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Oasis: quando fratelli e sorelle se le suonano

Ho desiderato per molto tempo essere figlia unica: solo chi ha fratelli o sorelle potrà capire questa affermazione.


La voglia di liberarsi da una presenza ingombrante che ci mette sempre in discussione, una presenza che vede e sa tutto di noi, che ci conosce veramente e sa qual è la nostra vita. Per tale motivo spesso odiata, temuta e mai sconfitta veramente. Con i fratelli si lotta, ci si confronta, ci si guarda dritti negli occhi e ci si parla schiarendosi le corde tese dell’anima più profonda.

Avere un fratello e/o una sorella può essere a volte confortante certo, ma la parte interessante per tutti è quando si litiga. Diverbio, discussione o azzuffata tra fratelli sono di gran lunga più spettacolari di qualsiasi altra banale rissa tra sconosciuti. Due persone legate per sempre da un legame non solo di sangue: è un intreccio composto da equilibri fragili che inaspettatamente diventano forti e, alla fine, riconducono sempre alla certezza di un confronto alla pari, dove ciascuno si può mostrare solo per quello che è.


Nonostante gli screzi, quello tra fratelli/sorelle è un rapporto indissolubile che niente e nessuno può cambiare. I più fortunati crescono insieme e le esperienze comuni spesso sono motivo di scontro. I pretesti per litigare sono molti: dai giocattoli, agli amici, dalla sciocca competizione per ricevere i complimenti dei genitori sino all’ammirazione e ai complimenti di sconosciuti. Sì perché anche solo un apprezzamento fatto al momento sbagliato può far scaturire una certa forma di invidia e un desiderio di dimostrare quanto si vale. È una competizione che può essere sana ma fino a un certo punto, quando si esagera purtroppo non si fa più ritorno e la frattura non guarisce alla perfezione.


Il confronto tra persone è una costante della società e quello tra fratelli amplifica gli effetti. L’idea della gente è questa: indagare sugli atteggiamenti e comportamenti, sul carattere e sulle inclinazioni dei fratelli considerando il fatto che questi ultimi sono partiti dallo stesso luogo. Non entro nel merito a scrivere di famiglia, sarebbe troppo complicato.

Commenti e pettegolezzi non fanno altro che fomentare il desiderio di rivalsa del fratello che in quell’istante è nella posizione più scomoda, quella del torto. Nel litigio punto focale è ovviamente stabilire chi ha ragione, è per questo che non si finirà mai di litigare per gli stessi motivi. L’oggetto del contendere varia di anno in anno ma le dinamiche saranno le medesime, ogni fratello conosce bene le sue. Nessuno le può capire a fondo se non gli stessi interessati ed è giusto così. Se i fratelli litigano difficilmente qualcuno si azzarda ad intervenire e al massimo si possono sentire frasi del tipo: “Lasciali stare, che se la sbrighino tra di loro”. È un litigio a sé ed entrarci non conviene a nessuno, sarebbe come essere catturati dalla forza misteriosa del buco nero.

Il gruppo degli Oasis, formato dai fratelli Gallagher, è un esempio di come da una passione comune scaturiscono buone idee. Famosi anche per il loro rapporto profondo e complicato, tra le canzoni che hanno composto ho scelto “Whatever”. Ho sempre pensato agli Oasis come un duo che trasmette l’idea di un certo menefreghismo, lo dico con la migliore delle intenzioni ovviamente. Ascolto spesso questa canzone, soprattutto quando vorrei liberarmi da qualche situazione o persona. Non sempre è possibile, così non ci resta che ascoltare musica e scrollarci di dosso sentimenti pesanti e atteggiamenti negativi. Le incomprensioni tra questi due fratelli non hanno avuto mai sosta e sono arrivate fino al 28 agosto 2009, giorno nel quale Liam Gallagher spaccò la Gibson ES- 355 rossa del fratello, questo è quello che è stato scritto sulle riviste, ognuno dei due avrà sicuramente la sua versione dei fatti. Da ricordare anche il loro litigio nel quale Noel donò in beneficenza alcuni vestiti della linea di moda del fratello Liam, quest'ultimo non interpretò positivamente questo gesto.


Essere una sorella mi ricorda ogni giorno che dall’altra parte ci sarà comunque qualcuno che mi tenderà la mano quando rimarrò sola, che mi lascerà libera di voltarle le spalle e che mi perdonerà in silenzio. Essere e avere una sorella non è certo facile, ma è pur sempre straordinario.



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