dal cantante/ videomaker Leandro Hladkovicz e montato in studio da me. Le scene sono fatte all' interno del' Home Studio di Leandro, con l'innesto di alcune scene girate all'esterno.


- Hai mai performato dal vivo e in quale occasione?


Diciamo che per fortuna ho sempre suonato molto dal vivo soprattutto quando promuovo i miei singoli in giro. E per tour estivo ho varie date che sono in continuo aggiornamento


- Come si struttura una tua live?


Per quanto riguarda i live mi esibisco o da solo o con la mia band costituita da Luca Vergari alla batteria e Umberto de Cicco al basso. Quando mi esibisco da solo suono sia in acustico sia con i loop sequencer. Mentre con la band riarriangiamo i brani in un trio rock.

- Raccontaci una tua giornata tipo come persona e artista.


La mia giornata tipo è sveglia al mattino alle 9, colazione e poi mi chiudo in studio a studiare, suonare, registrare e preparare i live. Poi verso le 13 doccia / pranzo e poi vado a fare lezione a scuola  ( poiché insegno alla scuola di musica "PERPIANOSOLO" a Fermo). Poi ritorno a cena a casa e poi alcune volte vado a fare le prove,altre volte relax



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