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La musica vittoriosa. Ricostruirsi dopo una "caduta".

Cosa accade se nel bel mezzo di un'agenda piena di impegni e progetti arriva una pandemia e tutto spazza via? Tutto si ferma? Accade che le agende vengono chiuse, si spengono i riflettori dai palchi e le luci dei teatri, nelle piazze e nei locali non riecheggia più alcun suono e tutto appare grigio e buio. Ci siamo sempre detti: "la musica non si fermerà mai", i Pooh lo cantavano nel 1981 con il brano "Chi fermerà la musica?".


Eppure quel tasto "OFF", qualcuno in parte, l'ha pigiato, facendo calare il sipario, ma stavolta senza applausi, solo con un assordante silenzio.








Vi ricordate l'adrenalina dei flash mob sui balconi alle 18 in punto in tutta Italia? Da Nord a Sud tutti fuori per sentire in ogni città riecheggiare le note, cantando tutti insieme in coro, le canzoni che venivano prefissate. Un vero e proprio appuntamento per sentirsi meno soli in un momento in cui l'unico hashtag e l'unica frase conclusiva di ogni spot, era #Restaacasa.


Dopo due anni le cose stanno cambiando, qualcosa è iniziato di nuovo a muoversi. Si sono riaccese le luci nei teatri, la musica è tornata nelle piazze e nei locali ma si fa ancora fatica a respirare il ritorno alla normalità.


Gli artisti, in tutto questo, come hanno reagito? Molti hanno sfruttato le restrizioni della pandemia per creare, comporre, scrivere, senza essere rincorsi dal tempo. Altri, hanno rinunciato a fare tournée con un pubblico limitato, rivendicando ciò che è la musica: libertà! C'è chi si è adattato a tutta una serie di norme proponendo concerti Live acustici o ridotti pur di continuare. C'è anche chi ha preferito fermarsi lavorando a progetti da mettere in scena nel momento della tanta attesa RIAPERTURA. Non deve essere stato facile fermare tutto così all'improvviso.

Sono certa che qualcuno ha subìto anche una "caduta " che però grazie alla motivazione, alla voglia di vivere, si è trasformata in una ripresa speciale. Ma la "caduta ", come ben si sà, porta sempre a dei cambiamenti. Eh sì, perché la pandemia ci ha insegnato davvero tanto, soprattutto a vedere dettagli a cui prima non facevamo caso, a sentire emozioni che da tempo non provavamo tutte in un unico pacchetto: solitudine, tristezza, paura, diffidenza, rabbia, ecc.

Non possiamo più essere gli stessi di prima e le nuove canzoni lo hanno testimoniato.


Avete notato il "ritorno " di alcuni artisti sotto uno stile differente? Un nuovo stile, ancora più autentico, ancora più vero. Tanto per citarne un paio: Irama che con il brano "Ovunque sarai " ha spiazzato tutti al Festival di Sanremo di quest'anno; Giusy Ferreri, invece, ha iniziato un nuovo percorso artistico con il suo album "Cortometraggi ", più personale, e fuori dallo schema tormentone in cui eravamo abituati a vederla negli ultimi anni. Anche Laura Pausini con "Scatola" ha proposto una nuova parte di sé.

Riscoprirsi non è un male, anzi, permette all'artista di trasformare momenti bui in veri capolavori. Reagire con la propria passione permette di rimanere vivi. Vivete più che potete!


Tutte le volte che siete in "down", in un periodo o momento "no", pigiate "PLAY " e inondatevi di musica a tutto volume. La musica è la vittoria alle vostre lotte quotidiane. La musica non conosce vinti ma solo vincitori!



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