Sanremo 2026, note sparse sulla seconda serata
- Giuseppe Truddaiu

- 26 feb
- Tempo di lettura: 2 min

La seconda serata del festival ha sicuramente dato modo di farsi un'idea più precisa sul valore dei brani in gara dandoci la possibilità , per dirla à la Borghese, di confermare o ribaltare il risultato raggiunto durante la prima esibizione.
Per chi scrive, l' operazione ribaltamento, non è avvenuta, chi mi aveva deluso non mi ha fatto cambiare idea mentre chi mi aveva convinto si è confermato
.
La serata si è aperta con la gara tra le nuove proposte, una gara dalla quale non mi attendevo nulla di che e, in effetti, ho avuto ragione fino a che non è arrivata lei, Angelica Bove, uno strano mix visivo tra Patty Smith, Florence Welch dei Florence and the Machine e un pizzico di Chiara Galiazzo, fino a qui potrebbe sembrare un qualcosa di mitologico tendente allo scempio ma, poi, inizia a cantare e si trasforma in una Musa... Voce pulita, intonata, timbro difficilmente omologabile e un brano molto molto valido che non sfigurerebbe, anzi, tra quelli dei Big. Da rivedere volentieri nella finale di categoria.
Tra i big meritano una menzione speciale solo Ermal Meta e Levante, se il primo spiazza con un ateismo cantato in maniera talmente dolce da non farsi riconoscere nemmeno dal Papa la seconda punta tutto su un brano con difficoltà tecniche pazzesche, quella di Meta ha un testo fanciullescamente profondo che si lascia abbracciare da dolcissime sonorità orientali mentre parla di bimbi e morte, di vita e di guerra, soggetti antitetici tra loro ma resi con la leggerezza di chi ha nell' empatia e nella sensibilità la propria cifra innata, Levante invece lascia che sia la sua tecnica a stupire all' interno di un brano costruito in maniera molto coraggiosa... La mia preferenza , seppur leggerissima, va a Ermal Meta.
Un plauso va anche ad Enrico Nigiotti che sceglie di portare un brano senza ritornello, a Sanremo, un pazzo...E invece ha ragione lui, ha un bel testo e lo canta senza sbavature e mettendoci quel suo tipico "grattato" che impreziosisce alcuni passaggi di quel che è, in fin dei conti, una raccolta di diapositive che non annoiano.
Fra gli altri bene anche Michele Bravi, Ditonellapiaga e il duo Masini/Fedez.
Male Chiello, davvero poca roba, Nayt, incomprensibile e Tommaso Paradiso, da uno che fa il cantautore ci si aspetterebbe qualcosa di meglio rispetto a ciò che ci ha propinato.
La delusione più profonda me l' hanno regalata le Bambole di Pezza che, intendiamoci, hanno un brano che è anche migliore di molti altri ma che non è per nulla "roba loro", sarebbe un bellissimo brano sanremese per i Modà... Loro non sono questo, volevano (parole loro) portare il rock e, invece, hanno fatto tutto il possibile per allargare la base degli ascoltatori, e degli introiti, con un pop commerciale piuttosto scontato. Nulla di male, intendiamoci, ma la coerenza è un'altra cosa.
Naturalmente le giurie non sono d' accordo con me, solo Ermal Meta si trova tra i 5 più votati mentre gli altri miei top non hanno avuto questo onore... E i miei Flop? Beh, anche lì sono stato smentito, le giurie premiano sia Tommaso Paradiso che Nayt, che amarezza!









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