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Con "Fearless" racconto come mi sono liberato dalle mie paure e riempito di speranza: Niar.

Un nuovo appuntamento ci attende con un altro artista pronto per essere intervistato da noi.

Già dal nome ci suscita una grandissima curiosità: Lui è Niar.





Intervista a cura di Riccardo Russo.


R:

La primissima domanda che ti faccio è, perché Niar?


N:

Niar è, come tutta la mia vita, un gioco di parole. Un gioco che nasce con i due nomi dei miei parenti. Io mi chiamo Nicola Alberto e sarebbero i due nomi di mio nonno ed il mio bisnonno. Tutto prende vita dal mio albero genealogico. Sono nato da una famiglia di lavoratori e musicisti nel tempo libero.


R:

Quindi sei figlio d'arte?


N:

Esattamente. Sin da quando ero piccolo ascoltavo i Pink Floyd, Deep Purple o i Led Zeppelin prima di addormentarmi.


R:

Sei cresciuto con la buona musica insomma. Come è iniziato il tuo percorso?


N:

Ho iniziato con la chitarra classica, poi la batteria ed anche il pianoforte. Dopodiché ho conosciuto la mia insegnante di canto che mi ha aperto un modo.


R:

Come arrivi a scrivere i tuoi brani?


N:

Inizi perché magari non hai la possibilità di confessare alcune cose agli amici o ai tuoi genitori. Questi ultimi fanno parte di un'altra generazione, in cui se dici sto male non sempre vieni compreso o riesci a dirlo. Per questo inizi a buttare giù su carta i tuoi pensieri e quando ti rileggi pensi alle tue psicopatie (ridendo).


R:

Niar di cosa scrive?


N:

Io prendo ispirazione dai lunghi viaggi in treno o in pullman mentre ascolto musica. Da una frase o parola traggo un'idea. Io adoro Bowie ed ho seguito molti dei suoi consigli per aiutarmi a scrivere. Mi rilasso, ascolto musica, bevo qualcosa.


R:

Per l'arrangiamento e la produzione fai tutto tu?


N:

Qualcosa provo a fare dato che conosco gli strumenti musicali, ma mi avvalgo anche di un produttore, persone esperte del mestiere.


R:

Come ti rapporti alla sofferenza dell'artista?


N:

C'è una frase in cui io affermo "Ho paura, ma ora ho bisogno di speranza".


R:

Descrivi il brano ora.


N:

Il brano si intitola Fearless. Parla di questa paura che a volte può mangiarti, ma che è necessario combattere e andare avanti.


R:

Ascoltiamo.




R:

Si vede che ti hanno cresciuto molto bene musicalmente. Il brano ha un ottimo arrangiamento e un'ottima soluzione musicale che rimandano al pop inglese classico.

Il brano si sviluppa bene anche a livello melodico. Di chi è stata l'idea del videoclip? Vediamo che vieni rapito e portato a teatro.


N:

L'idea è stata del mio arrangiatore che, in parte, ha pensato al rapimento.


R:

Invece quelle figure sotto il telo bianco che si muovono dietro al pianoforte, che funzione hanno simbolicamente?


N:

Rappresentano gli spiriti, le anime, anche la paura se vogliamo. Una paura che si muove sotto un velo. Ha molti significati. Non so se si è notato un momento di caos sul momento finale in cui vengo sparato. Si crea da lì la rinascita, la libertà e la fuoriuscita dalla paura.


R:

Dove ti possiamo trovare sui social?


N:

Su youtube ed instagram mi trovate come NIAR.


R:

Il tuo nome d'arte potrebbe significare anche vicino per assonanza.


N:

Se mettiamo le lettere al contrario, NIAR diventa anche RAIN; infatti quando stavo scrivendo il testo di quella canzone fuori pioveva. Mi piacciono i giochi di parole, perchè nella mia vita sono successe alcuen coincidenze veramente interessanti.


APPROFONDIMENTI:




- Hai detto che il tuo soprannome ha origine dal nome di tuo nonno e del tuo bisnonno. Come mai questa scelta? C’è una ragione in particolare?


Non ho avuto la possibilità di conoscere mio nonno, in quanto è venuto a mancare molto tempo prima che io nascessi, ho sentito sempre in un modo o nell'altro questa mancanza.


- Quando hai capito davvero di voler fare il cantautore?


Più che cantautore musicista in generale, in quanto suonare, comporre o scrivere un qualsiasi testo mi tranquillizza, mi sento nel mio mondo, protetto e sento cone se nessuno potesse farmi male.


- I tuoi genitori come ti hanno sostenuto e ti sostengono tuttora nella tua passione?


A differenza di molti genitori loro accettano questa mia vena artistica ed anzi mi spingono in questo vortice che è la musica.

Comprendono quale strada voglio percorrere non cercano di ostacolarmi



- Il brano che ci hai portato parla di paura; mi viene spontaneo dirti: in cosa hai avuto più paura nella tua vita?


Molte volte ho difficoltà a fidarmi, credo che sia una paura, insieme a quella sensazione di essere inadeguato, poiché ascolto musica "antica", amo ad esempio la tranquillità, non sopporto il consumismo e non credo che questa mia visione sia uguale a quella di tutte le persone che mi circondano.

In alcuni casi ho paura che nessuno potrà mai capire come sono ma da una parte va bene così, ci sarà un briciolo di mistero che non svanirà mai.



- Il video dove è stato realizzato e descrivici le location che hai utilizzato per le varie scene.



Ho avuto la fortuna di girare questo video all'intero del teatro Alfonso Rendano di Cosenza, luogo nel quale si può dire che sia cresciuto, sia con esperienze dirette che indirette.

L'altra parte è stata girata presso l'hotel Marconi.


- Hai mai partecipato ad un contest musicale?


Ho partecipato ad alcuni contest musicali e ritengo che sia più formativo parteciparvi piuttosto che vincere qualsiasi premio.

Ho vissuto molte esperienze indimenticabili, immerso nei viaggi e compagnia.



- Dove ti piacerebbe cantare live?


Il mio sogno sarebbe riuscire a portare la mia arte sui grandi palchi, come i miei idoli, forse non succederà mai ma credere e sognare non costa nulla.


- Hai un altro brano in corso?


Attualmente sto componendo un brano e l'uscita non dovrebbe essere troppo lontana, questa volta sarà in italiano, quasi completamente, volevo inserire qualcosa che spero colpirà gli ascoltatori.


- Descrivici il mondo di NIAR artista e persona. Come passi le tue giornate?


Le mie giornate sono piene di musica, inizio la giornata suonando dopo aver mangiato qualcosa, successivamente mi informo il più possibile su tutti gli argomenti che mi interessano, dipende dal periodo.

Infine, dopo aver scritto e disegnato mi concentro sul percorso intrapreso. Poiché studio canto jazz presso il conservatorio Tchaikovsky di Nocera Terinese.




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