Quando un fungo prende il controllo: il viaggio psichedelico di “Zombie Ant Fungus Strike”.
- Luigia Tamburro

- 25 minuti fa
- Tempo di lettura: 5 min

C’è un punto d’incontro sorprendente tra scienza, psichedelia e rock: è lì che nasce “Zombie Ant Fungus Strike”, il nuovo singolo di un artista che trasforma un fenomeno naturale inquietante in un viaggio sonoro fuori dagli schemi.
Ispirato al comportamento del fungo Ophiocordyceps unilateralis, capace di infettare e controllare le formiche fino a diventarne il “cervello”, il brano prende vita come una narrazione visionaria, senza forzature concettuali ma ricca di suggestioni. Il risultato è un’esperienza immersiva che oscilla tra realtà scientifica e immaginario psichedelico, dove il confine tra i due mondi si dissolve in modo naturale.
Dal punto di vista sonoro, “Zombie Ant Fungus Strike” è un equilibrio dichiarato tra psichedelia e hard rock, con influenze che richiamano artisti e band iconiche come T. Rex, King Gizzard & the Lizard Wizard, The Beatles, Yes e The Kinks. Un mix che si traduce in un sound dinamico, capace di passare da atmosfere lisergiche a riff più ruvidi e “garage”.
Il progetto è completamente DIY, e proprio per questo ogni fase ha un peso specifico importante. Se la composizione nasce in modo spontaneo, la vera sfida è portare il brano alle orecchie giuste, costruendo un pubblico passo dopo passo. Anche il videoclip riflette questo spirito indipendente: girato in modo creativo e low-budget, vede l’artista trasformarsi direttamente nella “formica infetta”, con un approccio ironico e volutamente artigianale.
L’ironia, infatti, è un elemento chiave sia nella musica che nelle immagini, contribuendo a rendere il progetto accessibile pur mantenendo una forte identità artistica. E se inizialmente il brano non nasce con un significato metaforico preciso, è proprio l’ascoltatore a poter trovare livelli di lettura più profondi, come spesso accade nelle opere più suggestive.
“Zombie Ant Fungus Strike” anticipa l’EP “Kamikaze Butterfly”, promettendo un percorso ancora più ricco, tra sperimentazione sonora e una crescente attenzione anche all’aspetto visivo, con produzioni video più strutturate in arrivo.
In un panorama musicale spesso dominato da temi prevedibili, questo progetto dimostra che anche un parassita può diventare protagonista di una canzone rock. E forse, come suggerisce l’artista stesso, la natura resta ancora la fonte più “horror” — e affascinante — di tutte.
- Cosa ti ha affascinato del fenomeno dell’Ophiocordyceps unilateralis al punto da trasformarlo in una canzone?
Un fungo infetta un animale fino a prenderne il controllo totale, diventando "il cervello" dell'animale stesso. Una storia di zombie che coinvolge funghi e formiche..non poteva non affascinarmi!
- “Zombie Ant Fungus Strike” sembra un viaggio tra scienza e psichedelia: come hai bilanciato questi due mondi nella composizione?
Si tratta proprio di un viaggio di questo tipo. Non ho dovuto fare sforzi particolari per bilanciare questi due mondi. È venuto tutto in modo molto naturale vista la mia affinità con entrambi i mondi, quello scientifico e quello psichedelico.
- Quanto c’è di metaforico nella storia della formica infetta? Rappresenta anche qualcosa di umano?
Il brano nasce come una semplice narrazione psichedelica del fenomeno, senza "doppi significati", ma il livello metaforico si può sicuramente individuare a posteriori, come accade spesso nell'interpretazione di un testo/brano.
- Il tuo sound mescola alternative, prog e hard rock: quali artisti o album ti hanno influenzato maggiormente in questo brano?
Non ho la risposta pronta, ma se devo pensare ad alcune band/artisti che "risento" nel brano direi: T-Rex, King Gizzard, Beatles, Yes, Kinks.
- Essendo un progetto completamente DIY, qual è stata la parte più impegnativa nel produrre il singolo da solo?
La parte più impegnativa per me è sempre tutto ciò che viene dopo che il brano è pronto: far arrivare il brano alle orecchie delle persone "giuste" (ovvero al pubblico che potrebbe apprezzare la mia musica) magari anche dal vivo.
- Nel videoclip ti trasformi letteralmente nella formica infettata: com’è nata questa idea?
Forse è brutto da dire ma l'idea è nata così: (pensando tra me e me, poco prima della pubblicazione) "tra 4 giorni esce il brano..non ho un video..sarebbe buono avere un videoclip, anche per la promozione..che mi invento? proviamo a chiedere: <<chatGPT, dammi un'idea per un video low budget che parla di una formica zombificata da un fungo infettivo>> ... chatGPT mi risponde solo roba assolutamente inutile quindi scarto..poi penso, vado al parco vicino casa, costruisco un cappello artigianale che ricorda un fungo così posso simulare la "trasformazione" e poi si va a ruota libera"..
così è nata l'idea.
- Che ruolo ha avuto l’ironia nella costruzione delle immagini?
Il ruolo dell'ironia è sempre ai primissimi posti per me, anche nella costruzione delle immagini.
- Quanto è importante per te l’aspetto visivo nel raccontare la tua musica?
È molto importante anche l'aspetto visivo - non quanto la musica ovviamente, ma aiuta a veicolare il mio pseudo-messaggio artistico in modo più diretto ed efficace.
- Com’è stata la collaborazione con Ester Maio durante le riprese?
Ester Maio è la mia ragazza, e ha avuto la sfortuna di trovarsi a casa con me quando mi sono detto "ma sì, andiamo al parco qui vicino a fare un video". Non è la prima volta che mi aiuta con la creazione di contenuti di questo tipo e infatti devo ringraziarla per le ore che dedica al mio progetto, anche per questo l'ho inserita nei credits.
- Se un fungo controllasse la tua mente, dove ti porterebbe?
Mi porterebbe in un mondo x-dimensionale dove - tra le mille altre cose - persone dalle sembianze di cavalli a dondolo mangiano torte di marshmallow, e facchini di plastilina indossano cravatte di vetro riflettente.
- Ti è mai capitato di sentirti “guidato” da qualcosa più grande di te?
Non saprei, ma direi di no. Dire che tutte le mie azioni, intuizioni, istinti e ragionamenti logici sono frutto della somma delle mie esperienze e del contesto (artistico/culturale/naturale/politico/immaginario) in cui mi trovo a vivere.
- Psichedelia o hard rock: cosa senti di più in questo pezzo?
Nel brano ho cercato in modo attivo di dare un equilibrio 50 e 50 tra psichedelia e hard-rock/garage. Io ci sento questo equilibrio, ma il mio parare non vale molto! Per capire se l'esercizio sia riuscito dovrò fare un sondaggio..
- Qual è il momento più “bizzarro” della canzone secondo te?
Premesso che il mio obiettivo era fare una canzone non estremamente strana o bizzarra, se dovessi individuare la parte più bizzarra a livello musicale direi che è il finale, in cui i due temi principali del brano (il tema vocale della strofa costruito sulla pentatonica di C# + il riff di chitarra "garage/fuzz" che caratterizza il bridge) si uniscono per chiudere il brano, quasi a rappresentare la fusione del fungo e della formica.
- “Zombie Ant Fungus Strike” anticipa l’EP “Kamikaze Butterfly”: cosa dobbiamo aspettarci da questo nuovo lavoro?
Un sacco di cose belle giuro! E anche la prima produzione di un videoclip "vero e proprio" su cui sto lavorando adesso e che promette bene.
- Rispetto a “Voidgaze Dopamine Salad”, in cosa è cambiato il tuo approccio creativo?
Non c'è stato nessun cambiamento per il momento.
- Può un parassita diventare protagonista di una hit rock?
Sarebbe molto bello se per una volta una hit parlasse di un parassita che zombifica un insetto, invece della solita storia d'amore.
- E se la natura fosse più “horror” di qualsiasi film?
Sono più che convinto che sia esattamente così. Non ho dubbi.
- Quanto può essere psichedelica la scienza?
Non quanto la natura, ma anche la scienza può raggiungere discreti livelli di psichedelia.









Commenti