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Una settimana, una vita intera: il viaggio di Walter Turelli verso la bellezza dell’umanità nella vita quotidiana.



🎙️Oggi vi parliamo di un libro che racconta la vita nella sua forma più autentica, fatta di gesti semplici, ricordi, legami e seconde possibilità.

La settimana di Walter Turelli è il nuovo romanzo di Furio Morucci, ambientato tra le vie e le piazze di Prato, città natale dell’autore e presenza viva all’interno della storia.


Il protagonista, Walter Turelli, è un uomo comune che affronta la quotidianità con uno sguardo sereno, cercando sempre il lato positivo di ciò che la vita gli mette davanti. Una settimana diventa così il tempo narrativo per entrare nei suoi pensieri, nei rapporti familiari, nel legame profondo con il territorio e nei ricordi che continuano a dare forma al presente.


Con una scrittura intima e delicata, Furio Morucci ci accompagna in un racconto che parla a tutti, perché Walter potrebbe essere ognuno di noi: una persona che ha conosciuto la fatica, la perdita, ma anche la capacità di rialzarsi e di trovare felicità nelle piccole cose.


La settimana di Walter Turelli è un romanzo che invita a rallentare, a guardare la vita con gratitudine e a riscoprire il valore della semplicità, ricordandoci che la vera ricchezza spesso è già intorno a noi, basta saperla riconoscere. 📚🎧



Qui di seguito l’intervista a Furio Morucci:


Intervista WebRadioItaliane


1. Furio, “La settimana di Walter Turelli” racconta una vita apparentemente ordinaria. Quando hai capito che proprio l’ordinario poteva diventare straordinario in un romanzo?


👉 La vita di Walter Turelli, si è vero, può essere ordinaria, ma solo nella forma. Walter lavora in filatura per necessità, ma cura costantemente le sue passioni, per il cinema, in quanto con sua moglie complice, Margherita, quando nelle sale proiettano novità, loro si catapultano ed assaporare la proiezione in sala. È inoltre appassionato di scrittura, in quanto ama scrivere poesie contemporanee, raccontando in versi il mondo che lo circonda e del quale è compartecipe. È appassionato di musica e radio, in quanto in gioventù ha tenuto in radio un programma dedicato al cantautorato, ed essendo stato in gioventù un calciatore, si locale ma molto bravo e che per un grave infortunio non è riuscito ad arrivare a livello professionistico, ha cercato comunque di mantenere viva la passione per l’attività fisica, sia con la ginnastica, che con sane passeggiate fatte spesso al mattino presto.

Tutto questo rientra nel suo vivere il tempo che affronta serenamente, cosa che al giorno d’oggi per molti non risulta affatto facile. E forse raccontare la semplicità e la normalità oggi può risultare più utile che parlare di supereroi, in quanto anche grazie ai social molti fanno credere di essere ciò che in realtà non sono.

Walter Turelli è rimasto subito positivo al pubblico grazie alla sua semplicità e normalità, grazie al suo porsi verso gli altri con verità, ed è forse questo che oggi manca. Ecco qui la “straordinarietà” e contemporaneamente la “semplicità” del mio racconto.


2. Quanto c’è di Furio Morucci in Walter Turelli e quanto, invece, è preso dalle persone che incontri ogni giorno per strada?


👉 In Walter Turelli, certamente c’è molto

Furio Morucci, in termini e tempi magari romanzati, ma esiste. Alcuni personaggi sono certamente espressione di persone incontrate che hanno scaturito in me curiosità e che mi hanno con la loro “singolarità” permesso di creare un personaggio adatto alla storia. Io sono un curioso e chissà se Walter Turelli un giorno sarà intervistato per un suo libro proprio come me! La storia continua ..


3. Il libro si sviluppa nell’arco di una settimana: perché questa scelta temporale così precisa e simbolica?


👉 Ho voluto semplicemente raccontare una settimana tipo di un uomo

Comune e di una famiglia comune e comunque straordinaria nel suo essere, proprio come le nostre vite, molto spesso ripetitive per sopravvivenza ma uniche nel proprio genere e sette giorni li ritenevo per questa storia utili e sufficienti.


4. Prato non è solo un’ambientazione ma una vera presenza narrativa. Che rapporto personale hai con la tua città e come ha influenzato la scrittura del romanzo?


👉 Prato è la mia città ed io ne sono profondamente innamorato. Scrivere di Prato è stato per me raccontare intimamente di una bella storia d’amore.


5. Secondo te, quanto il territorio può determinare l’identità di una persona, proprio come accade a Walter?


👉 Il territorio determina l’identità di una persona in quanto vivendolo si prendono sfaccettature ed abitudini del territorio stesso. Conformazione storica, artistica, lavorativa, politica, urbana e quant’altro si fissano dentro di te senza che tu te ne accorga ed ecco lì che sorge in anche nel personaggio del libro l’amore per il “campanile”. Proprio come me!


6. C’è un luogo di Prato che senti particolarmente “tuo” e che racchiude l’anima del libro?


👉 Come si vede anche dalla mia video presentazione online, il luogo al quale sono più attaccato è il centro di Prato, il cuore della città. Ed è proprio da lì che la famiglia Turelli ha il suo inizio, guarda caso proprio come me!


7. Walter è un uomo che ha dovuto reinventarsi dopo un evento che gli cambia la vita. Che valore hanno oggi, secondo te, le seconde possibilità?


👉 La seconda possibilità penso che ognuno di noi la ricerchi, in quanto non penso che la vita calzi a tutti noi in maniera perfetta. Walter Turelli comunque, anche nella sua “infanzia perfetta e ricca” era un componente familiare, essendo adolescente, non decisionale. Come si vede seppur “adolescente ricco”, già è alla ricerca della sua seconda possibilità tentando la carriera calcistica e chiedendo ai suoi genitori di avviarlo ad uno studio che in un futuro lo avesse potuto vedere come insegnante di ginnastica. Penso che ognuno di noi ricerchi, se ci pensiamo bene, una sua seconda possibilità od un suo rifugio confortevole.


8. In un’epoca dominata dalla velocità e dall’ambizione, il tuo protagonista sceglie la serenità. È una scelta controcorrente?


👉 È una scelta naturale in quanto da sempre il protagonista del libro cammina comunque a tempo con il cuore senza preoccuparsi, anche in adolescenza della sua condizione agiata. Controcorrente o meno è la sua condizione reale e leale verso di sé e chi lo circonda ed è questo che lo porta magari a sembrare “singolare”, ma vi garantisco che non lo è.


9. Il romanzo sembra suggerire che non sempre diventiamo ciò che sognavamo, ma possiamo comunque essere felici. È un messaggio autobiografico?


👉 mah che dire, in vita mia ho comunque fatto di tutto ed in maniera per me penso utile alla mia crescita personale ed emotiva. L’unico mio neo è stato quello di non aver avuto purtroppo la possibilità di fare il calciatore e non aver studiato, causa la contrarietà dei miei genitori, per diventare un Professore di educazione fisica. E se mi chiedi se sono felice, ti dico di sì! Sono felice!


10. La famiglia è un pilastro centrale del romanzo. Quanto è importante, oggi, raccontare legami autentici e non idealizzati?


👉 La famiglia è il racconto nella sua interezza e raccontarne l’autenticità, la verità e la purezza è stato per me fondamentale. Ogni famiglia penso che dovrebbe essere un po’ come quella di Walter Turelli. Vera, semplice, pura e che riesce ad emozionarsi con ciò che la circonda.


11. Il rapporto tra Walter e Margherita è fatto di complicità, cultura e quotidianità. È ancora possibile, secondo te, una felicità costruita sulla semplicità?


👉 Se la felicità non è semplicità, allora l’Amore da quale parte sta? Oggi dobbiamo ancor più, visto la complessità del nostro mondo ricercare le piccole cose. Quelle “Piccole cose” che fanno “Grande la vita”.


12. Marcus è uno dei personaggi più sorprendenti del libro. Come nasce l’idea di affidare a un gatto riflessioni così profonde sull’esistenza?


👉 Il gatto da sempre è elemento presente e talvolta adorato nella storia delle civiltà. Lo vedevo bene nella storia proprio come per me lo è nella vita. Mi carica, mi tranquillizza e mi fa riflettere. Proprio come una divinità.


13. Se Marcus potesse intervistare Furio Morucci, quale domanda scomoda ti farebbe?


👉 Marcus è mio consigliere e guida da sempre e non penso che potrebbe mai mettermi in difficoltà. Abbiamo dal nostro primo momento conosciuto, instaurato un vero rapporto fatto di amore e complicità reciproca,


14. Dopo la poesia di “Pensieri Elementari” e questo romanzo, senti che narrativa e poesia dialogano tra loro nella tua scrittura?


👉 Assolutamente sì. La poesia non esclude la scrittura, chiamo io, a mano libera. I miei pensieri si intrecciano spesso in entrambi i modi di scrivere e l’espressione che ne esce, esce in maniera decisionale autonoma. Non guido, ma vendo guidato dalle emozioni. Walter Turelli continua a parlarmi e le

Poesie sono già pronte per un altro libro a loro dedicato.


15. Il tuo libro è stato presentato anche all’estero, come ad Algeri. Che responsabilità senti nel rappresentare la cultura italiana attraverso le parole?


👉 Sono onorato di tutto ciò .. tutto questo

mi stimola e sapere che le mie composizioni letterarie sono riconosciute come parte della nostra cultura italiana, mi fa sentire vivo.


16. Dal MISFF di Montecatini a Casa Sanremo Writers 2026: che emozione è vedere la tua scrittura muoversi tra cinema, musica e cultura?


👉 La mia vita è da sempre inevitabilmente un po’ intrecciata ed era una mia speranza che anche per la scrittura andasse a finire così. Ti confesso che lo cercavo e ne sono veramente felice!


17. “La settimana di Walter Turelli” potrebbe diventare un film o una serie? Ti piacerebbe vederlo trasposto in immagini?


👉 Il libro è un vero e proprio racconto visivo. Sette giorni di storia x 36 capitoli, dove ogni capitolo ha il suo set. I luoghi del libro sono esistenti e per farveli conoscere molto presto inizierò degli special

Online intitolati “I luoghi del cuore” dove vi porterò a spasso letteralmente nel libro. Di fatto il libro è un vero e proprio soggetto cinematografico e sarebbe bellissimo vederlo realizzato. Mai dire mai. Chissà.


18. Se ogni ascoltatore potesse riconoscersi per un attimo in Walter Turelli, quale pensiero o emozione vorresti che portasse con sé a fine lettura?


👉 La serenità, la semplicità e la gioia di vivere ed apprezzare la vita che ha Walter Turelli.





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