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Giuliano Pramori

“Il rimpianto è il vano pascolo di uno spirito disoccupato.

Bisogna soprattutto evitare il rimpianto occupando sempre lo spirito con nuove sensazioni e con nuove immaginazioni.”

(Gabriele D'annunzio)




Un cantautore possiede la peculiarità di scrivere dei testi associandoli ad una melodia, ottenendo infine una canzone, così Giuliano Pramori, di origini emiliane, sembra rappresentare appieno tali caratteristiche.

Uno stile che richiama le atmosfere degli anni passati, ma che non vuole cadere necessariamente nel melodico.

La genesi è sempre data da un inizio di accordi che vanno dal pop, al jazz oppure al rock, il tutto accomunato ed unito da un’unica motivazione: la voglia di fermare un attimo o per meglio dire un suo “sentire”.

Giuliano Pramori nasce a Parma e, di questa splendida terra, porta con sé nei suoi brani, la schiettezza e la bellezza di quei luoghi, simbolo di una regione che ha sempre lottato per i diritti sociali.

Che dire... chi è Giuliano?

Innanzitutto è un artista che sa mettersi in discussione perché ama l’autenticità, ama essere credibile, quindi autentico e, in questo modo, attraverso le proprie canzoni cerca di arrivare a colpire e penetrare i sentimenti dell'ascoltatore.

Nei suoi testi, infatti, c'è sempre un messaggio da veicolare, da far arrivare all’orecchio di chi lo ascolta, anche alle volte con aspetti negativi senza però, a parer mio, cadere nella estremizzazione dei concetti.

Sbagliato è far passare per normalità fatti decisamente non positivi come la sopraffazione, normalità deve, invece, essere sempre una comunione e una condivisione tra persone.

Un valore fondante che va oltre l'amicizia e che valica ogni confine.

I suoi brani vanno assaporati come un buon vino romagnolo, a posteriori, lasciando vibrare nell'aria quei suoni che durante il primo ascolto o la prima lettura dei testi, li hai bevuti tutti in un sorso, ma una volta arrivati all'ultima goccia lasciano un retrogusto inaspettato.


Giuliano compone e crea i suoi brani facendoli nascere a strati, perché necessari di revisioni, di correzioni, di piccoli dettagli.


Tra i suoi singoli possiamo annoverare “Canzone romantica” che ha molto della musica leggera degli anni 60, non solo la musica, ma anche la grafica del video curato nei minimi dettagli.

Ultimi singoli sono anche: "A cosa serve la guerra" e " Il mondo è nostro", arrangiato in collaborazione con Donatello Menna e con Cristian Cardillo al mix e master, mentre

al coro, Clarissa Sabatini, che è poliedrica strumentista e cantante con una forte passione per gli strumenti a percussione provenienti dalla cultura musicale africana.



E intanto ne "Il mondo è nostro" Giuliano canta: "...siamo forti e tanti, i più grandi davanti, gli arrabbiati distanti viaggio miraggio coraggio, ai confini del mondo, poi nel mare profondo ... orizzonti i nuovi incontri, costruiamo nuovi ponti allarghiamo un po le braccia, girotondo faccia a faccia..."


Recensioni scritte a modo mio di Bresciani Enrico.

Alla prossima, Ciao a tutti!



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