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Iniettami il veleno dell'arte con un bacio, mentre incrocio il tuo sguardo diabolico: quando le muse distruggono con la loro magia. Parliamo del brano "Incrocio" di Abov…

Dal catalogo musicale di Help-music.com




Il punto di forza che riscontriamo con maggiore evidenza nel brano "Incrocio" dell'artista Abov è l'alone di mistero che aleggia intorno a questa narrazione.

Il racconto si presta a molteplici letture ed interpretazioni, tanto che ad un primo ascolto sembra che l'artista descriva un rapporto con una donna gelosa e possessiva, quasi a volerlo zittire con un bacio dal sapore dolce amaro.

Tuttavia, come ci spiega lo stesso artista, la nascita delle atmosfere magiche e suggestive di "Incrocio" prendono vita dalla conoscenza della storia del capostipite del Blues, Robert Johnson.

Come dargli torto, dato che quest'ultimo, per la sua eccellenza nel suonare la chitarra, è stato annoverato come un eletto del Diavolo.

La curiosità verso le tematiche soprannaturali sono uno degli elementi ripresi da Abov per rappresentare la figura della donna, che dapprima sembra innocua e con buone intenzioni, ma successivamente si rivela essere una presenza demoniaca che gli ha conferito le capacità musicali a costo di sacrificare l'intera vita per lei, scatenando ossessioni mai vissute prima.

Il brano mette l'ascoltatore in continua discussione, perché lo spinge a dover sfidare se stesso, le sue paure e lo porta a riflettere sulle scelte più giuste da fare.


E se tu avessi la possibilità di incrociare la tua più grande ambizione, a cosa saresti disposto a rinunciare?



-di dove sei e come la tua città ti ha influenzato artisticamente?


Sono calabrese e vivo lungo la fascia ionica, nella zona della Locride. Il mio paese si chiama Bovalino, un piccolo centro che si affaccia sul mare, attualmente un po' in declino a causa dello spopolamento nel Meridione e altri fattori. Questa cittadina ha nutrito numerosi progetti artistici nel campo della musica, della letteratura e del teatro nel corso degli anni. Durante la mia infanzia e giovinezza, era comune assistere a vari spettacoli lungo la fascia ionica,  che io personalmente considero quasi una singola città. Sicuramente, una figura di grande influenza nella mia carriera musicale è stato il mio primo collaboratore, Peppe Platani, coautore di quasi tutti i miei brani e il primo a dare vita al mio progetto. Oltre alle persone fisiche, sono state le storie, le leggende, la cultura e il folclore legati alla mia terra a influenzare la mia musica, tra le tradizioni della Magna Grecia e le sue leggende.

 

 

- Raccontaci il tuo percorso musicale dalle origini fino ad oggi.

 

Le fondamenta del progetto Abov sono state gettate tra il 2014 e il 2016, con l'inizio della collaborazione con Peppe Platani. Prima di questo periodo, avevo studiato canto, ma non avevo mai scritto una canzone. Inizialmente, ho debuttato con il progetto TMO (Trattamento Musicale Obbligatorio), una formazione più orientata alle esibizioni e alle cover che non aveva una direzione precisa. Successivamente, ho capito che lavorare come progetto solista era la scelta migliore, dato che nessuno avrebbe creduto nel progetto quanto colui che l’ha ideato. Così è nato il progetto Abov, che ha richiesto alcuni anni di studio prima di creare i primi brani. Nel corso degli anni, abbiamo studiato pezzi di musica classica, reinterpretandoli in chiave moderna per comprendere come far evolvere la musica italiana. I primi brani sono stati "Sogno", "Nessuno" e "Venti Giugno", hanno aperto la strada al mio percorso poi c’è stata una svolta artistica più recente con "Baccano". Ho capito successivamente il bisogno di un nucleo solido per fare vivere il progetto come merita, ora composto da me e Giuseppe Lombardo, il mio batterista/percussionista. Attualmente, le musiche e le armonie sono scritte da me, orientandomi verso un approccio più folk e cantautorale con sfumature di musica pop. Nonostante ciò, continuo a collaborare con altri collaboratori e amici, come Peppe Platani e Stefania Labate, per arricchire le mie idee.

 

- Quando hai capito di voler fare questo mestiere/di avere questa passione?

 

Inizialmente, era solo una passione nata da bambino, influenzata da artisti come De André e Louis Armstrong, i cui mondi mi affascinavano. All'inizio, non mi interessava diventare un cantante, ma volevo coinvolgermi in spettacoli teatrali e musicali, probabilmente influenzato dalle rappresentazioni viste nella mia zona. Ho coltivato la mia passione cantando i miei idoli e cercando la mia voce. Scrivere i primi brani è stato un passo difficile, poiché la mia scarsa fiducia in me stesso rendeva apparentemente impossibile scrivere una canzone o esibirsi dal vivo. Crescendo, ho realizzato che questa passione poteva diventare un mestiere, ma richiedeva impegno e scelte oculate, simili a quelli di un imprenditore.

 

- Da cosa ti sei lasciato ispirare per scrivere il tuo brano?


"Incrocio" trae ispirazione dalla storia di Robert Johnson e il suo presunto patto con il diavolo. Il titolo stesso richiama il brano di Robert "Crossroad Blues" e la cover di Eric Clapton. Ciò che mi ha affascinato di questa storia è la leggenda che la circonda. Robert, inizialmente considerato un musicista mediocre, scomparve improvvisamente e ritornò con un talento straordinario. Nacque così la leggenda del patto con il diavolo, che lui stesso alimentò, trasformandosi non solo in un cantante, ma anche in una leggenda, un Blues Man diverso non solo dal punto di vista musicale, ma anche come un vero brand. Paragonandomi a lui, riconosco di non essere un musicista brillante, ma un creativo con buone idee e limitate capacità organizzative. Forse anch'io avrei bisogno di un patto simile per diventare un buon musicista e costruire una leggenda, ma la realtà è che per raggiungere certi livelli, bisogna impegnarsi, studiare e lavorare duramente.

 

- Descrivici il processo creativo che ti ha portato alla produzione finale dell’inedito.

 

Il mio processo creativo si sviluppa attraverso immagini che la mia mente elabora. Ho immaginato un uomo che fuggiva nel bosco, Robert, al centro di un incrocio che evocava un demone, dall’aspetto femminile, suggestione probabilmente causata dalla serie tv supernatural. Ho concepito il patto e la sua esibizione. La prima parte nata è stata la strofa. Originariamente, la canzone aveva un'armonia più complessa e d'autore, ma ho deciso di semplificarla per rendere il brano più accessibile al pubblico. Il processo di creazione segue una struttura simile per tutti i miei brani: bozza di testo → bozza di armonia → bozza di melodia → conferma dell'armonia e della melodia → adattamento della bozza di testo → versione finale del brano. Lo paragono a un processo di scultura su un blocco di marmo, liberando la mia arte.





 

- Hai mai fatto un concerto dal vivo? Se si, come si struttura una tua performance live? 

 

Faccio spesso concerti dal vivo, divisi in due tipi: il concerto salvadanaio e il concerto progetto Abov. Nei primi, esibisco sia brani originali che cover in un'atmosfera più informale, adatta a pub, locali e feste private. La performance è divisa in due parti: una più cantautorale, con voce, chitarra e batteria, e una più folk, con l'aggiunta del bouzouki irlandese al posto della chitarra. Nei concerti Abov, mi concentro principalmente sui miei brani, creando un'atmosfera più intima, magari raccontando aneddoti su ogni brano. È difficile trovare locali disposti ad ospitare un evento esclusivamente di brani originali, ma cerco sempre di creare uno spettacolo coinvolgente, evitando l'atmosfera da "piano bar".

 

- Raccontaci una giornata tipo nel tuo mondo.

 

La mia giornata, o meglio la mia notte, è caratterizzata da molta attività. Svolgo vari lavoretti e mi occupo di comunicazione come freelance. Nel tempo libero, suono la chitarra, cerco nuovi locali dove esibirmi e  seguo le attività dei colleghi artisti. Mi incontro regolarmente con Peppe Platani per discutere di musica e progetto, abbiamo un appuntamento fisso al bar per un caffè. Organizzarsi è una sfida, specialmente perché cerco di creare una scena musicale nella mia zona, ma la competizione è alta e purtroppo difficilmente si può creare qualcosa di bello se si è soli. Continuo a cercare di coinvolgere altri artisti, convinto che una scena musicale strutturata possa beneficiare tutti. In sintesi, la mia giornata è un mix di creazione, organizzazione e ricerca di opportunità nel mondo della musica.

 





 


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