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“Polvere”, il debutto di Myrhiam tra emozione, verità e rinascita.









C’è qualcosa di estremamente autentico in Myrhiam, qualcosa che non cerca di impressionare ma di arrivare dritto, senza filtri. “Polvere” non è solo il titolo del suo brano: è un’immagine, una sensazione che resta addosso. È ciò che rimane quando qualcosa si rompe, ma anche ciò da cui si può ripartire.


La sua musica nasce da emozioni vissute in profondità, da momenti che segnano e lasciano tracce difficili da ignorare. “Polvere” prende forma proprio così: da un episodio reale, vicino, capace di cambiare una giornata e, in qualche modo, anche uno sguardo sul mondo. Myrhiam non racconta semplicemente una storia, ma trasforma un’esperienza in un linguaggio universale, in cui chiunque può riconoscersi.


Al centro del brano c’è un equilibrio delicato: la delusione e la fiducia, la consapevolezza e il desiderio che tutto possa tornare come prima. Ma soprattutto, c’è la speranza. Una speranza che non è ingenua, ma necessaria. Perché, come lei stessa racconta, ogni canzone deve lasciare qualcosa: un messaggio, uno spunto, un’emozione che accompagni chi ascolta.


Quello che colpisce è la sua capacità di mostrarsi vulnerabile senza paura. Se all’inizio esporsi era difficile, oggi è diventato il cuore del suo percorso artistico. Per Myrhiam, la musica è uno spazio in cui conoscersi davvero, in cui dare voce tanto alla forza quanto alla fragilità. Ed è proprio questa sincerità a rendere “Polvere” così coinvolgente.


Anche il videoclip, ambientato a Milano, aggiunge un ulteriore livello emotivo: i luoghi diventano memoria, i ricordi si intrecciano con malinconia e rabbia, ma lasciano sempre spazio a una luce. Emblematica è la scena sul palco, dove Myrhiam appare sicura, luminosa, consapevole di essere esattamente dove deve stare.


“Polvere” segna per lei un inizio, un punto di svolta. Non solo dal punto di vista vocale e tecnico, ma soprattutto umano: un passo deciso verso la definizione di sé, verso una maggiore libertà espressiva. È l’avvio di un percorso in continua evoluzione, fatto di ricerca, crescita e identità.


Quello che Myrhiam vuole lasciare a chi ascolta è chiaro: emozione, leggerezza, ma anche consapevolezza. Perché nelle relazioni, come nella vita, non si smette mai davvero di scoprire chi si ha accanto.


E forse è proprio questo il motivo per cui vale la pena ascoltare “Polvere”: perché, in mezzo alle sue parole, è facile trovare anche un pezzo di sé.



Intervista:



  • “Polvere” è un titolo molto evocativo: cosa rappresenta per te questa parola?


Polvere per me significa qualcosa che non esiste più e che non si può più rivivere.


• Nel ritornello si percepisce una luce di speranza: quanto è importante per te lasciare sempre uno spiraglio positivo nei tuoi brani?


E’ fondamentale, ogni brano deve esprimere un’emozione e trasmettere un chiaro messaggio positivo o negativo, che risulti di aiuto e di insegnamento per chi lo recepisce.


• C’è un momento preciso della tua vita che ha dato origine a questa canzone?


Esattamente qualche giorno prima che io iniziassi a lavorare e scrivere il brano “Polvere”, si è verificato un episodio che mi ha decisamente cambiato e segnato la giornata. Pertanto essendo l’argomento da me molto sentito in prima persona, ho deciso di dargli valore.


• Se dovessi descrivere “Polvere” in un’emozione, quale sceglieresti?


E’ la speranza che ognuno di noi prova , quando qualcosa finisce. La speranza che tutto torni come prima, vivendo nel ricordo di ciò che volevamo vedere.


• Quanto è stato difficile trasformare un’esperienza personale in musica?


Non è detto che nei propri pezzi si debba necessariamente riportare un’esperienza personale. L’importante è che il tema sia estremamente sentito da te “autore”, in prima persona.

Non è ma così complicato trasformare un’esperienza personale in musica, è più complicato esprimere in poche parole, un concetto fatto da tanti pensieri ed emozioni.


• Nel brano parli di fiducia e delusione: pensi sia un tema in cui tutti possono riconoscersi?


Decisamente si, capita a chiunque di riporre troppa fiducia verso la persona sbagliata, e di provare delusione dopo aver preso consapevolezza di chi si ha accanto, sia in termini di amore che di amicizia. Spesso le persone mostrano solo una parte del loro essere, che in genere è ciò che vogliamo vedere.


• Hai mai avuto paura di mostrarti così vulnerabile attraverso la musica?


La musica per me è un canale. All’inizio di questo percorso la mia più grande paura era quella di dover mettere a nudo attraverso il canto la mia parte vulnerabile.

Con il passare del tempo, ho capito che è proprio questo il senso di scrivere musica.

Puoi trasmettere forza o debolezza, felicità o malinconia e non devi essere necessariamente capito dagli altri. Ognuno di noi deve darsi la possibilità di conoscersi realmente e lasciarsi andare del tutto, senza paura; lo fai per te stesso e diventa un esempio per gli altri.


• Quanto è cambiato il tuo modo di vivere i sentimenti rispetto a quando hai iniziato a cantare?


Il canto mi ha cambiata e mi cambia ogni giorno, perché mi permette di conoscermi. Di capire cosa voglio, cosa mi serve e ciò che mi rende realmente felice.

Coltivare la cosa che ami, ti rende felice e vivi tutto in modo diverso.


• Cosa speri che una persona provi ascoltando “Polvere” per la prima volta?


Vorrei che il mio brano trasmetta allegria e leggerezza, nonostante il tema trattato.


• Il videoclip è ambientato a Milano: che ruolo ha avuto la città nel raccontare questa storia?


Il videoclip di Polvere è stato ambientato a Milano, perché la relazione è stata vissuta e terminata a Milano. Attraverso i luoghi di Milano si rivive ogni attimo vissuto insieme all’altro con malinconia, rabbia e speranza

.

• C’è una scena del video che per te ha un significato speciale?


Durante il ritornello io mi trovo su un palco, luminosa. In quel momento ho percepito sicurezza e grinta. La sensazione di essere sulla giusta strada.


• Essendo il tuo primo videoclip, qual è stata la sfida più grande?


La sfida più grande è stata sentirmi a mio agio durante le riprese, nonostante il mio carattere espansivo, sotto i riflettori percepisco insicurezza.

Sebbene sia stata la prima esperienza, durante le riprese sono riuscita ad essere me stessa, dando il massimo delle mie capacità, in quel momento.


• Ti rivedi completamente nella versione di te stessa che appare nel video?


Assolutamente si, sento di essere nella versione di me, da artista.



• Hai definito “Polvere” come un progetto evolutivo: in cosa senti di essere cresciuta di più?


Sono cresciuta di più vocalmente e tecnicamente. Polvere determina l’inizio di un processo di ricerca di se stessi, di definizione e maggiore esposizione degli aspetti emotivi del proprio carattere. E’ fondamentale con i propri pezzi sentirsi se stessi.


• Quanto ha influito il tuo percorso musicale sulla persona che sei oggi?


Tanto, e sono in continuo cambiamento. Ogni esperienza mi rende più forte e consapevole. Non bisogna mai perdere di vista, l’obiettivo.


• Quando hai capito davvero che la musica sarebbe stata la tua strada?


Da sempre sentivo il bisogno di iniziare questo percorso, come un impulso istintivo e naturale.

Da quest’anno però, crescendo vocalmente, ho iniziato ogni giorno a sentirmi sempre più sicura e consapevole di ciò di cui ho bisogno e di ciò che mi fa stare bene.


• Cosa direbbe la Myrhiam di oggi alla bambina che sognava di cantare?


Che non bisogna lasciarsi influenzare dai pareri esterni, e che se si desidera una cosa, è importante lottare per ottenerla e non negarsi mai a priori, la possibilità di scoprirla o anche solo di praticarla per stare bene.


• L’esperienza al Campus Band e il supporto di professionisti del settore quanto hanno inciso sul tuo percorso?


Hanno influito tantissimo, senza il loro sostegno e supporto non sarei dove sono oggi, e non avrei avuto la stessa possibilità di crescita vocale e personale. E’ importante trovare delle persone che credono nel progetto e che vedono del potenziale.

• Qual è il tuo obiettivo più grande come artista in questo momento?


Riuscire ad esibirmi su un palco, a cantare e allo stesso tempo mettere in scena una coreografia, e a condividere le emozioni e la mia musica con il pubblico.


• “Polvere” è solo l’inizio: cosa possiamo aspettarci dai tuoi prossimi progetti?


Sicuramente con il mio team, continueremo a lavorare e sperimentare sulla produzione di nuovi brani che definiranno ulteriormente il mio carattere Artistico e la tecnica vocale.


• C’è un artista con cui sogneresti di collaborare?


In un futuro mi piacerebbe collaborare con Dua Lipa; rivedo, in lei da artista, degli aspetti del mio carattere e la reputo una fonte di crescita e di ispirazione.

• Se “Polvere” fosse un luogo, quale sarebbe?


Non esiste un luogo a cui associare Polvere, è un’emozione che chiunque può provare in qualsiasi momento e ambientazione.


• Se dovessi dedicare questa canzone a qualcuno, a chi la dedicheresti?


A tutte le persone che costruiscono un’immagine falsa di se stessi, nascondendo il loro vero essere.


• In una parola: cosa vuoi lasciare a chi ti ascolta?


Riponete sempre molta attenzione alle persone accanto a voi, non bisogna mai fidarsi del tutto. Perché non si smette mai di conoscere abbastanza una persona.





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