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Drusilla Foer, una “Diva” alla ribalta

Aggiornamento: 3 mar 2022

L’attualità del “Gender” a Sanremo


Fra le anticipazioni che anche quest’anno precedono la rassegna canora sanremese,

per la fascinazione che il personaggio esercita, per il tema di grande attualità che

porta alla luce, ovverosia l’inclusione “Gender”, per l’intrigante dualità della

personalità e la rappresentazione della figura della nobildonna, ripescata in chiave

beffarda per irridere la società altoborghese, spicca senz’altro lei: Drusilla Foer.

All’anagrafe Gianluca Gori, nato a Siena il 23 luglio 1945, è fotografo, pittore, attore,

sceneggiatore, cantante. Figlio di un diplomatico, l’attuale Drusilla, cresce a Cuba e

successivamente si sposta a Parigi, Chicago, Bruxelles, Madrid, Viareggio, New

York e Firenze, dove tuttora risiede con la sola e fidata domestica Ornella, con la

quale, realizza simpatici siparietti telefonici, oggetto dei suoi post sui social. Dopo un

matrimonio terminato a causa del tradimento da parte di un texano “orribile”, non più

giovanissima, si risposa con il belga Hervé Foer, discendente dei Dufur, che la

lascerà vedova. Per età e vissuto, Drusilla, vanta innumerevoli, importanti

frequentazioni: Tina Turner, Gandhi, Karl Lagerfeld, Andy Warhol. Le piace Lady

Gaga, ma non Madonna. Oggi, è decisamente attiva sui social media (ha un profilo

Instagram costantemente aggiornato) ed occasionalmente è ospite televisiva. Ha

partecipato, in qualità di attrice, al film Magnifica Presenza per Ferzan Ozpetek, ha

fatto il giudice a Strafactor, è stata ospite fissa a CR4 – La Repubblica delle Donne,

un programma con Piero Chianbretti, attrice di teatro in Venere Nemica (storia di

Amore e Psiche) e protagonista in Eleganzissima, recital nel quale si racconta per

curiosi aneddoti.


Il personaggio “Drusilla”, s’afferma in quanto icona di stile, avendo posato per

importanti copertine di moda e come figura decisamente poliedrica, cioè capace di

spaziare in più generi. Oltre a spopolare sul web, è ora in procinto di coronare un suo

sogno. Nell’edizione di febbraio 2022, infatti, calcherà le scene del teatro Ariston di

Sanremo in qualità di co-conduttrice al fianco di Amadeus.


Tuttavia, come ben si sa, qualsiasi occasione è buona per operazioni di marketing

promozionale o per far polemica e anche il festival di Sanremo non sfugge a questa

logica. Riportiamo qui di seguito un recente articolo della giornalista Flavia Perina

che, dopo un’attenta analisi del fenomeno Drusilla Foer, pur rimanendo una sua fan,

scrive nel suo articolo su LECONTEMPORANEE.it:


il copione è già scritto, la polemica del Sanremo 2022 sarà la presenza di un uomo

vestito da donna tra le cinque donne del festival. Si poteva fare meglio.

Nel secolo vecchio la Rai faceva leggere a Paolo Poli “Cuore”, nel nuovo consideriamo

una sorprendente innovazione Gianluca Gori in arte Drusilla Foer, scritturato/a in nome

della diversità sperando – immagino – nell’impennata del sen. Pillon (che ha già

dichiarato il suo sconcerto) e nell’immancabile denuncia in Procura del Moige. So che

Drusilla è simpatica moltissimo alle Contemporanee, anzi più che simpatica – Drusilla

piace moltissimo a tutte – ma a me dice poco. Non capisco con esattezza su cosa ironizzi

il suo personaggio: il birignao di certe altoborghesi? Le manie femminili nella terza età?

(Mi viene da pensare aridateci Franca Valeri, che la signorina snob la faceva già nei ’60

ma faceva pure la Sora Cecioni e Cesira la manicure, oltre che recitare Pirandello e

Cocteau). Magari sarebbe stato più interessante travestire Paola Cortellesi da uomo sui

sessanta e regalarci quel che la tv italiana ancora non ci ha dato, una satira fatta

ammodo del maschio di mezza età con attico in centro recitata da una donna en travestì: io avrei riso di più, forse anche le altre.

La maschera della lady dei salotti è molto raccontata, quella della Tribuna dell’Olimpico

assai meno e mi piacerebbe vedere una brava rappresentarla dando modo al pubblico

femminile di dire: eccolo là, è proprio mio marito – il mio capo – il mio commercialista –

l’onorevole incontrato sul Frecciarossa.


L’uomo che fa la donna, peraltro, è un grande classico anche della Rai, intendo la Rai

antica, quella che metteva i mutandoni alle ballerine e tuttavia già nel 1959 consentiva a

Ugo Tognazzi e Raimondo Vianello di prendere in giro una celebre inchiesta di Ugo

Zatterin sul lavoro femminile vestendosi da femmina per impersonare surreali mondine,

prostitute e collaudatrici di piatti infrangibili. Pure in quel memorabile sketch c’era una

specie di Drusilla, che usciva elegantissima e impettita da un portone nobiliare: era Vianello, faceva la ladra di biciclette.


Chissà se Pillon e il Moige lo sanno. Chissà se lo sanno i fan di Drusilla, oggi qualificata

con descrizioni iperboliche tipo: “Personaggio irriverente e antiborghese”. “Attrice,

cantante, autrice, icona di stile e regina del web”, Una vera e propria artista poliedrica.

“Ha la grazia di Marlene Dietrich, i motti di spirito di Marta Marzotto, l’intelligenza snob

di Franca Valeri (e via così, manca solo la bellezza di Marilyn e l’intelligenza della Curie).

Comunque, ho letto molte sue interviste e guardato i suoi video. I testi sono aggiornate

repliche delle lettere a Donna Letizia che leggevo da ragazzina su Grazia, e non escludo

che a quelle si sia ispirata: l’elogio del bob ton e dell’educazione, la lezione delle nonne

che è sempre la più giusta, il rifiuto degli eccessi – gli abiti troppo scollati, diamanti

troppo grossi – e l’elogio di competenze dimenticate come l’arte di scendere le scale con

i tacchi senza guardare i gradini.

Capisco che la cosa possa deliziare gli over-70 che sono ormai il pubblico di riferimento

della tv generalista, ma voi, ragazze?


Voi che spammate sui social i monologhi di Ellen DeGeneres non percepite la differenza?

Non viene il dubbio che, insomma, più che un passo avanti sia uno indietro?

Vabbè, prendiamola con leggerezza. Paolo Poli è morto, la Valeri pure e una DeGeneres

da noi non può esistere. Drusilla-Gianluca è il massimo dell’”irriverenza antiborghese”

che i tempi e la scena italiana ci consentono, quindi teniamocela e applaudiamola pure.

Peraltro, pure la controparte è scesa assai di tono, Le denunce contro Poli le faceva un

futuro Presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, quelle contro la Foer le farà

probabilmente Mario Adinolfi: non è davvero il caso di incaponirsi più di tanto sulla

questione."


Nulla da eccepire alle acute osservazioni della giornalista, ma deve esserle sfuggita qualche fotografia e qualche dichiarazione di Drusilla. In particolare, quella nella quale emula chiaramente Marilyn Monroe:





e la parte di un’intervista dove anticipa che, per scendere le scale in sicurezza a Sanremo, pur escludendo l’uso di ballerine, non indosserà tacchi alti.

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