Sanremo 2026, la serata delle cover
- Giuseppe Truddaiu

- 14 minuti fa
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Ieri sera è andata in scena quella che ormai è diventata un classico della kermesse sanremese, la serata delle cover, una serata nella quale gli artisti in gara, sgravati dalla pressione della gara, possono esibirsi, in duetto con degli ospiti, sulle note di brani del passato che intendono omaggiare.
Da anni questa serata è, per distacco, la più divertente del Festival e, anche in questa edizione, è stato così... Ma non è tutto rose e fiori, il fatto che questa serata sia la più interessante certifica oltremodo la distanza di valori tra la musica del passato e quella odierna, pensiero da Boomer? Forse, ma tant'è!
La serata ha visto la vittoria del duo composto da Ditonellapiaga e Tony Pitony che con la loro versione di The Lady is a Tramp hanno davvero conquistato tutto il pubblico mettendo in scena una performance di tutto rispetto per eleganza, ironia, tecnica e intrattenimento... Vittoria assolutamente condivisibile e non scontata visto il livello mediamente alto della gara.
Livello mediamente alto si diceva e, in effetti, sono state parecchie le esibizioni che avrebbero potuto giocarsi il primo posto.
Tra queste vanno sicuramente ricordate Arisa con il Coro del Teatro Regio di Parma con "Quello che le donne non dicono", pezzo eseguito in maniera magistrale, Bambole di Pezza con Cristina D'Avena con "Occhi di gatto", brano che tira fuori, finalmente, la vera anima delle Bambole, un'anima istrionica che permette loro di "mangiarsi "il palco con una prestazione inattaccabile culminata con l'inserimento nel brano di una parte di Whole Lotta Love dei Led Zeppelin.
Tra le tante belle esibizioni mi sento di dare spazio a quella di Enrico Nigiotti che, in duetto con Alfa, porta sul palco la splendida En e Xanax di Samuele Bersani, autore tra i più capaci ed intimi degli ultimi quarant'anni, l'esibizione combina, in un'alchimia sorprendente, la "rabbia" del cantato di Nigiotti con la dolcezza ed il disincanto di quello di Alfa, due generazioni che si incontrano ma che sembra sentano alla stessa maniera il peso di un testo tanto semplice quanto pesante, veramente bravi!
Altre piacevoli sorprese sono state le capacità da consumato frontman di Sayf e la sorpresa che Gianni Morandi ha riservato a suo figlio, Tredici Pietro, presentandosi a duettare con lui.
Se la media è stata alta non sono comunque mancate esibizioni davvero poco riuscite, se non imbarazzanti.
La peggiore in assoluto è stata quella che ha visto protagonisti il duo formato da Maria Antonietta e Colombre in duetto con Brunori SaS, i tre mettono in scena una versione de "Il Mondo" di Jimmy Fontana che si trasforma rapidamente in un karaoke da matrimonio dopo qualche bicchiere di troppo e, a peggiorare il tutto, e ce ne voleva, Maria Antonietta, così come una cugina alticcia al suddetto matrimonio, prende il microfono e biascica delle barre inutili quanto pessime.
Sull'antipodio ci finiscono anche Sal Da Vinci con Michele Zarrillo che distruggono "Cinque giorni" ( brano dello stesso Zarrillo) in meno di 5 minuti attraverso una prestazione canora pessima per interpretazione, gusto e sincro.
Ultimi bocciati sono Samurai Jay, Belen Rodriguez e Roy Paci, cantano(?) "Baila Morena" di Zucchero ma ne viene fuori il trionfo del trash, qualcosa di inascoltabile, credo che persino la tromba di Roy Paci abbia stonato, ma la perdono perché dev'essere davvero difficile fare bene con di fianco il fastidioso e stonato ronzio proveniente dall'ugola di Belen.
Ultima nota negativa l'ormai presenza fissa delle barre dei rapper che, come un convitato di pietra, sembra debbano sempre esserci ma, spesso e volentieri, hanno solo il demerito di rovinare le melodie di brani che non andrebbero modificati di una virgola.






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